Immagine della Madonna del Mare

Immagine della Madonna del Mare

domenica 27 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 27/12/2009

DOMENICA 27 DICEMBRE 2009
FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA
Letture: 1 Sam 1,20-22.24-28; Sal 83; 1 Gv 3,1-2.21-24; Lc 2,41-52

Famiglia Piccola Chiesa

La Chiesa e il mondo contemporaneo s’interrogano, oggi più che mai, circa il disegno di Dio sulla famiglia. Mentre da una parte emergono alcuni grandi valori che manifestano la presenza di Dio, come la crescita della libertà e della responsabilità nella paternità e nell’educazione, la legittima aspirazione della donna all’eguaglianza di diritti e di doveri con l’uomo, l’apertura al dialogo verso tutta la grande famiglia umana, la stima delle relazioni autenticamente personali..., dall’altra si constatano crescenti difficoltà, come la degradazione della sessualità, la visione materialistica ed edonistica della vita, l’atteggiamento permissivo dei genitori, l’indebolirsi dei vincoli familiari e della comunicazione tra generazioni.
Le caratteristiche della famiglia descritta nei brani dell’AT erano: la pace, l’abbondanza di beni materiali, la concordia e la discendenza numerosa: segni della benedizione del Signore; la legge fondamentale era l’obbedienza temperata dall’amore; questa obbedienza non era solo segno e garanzia di benedizione e prosperità per i figli, ma anche un modo per onorare Dio nei genitori (Prima lettura). A questo tipo di famiglia, il cristianesimo ha portato un costante superamento di se stessa in vista del Regno: san Paolo domanda agli sposi e ai figli cristiani di vivere la loro vita familiare come se vivessero già nella famiglia del Padre celeste nella obbedienza di fede come Abramo mentre s. Giovanni ci ricorda la figliolanza divina che il Padre ci ha donato (seconda lettura).
Il Vangelo, presentandoci l’esperienza di Cristo che entra nel tessuto di una famiglia umana concreta, traccia un quadro realistico delle alterne vicende alle quali va soggetta la vita di una famiglia. Nella famiglia non tutto è idillio, pace, serenità: essa passa attraverso la sofferenza e le difficoltà dell’esilio e della persecuzione: attraverso le crisi per il lavoro, la separazione, l’emigrazione, la lontananza dei genitori. Nella santa Famiglia, come in ogni famiglia, vi sono gioie e sofferenze, dalla nascita all’infanzia, all’età adulta; in essa maturano avvenimenti lieti e tristi per ciascuno dei suoi membri. Il momento in cui la strada dei figli si divide da quella dei genitori è uno dei più importanti e decisivi della storia della famiglia. Dopo il ritrovamento nel tempio, Maria e Giuseppe tacciono, non sollevano obiezioni sulla scelta di Gesù: intuiscono che è una scelta che sembra escluderli dalla vita del loro unico figlio, una scelta costellata di lacrime, ma l’accettano, perché quella è ha volontà di Dio.
La Chiesa partecipa alle gioie e alle consolazioni, come pure alle sofferenze e difficoltà della vita familiare di oggi: conforta ed incoraggia le famiglie che consapevolmente si impegnano a vivere secondo il Vangelo, rendendo testimonianza ai frutti dello Spirito; stima ed accoglie gli elementi di ogni cultura, per garantire la loro consonanza con il disegno di Dio sul matrimonio e ha famiglia; si impegna a sollevare le condizioni di quei nuclei familiari che vivono nella miseria, mentre nel mondo circostante abbondano le ricchezze; proclama con forza contro ha violenza della società i diritti alla libertà religiosa, alla procreazione responsabile e alla educazione, collaborando attivamente alla soluzione dei gravi problemi sociali, economici e demografici che pesano sulla famiglia; annuncia con coraggio la fondamentale vocazione dell’uomo a partecipare alla vita e all’amore di Dio Padre. La famiglia è la prima cellula della società e della Chiesa. Dio l’ha creata a sua immagine (Gn 1,26) e ha affidato all’uomo il compito di crescere, di moltiplicarsi, di riempire la terra e di sottometterla (Gn 1,28). Questo disegno si avvera quando l’uomo e ha donna si uniscono intimamente nell’amore per il servizio della vita, partecipando così al potere creatore di Dio e all’amore redentivo di Cristo.
Questo disegno di Dio chiama ogni giorno gli sposi a vivere la «novità» dell’amore, attraverso ha conversione del cuore e la santità della vita, segnata dalla sofferenza della croce e dalla speranza della risurrezione. La risposta al progetto di Dio impegna la famiglia a svolgere i compiti che le sono propri nel mondo di oggi: l’educazione alla libertà, ad un forte senso morale, alla fede e agli autentici valori umani e cristiani. Ad essa è affidato anzitutto il compito della evangelizzazione e della catechesi; e nell’ambito della più ampia comunità sociale essa testimonia i valori evangelici, promuove la giustizia sociale, aiuta i poveri e gli oppressi.
La famiglia cristiana potrà attuare questo se sarà perseverante nella preghiera comune e nella liturgia che sono fonti di grazia.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 27 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010


domenica 27 dicembre
Domenica della S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

giovedì 31 dicembre
· Ore 18.00, S. Messa di ringraziamento al termine dell’anno e canto del Te Deum.
venerdì 1 gennaio
Solennità di Maria Ss.ma, Madre di Dio

Giornata per la Pace
L’orario delle Ss. Messe è quello Festivo.
sabato 2 gennaio
· Entra in vigore il nuovo orario feriale. La S. Messa è alle ore 8.30 e non più alle 7.00 e 9.00.
domenica 3 gennaio
II° Domenica dopo Natale.
Ringraziamenti

Desidero ringraziare di cuore, anche a nome dei miei confratelli, tutti coloro che nei giorni precedenti il Natale e durante queste feste, hanno espresso la loro vicinanza, benevolenza e affetto alla comunità dei frati con auguri, saluti, visite e gesti di bontà e generosità.
Un doveroso ringraziamento, anche a nome di tutta la comunità parrocchiale, a coloro che si sono impegnati per rendere bella, decorata e pulita la nostra chiesa e solenni le liturgie di questi giorni di festa.
A tutti, di cuore, la riconoscenza e la gratitudine per il lavoro e l’impegno.

“Dio ama chi dona con gioia”

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

Cambio Orario

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli in sacrestia.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 27 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010


domenica 27 dicembre
ore 8.30 - def.to Padre Venanzio
ore 10.00 - Per l’assemblea /def.ti Luigi e Maristella Zaccariotto
ore 11.30 - def.ti Novella e Ferruccio
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente
lunedì 28 dicembre
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente
ore 9.00 - def.to Vittorio Hlaca
ore 18.00 - def.ti Tullio, Ida e Andrea

martedì 29 dicembre
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente
ore 9.00 - def.ti Giacomo e Giovanni Sincovich
ore 18.00 - def.ti Giuseppe, Rosa, Emilia
Josip e Lucia Trento

mercoledì 30 dicembre
ore 7.00 - def.to Claudio Montenesi
ore 9.00 - def.to Roberto Scherli
ore 18.00 - def.to Elio (obitus)

giovedì 31 dicembre
ore 7.00 - def.ti Domenico, Anna e Antonio Poretti
ore 9.00 - def.ti Maria e Ignazio Narsilio
ore 18.00 - def.ti Mario, Firmina e Renato Suzzi

venerdì 1 gennaio
ore 8.30 - def.to Ernesto Tirello
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Maddalena Cirone
ore 18.00 -

sabato 2 gennaio
ore 8.30 - def.to Italo Sartini
- def.to Ermenegildo Canzutti
ore 18.00 - def.to Renato Suzzi
- def.ti Livio ed Emilio Fabris
domenica 3 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 -
ore 18.00 - def.ti Edvin, Bianca e Renzo Bundi

giovedì 24 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale del 25/12/2009

VENERDI’ 25 DICEMBRE 2009
NATALE DEL SIGNORE
Is 9,1-6; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14 - Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

Natale 2009

Rallegriamoci tutti nel Signore,
perché è nato nel mondo il Salvatore.
Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo.
(Liturgia del Natale)

Fra Dario, Fra Vittorio, Fra Gildo, Fra Andrea e Fra Enrico rivolgono a tutti e ciascuno i più cari e affettuosi auguri per un Santo Natale.
Cristo, venuto nel mondo, sia veramente la salvezza per ogni persona, la fonte della vera gioia e della vera pace. Che la nascita di Gesù Salvatore, porti serenità e consolazione a tutte le famiglie, ai piccoli e agli anziani, ai malati e ai sofferenti.

AUGURI !

Dio si fa uomo per noi

«Noi camminiamo a tastoni, ciechi, rasentando un muro: giacciamo come morti nelle tenebre; urliamo come orsi e gemiamo come colombe in attesa della salvezza». Così parlava Isaia. Noi invece annunciamo una gioia grande: ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro salvatore, Cristo Signore: questa è la nostra gioiosa certezza; anche se molti uomini portano ancora incise nella loro vita le parole di Isaia, nella notte profonda il nostro orecchio ha sentito: la stella del mattino si è levata, per noi è nato un bambino. «Di qui sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più; un fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre; un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre, una speranza che si ridesta» (M. Magrassi).
Gesù non è una tradizione annuale, non è un mito, non è una favola. Gesù è parte della nostra storia umana. Il senso teologico della venuta di Cristo non distrugge di per sé la cornice festosa e la poesia del Natale, ma la ridimensiona e la colloca nel giusto contesto; Gesù che nasce è la Parola di Dio che si fa come: noi, esseri umani, siamo portati forse a soffermarci di più sul bambino, tenero e fragile, che non sul suo aspetto di Verbo Incarnato. Per questo nella liturgia di oggi il lieto annuncio della nascita di Cristo ci viene dato con le parole di Luca e con quelle di Giovanni. Luca si sofferma su alcuni particolari storici che ci danno una sufficiente garanzia di storicità e credibilità e ci mostrano un Gesù povero, figlio di umili artigiani, un numero soltanto in una remota provincia dell’impero romano, un portatore di tutte le promesse dell’Antico Testamento, anche se in un modo un po’ diverso da quello atteso e sospirato dal popolo ebraico, tanto che solo i poveri, gli «svuotati», i vigilanti lo riconoscono. Giovanni inserisce l’Incarnazione nel piano della storia della salvezza.
Come attraverso il Verbo eterno era sbocciata la prima creazione, per opera dell’Incarnazione dello Stesso Verbo avviene una nuova creazione: l’uomo accede alla condizione di figlio di Dio: il rapporto uomo-Dio che il peccato aveva interrotto è risaldato in Cristo. Divenuto figlio di Dio l’uomo è in grado di realizzare il suo compito di creatura: egli può rivolgersi a Dio e chiamarlo «padre» ed è libero perché è figlio e non servo, ed ama gli altri uomini perché fratelli.

sabato 19 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 20/12/2009

DOMENICA 20 DICEMBRE 2009
Domenica IV del tempo di Avvento - IV Settimana del Salterio
Letture: Mic 5,1-4a; Sal 79; Eb 10,5-10; Lc 1,39-45


Maria, vivente dimora di Dio tra noi

Il figlio dell’Altissimo nel diventare il «figlio di Maria», ama farsi precedere e annunciare dai poveri e dagli umili: vuole circondarsi di semplicità e verità.
Betlemme è la più piccola fra le città di Giuda; avrà l’onore di dare i natali al Messia promesso dai profeti, a colui che estenderà il suo regno di pace fino «agli estremi confini della terra» (prima lettura).
Umili e pastorali sono pure le origini di Davide. Il futuro Messia è presentato più come il discendente del Davide, pastore di Betlemme, che non del Davide glorioso della città regale. Umili e poveri sono i primi portatori della speranza e della salvezza. Così è Maria nei riguardi di Elisabetta. Per la stessa umiltà e povertà Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, riconosce in Maria la madre del Salvatore, e proclama il mistero che si è compiuto in Lei.
E Maria, prorompendo nel canto del Magnificat, per le grandi cose operate in lei e per la grazia concessa alla sua parente, dice: il Signore «ha guardato l’umiltà della sua serva».
La salvezza promessa a Israele è già iniziata ad attuarsi con l’incarnazione del Messia (vv. 47.54). Tutto questo con una mirabile attenzione e rispetto a coloro che ne sono i protagonisti. Segno, di questo inizio, è l’elargizione dei beni messianici, spirituali, fatta ancora ai poveri, agli umili, a coloro che si riconoscono bisognosi di salvezza (vv. 51-53). In questo momento Maria è la vivente dimora di Dio in mezzo agli uomini, è la portatrice della presenza divina che salva.
L’autore della lettera agli Ebrei afferma che è in forza della sua «povertà» e della sua obbedienza che Gesù Cristo ha meritato a noi il perdono dei peccati e ci ha salvati (seconda lettura). Per l’incontro degli uomini con Dio; per la loro unità e pace occorreva nel disegno di Dio un uomo che fosse «pienamente e totalmente uomo, ad eccezione del peccato»; per questo Gesù ha voluto essere il figlio di Maria.
Il Concilio di Calcedonia (451) ha proclamato l’unità di Cristo nelle due nature, sottolineando nettamente la vera umanità di Gesù. Tale definizione sarà difesa dalla Chiesa, nel corso dei secoli, contro coloro che, a forza di sottolineare la divinità, attribuivano a Cristo soltanto le «apparenze» umane. Contro tutte le tendenze che minimizzavano l’umanità del Salvatore, la Chiesa ha moltiplicato le affermazioni the mettono in rilievo fino a che punto Gesù è uomo.
Non possiamo confondere il mistero della incarnazione con una semplice apparizione di Dio, una teofania passeggera come ce ne presenta l’Antico Testamento, in cui Dio, per parlare all’uomo, assume una forma umana.
Il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, fattosi carne Lui stesso, è venuto ad abitare sulla terra degli uomini, è entrato nella storia del mondo come l’Uomo perfetto, assumendo questa storia e ricapitolandola in sé. Il Vaticano II afferma: «Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo...» (GS 22). Può sembrare strano, ma anche oggi molti cristiani non hanno capito a sufficienza che «il figlio di Maria» è veramente uomo, uomo che nasce a Betlemme, che sarà bambino, avrà fame, avrà sete, sarà soggetto a fatica, avrà compassione, proverà gioia. Inconsciamente costoro oppongono troppo in Cristo divinità e umanità, come se si trattasse di due realtà antagoniste, come se dovessimo credere che è uomo nonostante la sua divinità, mentre proprio a causa della sua divinità è più pienamente uomo e nessuno è mai stato uomo come lui.
«Gesù ha fame e sete (Mt 4,2; 21,18; Gv 4,7; 19,28), è soggetto alla fatica (Gv 4,6), stringe amicizie, piange su Lazzaro (Gv 11,35), ha compassione delle folle (Mt 10,36), o è pieno di gioia davanti alle realizzazioni dell’amore del Padre (Lc 10,21). Avvicina gli uomini con una semplicità e una autorità sconvolgenti: i peccatori, gli ammalati, quelli che soffrono, trovano in lui la comprensione che cercano e, insieme, l’appello energico che li converte. Si decide, giorno dopo giorno, per la missione affidatagli dal Padre: dalla tentazione nel deserto fino alla suprema decisione dell’Orto degli ulivi, dove cogliamo la profondità umana sia delle sue sofferenze sia del suo attaccamento al Padre e alla sua volontà» (J. Suenens).
Cristo, figlio di Maria e figlio di Dio, è entrato nella nostra storia, nel destino umano così pieno di lotte, prove, speranze, e vi rimane: egli è il «Dio con noi».

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 20 dicembre al 27 dicembre 2009

lunedì 21 dicembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 22 dicembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale: confessioni per tutti i ragazzi e scambio di auguri in Oratorio.

mercoledì 23 dicembre
· Al termine della S. Messa serale, alle ore 18.45, Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione: saranno presenti alcuni sacerdoti per accogliere le nostre confessioni.

giovedì 24 dicembre
· Ore 24.00, S. Messa della notte di Natale.
· La Chiesa apre alle ore 23.30.

venerdì 25 dicembre
NATALE DEL SIGNORE

L’orario delle Ss. Messe è quello Festivo.

sabato 26 dicembre
Festa di S. Stefano, primo martire
· L’orario delle Ss. Messe è quello Festivo.

domenica 27
dicembre Domenica della S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe


Libro su P. Gabriele e “Parrocchia Racconta”

Sono disponibili, in Sacrestia, un libretto commemorativo su P. Gabriele, mentre sul tavolo della stampa, l’ultimo numero del giornalino “Parrocchia Racconta”.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

Cambio Orario

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 20 dicembre al 27 dicembre 2009

domenica 20 dicembre
ore 8.30 - def.to Giacomo Beccari
- def.ta Sandra Ferin
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Isa Santese
ore 11.30 - def.ta Maria Furlani
ore 18.00 - def.to Alessandro Fornasier

lunedì 21 dicembre
ore 7.00 - Per le Anime del Purgatorio
ore 9.00 - def.ti Claudio, Guglielmina e Antonio
ore 18.00 - def.to Biagio Zingale

martedì 22 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.ti Ottavio e Andrea Querzola
ore 18.00 - def.ta Maria Scherl (obitus)

mercoledì 23 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.ta Linda Zoch
ore 18.00 - def.ti Ada e Aldo Longagnani

giovedì 24 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.ti Laura e Pasquale Zilio
ore 24.00 - Per l’assemblea

venerdì 25 dicembre
ore 8.30 - def.to Corrado Scaglia
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 18.00 - def.ti Liliana, Alvise e Maria

sabato 26 dicembre
ore 8.30 - def.ti Vittorio e Luigi Coronica
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ti Anita e Guido Cociani
ore 11.30 - def.to Antonio Onofrio
ore 18.00 - def.to Adriano

domenica 27 dicembre
ore 8.30 - def.to Padre Venanzio
ore 10.00 - Per l’assemblea /def.ti Luigi e Maristella Zaccariotto
ore 11.30 - def.ti Novella e Ferruccio
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente

domenica 13 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 13/12/2009

DOMENICA 13 DICEMBRE 2009
Domenica III del tempo di Avvento - III Settimana del Salterio
Letture: Sof 3,14-18a; Is 12,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18

Rallegratevi: il Signore è Vicino

Mentre il paese è nella massima miseria morale, Sofonia proclama il suo messaggio e predica al popolo drammi dolorosi a cui sfuggirà solo un piccolo resto. Tuttavia annuncia anche giorni migliori per Gerusalemme. E Dio che si rivela, si fa presente e preserva il popolo dalla guerra; è lui che, col suo amore, permette all’alleanza di riprendere nuovo vigore. Anche san Paolo conferma questa realtà ed esorta a saper leggere negli avvenimenti questa presenza di Dio. Egli, prigioniero, ha ricevuto il soccorso di Dio e quello dei cristiani di Filippi, e perfino una vaga promessa di liberazione. La vicinanza del Signore è una presenza di Dio nella vita cristiana di ogni giorno, fino al compiersi della Parusìa. Vivendo in questa vicinanza, il cristiano vive nella calma, nella pace, nella preghiera, nella gioia. Questa vicinanza di Dio rende il cristiano aperto e solidale con tutto ciò che i suoi fratelli, gli uomini, fanno di buono e di sincero (v. 8). Egli non si rinchiude in una morale tutta sua, e sa invece fare sue le virtù proprie di una generazione, gli slanci propri di una mentalità, i valori inseriti nei modi di pensare. Vedere ed apprezzare tutto ciò che vi è di buono negli altri, con uno sguardo e con un giudizio positivi, è l’altro aspetto dell’ottimismo che viene dalla certezza di vivere con Dio. L’apertura agli altri dipende sempre dalla comunione gioiosa e personale con Dio. Se il Signore è tra noi, se è così vicino, noi «che cosa dobbiamo fare?». Alle tre categorie di persone che incontra (folla, pubblicani, soldati), Giovanni impone un comportamento preciso in segno di conversione: non fare dell’egoismo il criterio del proprio agire, non approfittare del mestiere o della professione per arricchirsi ingiustamente. Qui i segni di conversione sono elementari e si è ancora lontani dal discorso della montagna. Ma il non fare del proprio «io» la ragion d’essere della propria vita è già un segno sufficiente di conversione al Regno, è un inizio. Il fatto di avere nei cieli un Padre comune che ci ama e che possiamo incontrare, non può non essere una sorgente di gioia per i cristiani: una gioia che va comunicata, riversata sui fratelli. Troppi hanno trasformato il cristianesimo in musoneria, troppi soffocano tra gli sbadigli l’assemblea eucaristica. Questa nostra era, eccessivamente problematica, ha deteriorato il gusto della festività e della fantasia. Celebriamo ancora delle feste, ma mancano spesso di brio e di emozione. Anche le feste più tradizionali hanno qualcosa di vacuo e frenetico. Sembriamo ansiosamente, perfino ossessivamente decisi a divertirci, ma sotto la superficie avvertiamo la mancanza di qualcosa di autentico. Anche la nostra fantasia è diventata anemica: cinema e televisione hanno malamente surrogato i nostri sogni. Per sua natura l’uomo è una creatura che non soltanto lavora e pensa, ma canta, danza, prega, racconta, celebra. Insieme, festività e fantasia permettono all’uomo di sperimentare il presente in modo più ricco, gioioso e creativo. Il Dio che continuamente «viene» è colui che dà inizio alla «festa» e ne costituisce la ragione ultima. Oggi stiamo forse assistendo ad una rinascita di queste facoltà che l’èra della industrializzazione aveva mortificato; anche nelle chiese il canto, il colore, il movimento e nuove forme di musica sottolineano la riscoperta di altri elementi della celebrazione.
Sono parole di una donna che consuma la sua vita per gli altri, i più poveri del mondo. «La gioia è preghiera, la gioia è fortezza, la gioia è amore, la gioia è una rete d’amore, con la quale voi potete arrivare alle anime. Dio ama chi dona con gioia. Dona di più chi dona con gioia. La miglior via per mostrare la nostra gratitudine a Dio e alla gente è di accettare tutte le cose con gioia. Un cuore contento è il risultato normale di un cuore che brucia d’amore. Non lasciate entrare in voi nulla di triste che possa farvi dimenticare la gioia di Cristo Risorto.
Tutti aneliamo al cielo dove abita Dio, ma noi abbiamo in nostro potere di stare in cielo con lui anche adesso, di essere felici con lui in questo preciso momento. Ma l’essere felici con lui adesso significa: amare come ama lui, aiutare come aiuta lui, dare come dà lui, servire come serve lui, salvare come salva lui, stare ventiquattro ore con lui, raggiungere lui nel suo doloroso travestimento» (Madre Teresa di Calcutta).

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 13 dicembre al 20 dicembre 2009

lunedì 14 dicembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 15 dicembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 16 dicembre
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

giovedì 17 dicembre
· Ore 16.00, incontro dell’Azione Cattolica Parrocchiale.
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.

venerdì 18 dicembre
· Ore 18.45, incontro in preparazione alla Missione Parrocchiale con Padre Federico.

sabato 19 dicembre
· Tanti auguri a Padre Dario nel giorno del suo onomastico.

domenica 20 dicembre
· Nel pomeriggio, in Cripta, incontro di preghiera dell’Azione Cattolica Diocesana.

Mercatino di Beneficienza

Tutti i giorni feriali (9.00 - 12.00 e 16.00 - 18.00) e festivi (9.00 - 13.00), è aperto, presso il Salone dell’Oratorio, un mercatino di beneficienza. Il Ricavato andrà a beneficio della S. Vincenzo Parrocchiale e per alcuni lavori dello stesso Oratorio.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.


A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 13 dicembre al 20 dicembre 2009

domenica 13 dicembre
ore 8.30 - def.to Rolando Scaglia
- def.ta Lucia Piccini
ore 10.00 - Per l’assemblea
- def.to Roberto Vascotto e Telesforo Giannini
ore 11.30 - def.ti Natalia e Marco Koslovich
ore 18.00 - def.ta Maria Di Simone

lunedì 14 dicembre
ore 7.00 - def.ta Mafalda
ore 9.00 - def.ti Lucia e Antonio Rosier
ore 18.00 - def.ti Albino e Fabio

martedì 15 dicembre
ore 7.00 - def.ta Maria Scaglia
ore 9.00 - def.to Nello Milocchi
ore 18.00 - def.ta Alma Ermanis (obitus)

mercoledì 16 dicembre
ore 7.00 - def.ta Gisella Scherl
ore 9.00 - def.ta Maria Pieri
ore 18.00 - def.ti Iso e Angelo Tassi

giovedì 17 dicembre
ore 7.00 - def.to Massimo Del Neri
ore 9.00 - def.ti Spartaco e Marino Auteri
ore 18.00 - def.ta Francesca

venerdì 18 dicembre
ore 7.00 -
ore 9.00 - def.ti Marcella e Pio Pozzecco
ore 18.00 - def.to Natale Mersini (obitus)

sabato 19 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.to Flavio Laudato
ore 18.00 - def.ta Liana Mirarchi

domenica 20 dicembre
ore 8.30 - def.to Giacomo Beccari
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Isa Santese
ore 11.30 - def.ta Maria Furlani
ore 18.00 - def.to Alessandro Fornasier

martedì 8 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 06/12/2009

DOMENICA 6 DICEMBRE 2009
Domenica II del tempo di Avvento - II Settimana del Salterio
Letture: Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6,8-11; Lc 3,1-6
Solennità dell’Immacolata Concezione
Letture: Gn 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38


Ogni uomo incontrerà il Dio che salva

L’Avvento è tempo di conversione, tempo per preparare la via del Signore, per raddrizzare i sentieri perché il regno di Dio venga. L’uomo moderno non è molto attento al tema della conversione a Dio. Di fronte alle gravi sfide che gli si impongono (fame, ignoranza, guerra, ingiustizia) mobilita tutte le sue energie, abbandona anche le vie della comodità, si impone una conversione quotidiana; la conversione dell’uomo a se stesso. Ma la conversione a Dio come disponibilità radicale a Lui e rinuncia totale a se stessi, lo lascia insensibile o anche ostile perché lo rimanda alla sua debolezza e sembra distoglierlo dai suoi compiti reali. Il cristiano è consapevole di dover contribuire alla realizzazione del disegno di Dio che ha affidato l’universo alle mani operose dell’uomo, e alla soluzione dei problemi del mondo, collaborando all’opera di creazione e dando il meglio di se stesso. Ma, in tutto ciò, dove si trova la conversione a Dio? Se i cristiani perdono il senso della conversione a Dio, e se il cristianesimo presenta soltanto il volto di un umanesimo senza dimensione religiosa si priva il mondo di un dono divino. Con Giovanni Battista, il Precursore, Dio sta per visitare il suo popolo. La voce severa che grida nel deserto ci prepara al giudizio di Dio non con atti puramente esterni e rituali ma con la conversione del cuore. Gesù continuerà in questa linea di conversione: l’opzione per il Regno vorrà dire spogliamento di sé, rinuncia ad ogni forma di orgoglio, disponibilità agli impulsi dello Spirito, obbedienza. L’uomo che vorrà seguire Gesù, l’uomo che vuol vedere «la salvezza di Dio», è chiamato a fare il vuoto in sé, e a perdersi in qualche modo. Una simile conversione religiosa è accessibile ad ogni uomo, di qualunque condizione sociale o spirituale; non è legata concretamente a nessuna pratica penitenziale anche se tende ad esprimersi in azioni significative, ed è proposta a tutti gli uomini, poiché tutti sono peccatori, e Gesù stesso dichiara di essere venuto solo per i peccatori. E’ un cambio radicale della mentalità e degli atteggiamenti profondi, che si manifesta in azioni nuove e in una vita nuova: è una disponibilità totale a servizio dell’amore di Dio e degli uomini. Per questo Paolo chiede che i Filippesi possano «distinguere sempre il meglio», «essere integri per il giorno di Cristo» e ricolmi di «frutti di giustizia». Il regno di Dio è dunque in cammino: nessuno potrà arrestarlo... Il giudizio di Dio sta su di noi come la scure sta alla radice dell’albero. Spetta ai singoli far sì che si tratti di un giudizio di conversione o di un irrimediabile indurimento.

Immacolata Concezione: Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo
Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall'uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall'alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta. Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl'inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata. O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria. Dio dunque è il padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene. Davvero con te è il signore che volle che tutte le creature, e lui stesso insieme, dovessero tanto a te.


AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 6 dicembre al 13 dicembre 2009


mercoledì 9 dicembre
· Ore 16.30, in Chiesa, catechismo parrocchiale.
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

giovedì 10 dicembre
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.

sabato 12 dicembre
· Ore 16.00, in Chiesa, incontro di preghiera, animato dai ragazzi del catechismo, insieme alle loro famiglie, come momento di preparazione spirituale al Natale.

Mercatino di Beneficienza

Tutti i giorni feriali (9.00 - 12.00 e 16.00 - 18.00) e festivi (9.00 - 13.00), è aperto, presso il Salone dell’Oratorio, un mercatino di beneficienza. Il Ricavato andrà a beneficio della S. Vincenzo Parrocchiale e per alcuni lavori dello stesso Oratorio.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 6 dicembre al 13 dicembre 2009

mercoledì 9 dicembre
ore 7.00 - def.to Oddone
ore 9.00 - def.ta Fines Terranino
ore 18.00 - def.ti Angela e Salvatore Pede

giovedì 10 dicembre
ore 7.00 - def.ta Bianca Bendagli
ore 9.00 - def.te Caterina e Giuseppina Drioni
ore 18.00 - def.to Paolo Perosa

venerdì 11 dicembre
ore 7.00 - def.ta Bruna Peresan
ore 9.00 - def.ti Carmela, Giuseppe e Guido Zorzet
ore 18.00 -

sabato 12 dicembre
ore 7.00 - def.ti Eugenio, Elisabetta e Silvana
ore 9.00 - def.ta Lucia
ore 18.00 - def.te Sabina e Fernanda Bastiani

domenica 13 dicembre
ore 8.30 - def.to Rolando Scaglia
- def.ta Lucia Piccini
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Roberto Vascotto
ore 11.30 - def.ti Natalia e Marco Koslovich
ore 18.00 - def.ta Maria Di Simone

sabato 28 novembre 2009

Famiglia Parrocchiale 29/11/2009

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009
Domenica I del tempo di Avvento - I Settimana del Salterio
Letture: Ger 33,14-16; Sal 24; 1 Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28,34-36


Nell’attesa della sua venuta

La padronanza sempre maggiore dell’uomo moderno sulle realtà del mondo, la capacità di «possedere» gli avvenimenti e di ridurli a qualcosa di prevedibile, non lasciano posto per la «vigilanza» nel senso biblico della parola, ma solo per la «previdenza».
Il compito che attende tutti gli uomini di oggi è complesso: si tratta di trasformare il mondo, di promuovere le strutture che lo rendano abitabile dall’uomo, di inventare e re-inventare continuamente per superare le grandi sfide che si impongono all’umanità di oggi: la fame, la guerra, l’ingiustizia... Arriverà il giorno in cui tutto sarà previsto e nulla potrà più disturbare la sicurezza umana? L’uomo antico sentiva che gli mancavano le risorse per arrivare da solo al compimento dell’avventura umana, e in questa povertà scopriva il Dio che salva. Il popolo ebreo si sentiva guidato da Iahvè nella fedeltà all’alleanza e ne attendeva vigilante la venuta: «Io realizzerò le promesse...» (v. 14) (prima lettura).
Per i primi cristiani l’evento storico di Gesù di Nazaret manifestava talmente «il Signore che viene» da mobilitare dinanzi a lui tutta la loro attenzione e tutte le loro energie (seconda lettura).
Gesù di Nazaret appariva il vigilante per eccellenza; suo cibo era fare la volontà del Padre che lo aveva mandato; la sua vigilanza si traduceva nell’interrogare con realismo gli avvenimenti e nell’accogliere l’oggi di Dio nella storia degli uomini.
La Chiesa primitiva insisteva molto sulla vigilanza (vangelo). Bisogna tenersi pronti per il ritorno imminente del Signore che sarà imprevedibile, sarà una sorpresa come la visita inattesa di un ladro. Ma nell’anno 70, un avvenimento segnò profondamente l’idea dei credenti sul ritorno del Signore: la distruzione di Gerusalemme richiamava ad Ebrei e cristiani la fine del mondo.
Nel vangelo di oggi tutto è descritto come se si trattasse di una catastrofe cosmica che scuote gli astri e getta gli uomini nella massima confusione (vv. 25-26).
Luca non intende necessariamente annunciare la fine del mondo: egli ricorre al genere letterario delle apocalissi per dire che la caduta di Gerusalemme sarà una tappa decisiva per instaurare il Regno di Iahvè sul mondo.
La conclusione che dall’avvenimento hanno tratto i primi cristiani è importante: la fine di Gerusalemme non ha coinciso col ritorno del Signore; dunque, il ritorno del Signore ha per la vita presente un’attualità permanente e imprevedibile.La venuta del Figlio dell’uomo ha coinciso invece con la liberazione totale della Chiesa dal giudaismo; è stata come l’aurora della creazione del nuovo mondo, un segno dell’avvicinarsi del Regno (vv. 27-31).
La caduta di Gerusalemme è una tappa nella venuta vittoriosa del Signore, perchè essa ha costretto la Chiesa ad aprirsi alle nazioni e a costruire un culto spirituale, svincolato dal particolarismo del Tempio. Ma ogni tappa dell’evangelizzazione del mondo e ogni tappa di umanizzazione, è anche un passo avanti di questa venuta del Figlio dell’uomo. Ogni conversione del cuore, mediante la quale l’uomo si apre sempre più all’azione dello Spirito del Risorto, è una nuova manifestazione di questa venuta.
La vigilanza della Chiesa — quella che la tiene pronta per il ritorno del suo Signore — riguarda oggi in modo tutto speciale la sua cattolicità. Ad ogni Chiesa locale viene continuamente chiesto di andare incontro al Signore che viene, con l’animo aperto all’universalismo della carità. Ogni Chiesa deve dunque stare attenta a non cadere nella tentazione del particolarismo, a non legare il cristianesimo a un popolo, o a un gruppo culturale privilegiato.
La celebrazione dell’Eucaristia colloca chi vi partecipa in stato di attesa del Signore, e insieme realizza quel lento e paziente ritorno del Signore nella storia dell’umanità e di ogni uomo, fino a «quando verrà di nuovo nello splendore della sua gloria». Partecipare all’Eucaristia con la convinzione che il ritorno del Signore è cosa estranea alla storia degli uomini perché vanificherà ogni sforzo umano con la sua subitaneità, è mentire all’Eucaristia fatta dal pane e dall’amore dell’uomo stesso; è non capire il vero significato del ritorno del Signore.
Il Regno, nel suo divenire, è presente; si tratta di imparare a scoprirlo. Chi è vigilante si preoccupa dell’estensione del Regno del Figlio dell’uomo, così da scoprirlo in germe in ciascuno ed in tutti.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 29 novembre al 6 dicembre 2009


lunedì 30 novembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 1 dicembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.
· Ore 18.45, incontro per la Missione Parrocchiale per la formazione delle Commissioni.

mercoledì 2 dicembre
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

venerdì 4 dicembre
· Primo Venerdì del Mese: dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.

sabato 5 dicembre
· Festa dedicazione della nostra Chiesa
· Ore 10.30, S. Messa per i marittimi presieduta dal nostro vescovo, Mons. Giampaolo.

domenica 6 dicembre
· Un gruppo di giovani e ragazzi del dopo Cresima si recheranno ad Assisi per una esperienza insieme e di conoscenza della spiritualità francescana.

Vendita torte

Martedì 8 dicembre, davanti la Chiesa, ci sarà una vendita di torte per beneficienza. Chi desidera preparare dei dolci da portare (il 6 e 7 dicembre) per questa iniziativa, può trovare tutte le informazioni necessarie presso il personale, in Oratorio.

Mercatino di Beneficienza

Tutti i giorni feriali (9.00 - 12.00 e 16.00 - 18.00) e festivi (9.00 - 13.00), è aperto, presso il Salone dell’Oratorio, un mercatino di beneficienza. Il Ricavato andrà a beneficio della S. Vincenzo Parrocchiale e per alcuni lavori dello stesso Oratorio.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 29 novembre al 6 dicembre 2009


domenica 29 novembre
ore 8.30 - def.ti Lucrezia e Mauro Altieri
- def.ta Antonia Santin
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Paolo Roccaro
ore 11.30 - def.to Renzo
ore 18.00 - def.to Giovanni La Greca

lunedì 30 novembre
ore 7.00 - def.ti Rino e Lia Mengaziol
ore 9.00 - def.ti Argia e Mario Davanzo
ore 18.00 - def.to Mario Benedetti

martedì 1 dicembre
ore 7.00 - def.ta Maria Pia Zeriali
ore 9.00 - def.ta Novella Furlani
ore 18.00 - def.to Fausto Zubin

mercoledì 2 dicembre
ore 7.00 - def.ta Anna Maria Rizzian
ore 9.00 - def.to Paolo Sardos Albertini
ore 18.00 - def.ti Maria, Vittorio e Renato

giovedì 3 dicembre
ore 7.00 - def.to Fra Giacinto
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.to Lucio Talamo
ore 18.00 - def.to Orazio

venerdì 4 dicembre
ore 7.00 - def.ta Iside Bendagli
ore 9.00 - def.to Ernesto Tirello
ore 18.00 - def.ti Lucia e Francesco Fonda

sabato 5 dicembre
ore 7.00 - def.ti Valentino, Ludmilla e Orsola Coretti
ore 9.00 - def.ta Bianca Bendagli
ore 18.00 - def.to Elio Clinich

domenica 6 dicembre
ore 8.30 - def.ti Nicola e Teresa
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to P. Gabriele Polita
ore 11.30 - def.te Anna e Carmela
ore 18.00 - def.te Lucia e Angela Madrussani

sabato 21 novembre 2009

Famiglia Parrocchiale 22/11/2009

DOMENICA 22 NOVEMBRE 2009
Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo
Domenica XXXIV del tempo Ordinario - II Settimana del Salterio
Letture: Dn 7,13-14; Sal 92; Ap 1,5-8; Gv 18,33b-37

La regalità di Cristo
è per la regalità dell'uomo


Le letture proposte nel formulario liturgico ci aiutano a comprendere la profonda natura della regalità di Gesù Cristo. Gesù di Nazaret si è presentato come un re, ma il suo regno non è di questo mondo. Comincia a edificarsi quaggiù, ma non fa alcuna concorrenza ai regni terrestri. Durante tutta la sua vita pubblica, Gesù ha badato con cura estrema che non si potesse dare un'interpretazione politica alla sua missione. A parecchie riprese lo vogliono fare re, ma ogni volta egli si sottrae.
Gesù Cristo è re, perché è l'unico mediatore della salvezza di tutta la creazione. In lui, tutte le cose trovano il loro compimento, la loro vera consistenza secondo il disegno creatore di Dio.
Dio continua a creare per mezzo dell'amore, e tutta la creazione è chiamata, nell'uomo, a partecipare alla sua stessa vita divina, a entrare nella sua Famiglia.
Questo disegno di amore si compie soltanto nell'invio dell'Uomo-Dio perché solo l'Uomo-Dio è capace, nella sua umanità, di far entrare nella Famiglia del Padre. Se tale è il disegno creatore di Dio, è in Gesù Cristo che tutta la creazione trova il punto d'appoggio della sua consistenza definitiva. In questo senso Gesù Cristo è il primogenito di ogni creatura; egli è il re della creazione perché egli solo è l'immagine di Dio invisibile, e la realizzazione del disegno creatore dipende unicamente da lui. Ma, poiché la creazione si è staccata dal suo Dio per effetto del peccato, la regalità di Gesù Cristo assume l'aspetto di una riconciliazione universale che egli opera versando il suo sangue sulla croce.
La regalità di Cristo è universale e ha un reale potere su tutto e su tutti; nessuna realtà creata sfugge al suo giudizio supremo. Egli ha acquistato questa regalità per mezzo della sua morte sulla croce in remissione di tutti i peccati. Il primogenito di ogni creatura è pure il primogenito di fra i morti, il risorto.
La regalità di Cristo è un tema cristologico abbondantemente sfruttato nella tradizione ecclesiastica, per le sue concrete incidenze sul ruolo della Chiesa nel mondo. La riflessione teologica su questo argomento ha talora peccato di gratuità; a più riprese si è degradata in una ideologia giustificatrice di una situazione contingente della Chiesa, che alcuni si auguravano di veder continuare. In particolare, il tema è servito per spiegare i rapporti fra la Chiesa e il mondo in un «regime di cristianità», senza tener abbastanza conto del carattere transitorio di quest'ultimo. Quando questo stato di cose ha cominciato a scricchiolare alcuni si sono riferiti alla regalità di Cristo per difendere certe istituzioni e combattere i nemici della Chiesa con spirito non alieno da clericalismo.
D'altra parte l'avvento del mondo moderno rischia di mettere in causa una giusta concezione della regalità universale di Cristo, relegandola al puro dominio dello spirito.
Quando Pio XI istituì, nel 1925, la festa di Cristo Re, intendeva reagire contemporaneamente agli eccessi del laicismo moderno che fa a meno di Dio, e a quelli del cesaropapismo e del clericalismo di ieri tentati di «servirsi» di Dio. Ma certo le eredità del passato erano tali che alcuni cristiani hanno preso questa festa come un'arma per difendere l'ordine antico e rifiutare il mondo che veniva; mentre i laicisti si sono irrigiditi sulle loro posizioni di rifiuto. Oggi, altri cristiani, preoccupati di una riconciliazione della Chiesa col mondo e del mondo con la Chiesa, vedono in questa proclamazione della regalità di Cristo un ostacolo al loro irenismo.
Ma la festa di Cristo Re può essere l'occasione per approfondire una verità essenziale della nostra fede e per rivalutare il contenuto di questa regalità nel contesto dei nuovi rapporti Chiesa-mondo.
Cristo è re per creare un popolo regale, libero da ogni asservimento dell'uomo, per favorire e accogliere le risorse, le consuetudini, le ricchezze dei popoli, purificarle, consolidarle, elevarle. In particolare, i laici, partecipi della regalità di Cristo,devono operare per la promozione della persona umana, per animare di spirito evangelico le realtà temporali, e dare così testimonianza concreta che Cristo Re è liberatore e salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Cristo, l'uomo nuovo, solidale con la comunità umana, eleva e perfeziona, nel suo mistero pasquale, l'attività degli uomini per una migliore, più umana convivenza nella collaborazione, nella fraternità, nella pace.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 22 novembre al 29 novembre 2009


lunedì 23 novembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 24 novembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 25 novembre
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

giovedì 26 novembre
· Tanti auguri a P. Dario nel giorno del suo 90° compleanno.
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento: si prega per le vocazioni religiose e sacerdotali.

sabato 28 novembre
· Giornata della Colletta Alimentare. Invito tutti a partecipare, presso i supermercati che aderiscono a questa iniziativa, a dare il proprio contributo per sostenere i poveri e le famiglie più bisognose.

domenica 29 novembre
I° domenica del tempo di Avvento

Inizio del nuovo anno liturgico

Proposte di corsi e attività in Oratorio

Proseguono, in Oratorio, le attività che coinvolgono i ragazzi, i giovani e gli adulti: Dopo-scuola; attività ludiche; corsi di fotografia e laboratorio creativo; corsi di cucina e cucito e riparazione, … iscrizioni e informazioni i pomeriggi in Oratorio.

Sostentamento del Clero

Oggi si celebra la giornata per il sostentamento del clero. Si può fare la propria offerta per aiutare e sostenere i sacerdoti e le loro attività in Italia. I moduli con tutte le informazioni sul tavolo della stampa.

Ringraziamenti

Desidero esprimere tutta la mia gratitudine, anche a nome delle famiglie dei cresimandi, a tutti coloro che hanno contribuito, a vario titolo, alla celebrazione del Sacramento della Confermazione e all’accoglienza del nostro Vescovo.

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie a fine pagina.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 22 novembre al 29 novembre 2009

domenica 22 novembre
ore 8.30 - def.to Paolo Drius
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Marisa Pisano
ore 11.30 - def.to Vittorio Coronica
ore 18.00 - def.to Fabio Pauletti

lunedì 23 novembre
ore 7.00 - def.ta Paola Canzutti
ore 9.00 - def.te Ina e Lidia Poglayen
ore 18.00 - def.ta Sibilla Prezzi

martedì 24 novembre
ore 7.00 - def.te Luciana e Lauda Mengaziol
- def.to Bruno
ore 9.00 - def.ta Firmina Suzzi
ore 18.00 - def.ti Caterina, Maria e Giovanni Corini

mercoledì 25 novembre
ore 7.00 - def.to Corrado Scaglia
ore 9.00 - def.to Mario Petti
ore 18.00 - def.ti Rino, Marco, Maria e Pietro

giovedì 26 novembre
ore 7.00 - def.to Bruno
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.ti Stefano e Caterina Bassanese
ore 18.00 - def.ti Anna e Valerio Pistrini

venerdì 27 novembre
ore 7.00 - def.ti Vittorio e Anna Flegar
ore 9.00 - def.to Luigi Radin
ore 18.00 -

sabato 28 novembre
ore 7.00 - def.to Virgilio Zeriali
ore 9.00 - def.ti Michele e Giovanna Rozzo
ore 18.00 - def.ti Lucia e Bruno Vascotto

domenica 29 novembre
ore 8.30 - def.ti Lucrezia e Mauro Altieri
- def.ta Antonia Santin
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Paolo Roccaro
ore 11.30 - def.to Renzo
ore 18.00 - def.to Giovanni La Greca


Anno 2010: variazioni d’orario e
modifiche nelle intenzioni delle Messe per i defunti

Cambio d’orario
A cominciare dal 2 gennaio 2010, cambierà l’orario feriale delle Ss. Messe. Fino al 31 dicembre l’orario feriale offriva 3 celebrazioni Eucaristiche: 7.00, 9.00 e 18.00 o 19.00, a seconda dell’ora legale o solare. Con il nuovo anno 2010, verrà tolta una S. Messa al mattino e il nuovo orario risulterà il seguente: 8.30 e 18.00 o 19.00.

Quanto costa una Messa?
La S. Messa non ha prezzo, non è un oggetto da vetrina e nessuno potrà mai acquistare una Messa o dire “questa Messa è mia”. Eppure quella del pagare una Messa non è una storia d’oggi. Da sempre esistono situazioni (malattia di un parente o familiare, un esame, un viaggio pericoloso, il desiderio di fare del bene ad un defunto, la necessità di ringraziare) in cui avvertiamo che solo Dio può aiutarci. Ed allora viene da sé offrirgli la cosa più preziosa e gradita: la vita del suo Figlio: la S. Messa. Al sacerdote si domanda di presentare al Padre quella particolare necessità e poiché si sente il bisogno di partecipare con un gesto particolare a quella preghiera, si fa un’offerta (che la Conferenza Episcopale Italiana ha quantificato in € 10). Questa non serve né a ripagare, né a comprare la Messa; è solo il partecipare con il nostro piccolo sacrificio al grande sacrificio d’amore di Gesù; è un piccolo contributo per quella Chiesa, quella comunità, quei poveri che ci aiutano ad incontrare il Signore. L’offerta è dunque una risposta della nostra generosità a Dio che ci dona ogni cosa con amore.

E le Messe per i defunti?
In Gesù risorto scompaiono le barriere umane: si ricostruisce quell’unità profonda tra gli uomini di ogni tempo, tra i cristiani del cielo e quelli della terra. È la comunione dei santi. Nella messa si realizza quanto diceva l’apostolo Paolo: “Siamo un corpo solo”. È per tutto questo che da sempre i cristiani hanno capito che la Messa è il mezzo più efficace per aiutare i defunti che avessero bisogno del perdono di Dio, ma anche il modo per sentire i propri defunti più vicini di quando erano in vita. È in questo “mistero” di comunione il significato e il valore delle Messe per i defunti; il fare un’offerta non vuol dire pagarle, come il sentir ricordare dal prete il nome della persona cara non è la “ricevuta” per chi l’ha acquistata, ma il semplice invito a tutti i fedeli presenti ad unirsi in quella preghiera.

Piccole modifiche
È per questo motivo, quindi, che con l’inizio del nuovo anno, accoglieremo più nomi di defunti per cui pregare nelle singole Messe ed essi verranno ricordati durante le preghiere dei fedeli e non più durante il Canone. Inoltre, nelle Messe domenicali e festive, pur pregando per i defunti, i nomi non verranno detti durante la celebrazione.

L’agenda per accogliere le intenzioni delle S. Messe per il nuovo anno 2010, sarà disponibile in sacrestia nella seconda metà di dicembre.

Il parroco

sabato 14 novembre 2009

Famiglia Parrocchiale 15/11/2009

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2009
Domenica XXXIII del tempo Ordinario - I Settimana del Salterio
Letture: Dn 12,1-3; Sal 15; Eb 10,11-14.18; Mc 13, 24-32

Per Cristo, con Cristo e in Cristo

«Il cristianesimo è escatologia dal principio alla fine e non solo in appendice»; «tutta la predicazione cristiana, tutta l'esistenza cristiana, e la Chiesa stessa nel suo insieme, sono caratterizzate dal loro orientamento escatologico». Con la risurrezione di Gesù, infatti, il mondo e la storia sono entrati nella loro fase finale, nella pienezza dei tempi. Le promesse di Dio si sono compiute e i cicli e la terra nuovi sono già stati inaugurati. In Cristo, Dio ha già detto la sua parola definitiva; in noi è già stato deposto lo Spirito che è il seme delle realtà future.
Comprendere ciò significa comprendere che il cristiano è l'uomo del futuro. Ciò significa non tanto che il cristiano è l'uomo che «aspetta il futuro » che gli sarà dato dopo la morte; ma piuttosto che è l'uomo che costruisce oggi il suo futuro. In un certo senso, dopo Cristo, tutto è fatto: non attendiamo più nulla di sostanzialmente nuovo. Eppure è altrettanto vero che tutto rimane da fare. Si tratta di far «fare pasqua» al mondo, di «far passare» tutte le realtà della creazione nella sfera di Cristo, il quale alla fine «ricapitolerà» in sé tutte le cose. È questa la grande opera che riempie il tempo della Chiesa; ed è lungi dall'essere compiuta.
Oltre che un compito personale e sociale, il cristiano deve svolgere sulla terra anche un compito che potremmo chiamare cosmico. Come il peccato di Adamo non ha avuto solo conseguenze per l'uomo, ma ha avuto un contraccolpo anche nel cosmo e nella materia, che è diventata opaca (nasconde Dio invece di manifestarlo), pesante (trascina verso il basso invece di elevare) e ribelle all'uomo («con il sudore del tuo volto mangerai...»), così la redenzione di Cristo ha toccato tutto l'universo. Egli ha salvato tutto l'uomo, anche il corpo destinato alla risurrezione e alla gloria insieme allo spirito. Solidale con il primo Adamo nella caduta, la creazione è chiamata a partecipare anche alla vittoria del secondo Adamo.
San Paolo vede la natura tesa verso la redenzione e sente i suoi gemiti, simili a quelli di una partoriente (Rm 8,12-22). Tutte le cose tendono a Cristo che «ricapitolerà in sé il creato» (Ef 1,9). Salvatore dell'uomo, Cristo lo è anche dell'universo. In questo sforzo, in questa tensione il cristiano è chiamato a svolgere un ruolo insostituibile.
È il cristiano che con il suo lavoro, con il sacrificio e la preghiera «umanizzerà» questo mondo e preparerà quella trasformazione dell'universo nei «cieli nuovi» e nella «nuova terra» che inaugurerà il definitivo regno di Dio. In una parola «ciò che l'anima è nel corpo, questo devono essere i cristiani nel mondo» (Lettera a Diogneto, 6).
II cristiano è un pellegrino su questa terra. Non è un cittadino, ma un esule in marcia verso la vera Patria. Egli considera la terra non come una dimora permanente, ma come la tappa di un viaggio. Per questo non vi costruisce una casa di solida pietra, ma solo una tenda, come il viandante che sosta nel deserto.
Una interpretazione unilaterale ed ingiusta delle realtà umane (favorita peraltro da certa predicazione altrettanto unilaterale e miope) ha fatto sì che molti uomini del nostro tempo guardino con diffidenza alla religione cristiana, quasi fosse nemica del mondo, della vita, del progresso, dell'impegno umano; una religione di evasione, di disimpegno, di rinuncia passiva e vile; l'oppio che addormenta l'uomo e lo distoglie da ogni interesse verso la città terrena, facendogli balenare la promessa di un aldilà felice e illusorio.
Diverso è invece il compito del cristiano nel mondo: «Il cristiano non è un evaso, al contrario un impegnato come persona nell’incremento, nella riuscita, nella salvezza del mondo. Sa che l'universo intero ha un solo principio di consistenza, di movimento, di fine: Cristo, perché per mezzo di lui sono state fatte tutte le cose e in lui trovano la loro consistenza (Col 1,16-18). Cristo è in tal modo il grande Adunatore che lavora nell'intimo delle anime e delle cose a tutto santificare, a tutto unire, a tutto consacrare alla gloria di Dio. Il cristiano si impegna volontariamente a questa gigantesca impresa, al suo posto, a suo tempo, con le proprie risorse. Non lavora da solo: collabora... lavora con coraggio, perché la fatica è dura; con fede, perché il compito è misterioso e senza proporzione con le forze umane; lavora a far crescere l'universo e a far spuntare la nuova creazione attraverso il tra vaglio caotico e doloroso, pieno di speranza e di affanni, travaglio che non è però quello di un'agonia, ma di un parto».


AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 15 novembre al 22 novembre 2009


domenica 15 novembre
· Durante la S. Messa delle ore 10.00, celebrazione della prima tappa del cammino catechistico parrocchiale: consegna della preghiera del Padre Nostro.

lunedì 16 novembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 17 novembre
S. Elisabetta d’Ungheria, patrona dell’OFS

· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 18 novembre
· Ore 15.30, in Cimitero di S. Anna, S. Messa per tutti i defunti della nostra comunità parrocchiale.
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

giovedì 19 novembre
· Ore 15.30, incontro dell’Azione Cattolica parrocchiale.
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento: si prega per le vocazioni religiose e sacerdotali.

domenica 22 novembre
Solennità di Gesù Cristo, Re dell’Universo,
Ultima domenica dell’anno liturgico

Proposte di corsi e attività in Oratorio

Proseguono le attività che coinvolgono i ragazzi, i giovani e gli adulti: Dopo-scuola; attività ludiche; corsi di fotografia e laboratorio creativo; corsi di cucina e cucito e riparazione, … iscrizioni e informazioni i pomeriggi in Oratorio.

Dal Vangelo alla … Vita Parrocchiale

La pagina evangelica di domenica scorsa deve diventare riflessione e stimolo per tutti. Ci stiamo preparando alla Missione Parrocchiale, tempo di grazia e di incontro particolare con Dio e con i fratelli. A ciascuno è chiesto qualcosa: prima di tutto di accogliere la presenza di Dio nella propria vita e nel proprio cuore, in secondo luogo di saper offrire qualcosa di noi stessi, un po’ di tempo, di competenze, di accoglienza, di generosità. La Missione richiede anche una preparazione tecnica, oltre che spirituale, accoglienza dei missionari e il dono di un po’ del proprio tempo per aiutare ad organizzare il tutto. … Io cosa posso fare? Che aiuto voglio dare alla mia parrocchia?

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 15 novembre al 22 novembre 2009


domenica 15 novembre
ore 8.30 - def.ta Maria Scaglia
- def.to Ermanno Parovel
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Romilda Pretoto
ore 11.30 - def.to Giovanni Blasina
ore 18.00 - def.ti Carlo, Ernesto e Michelina

lunedì 16 novembre
ore 7.00 - def.ti Luigi e Carmela
ore 9.00 - def.ti Margherita e Marcello
ore 18.00 - def.ta Ada Innocente

martedì 17 novembre
ore 7.00 - def.to Massimo Del Neri
ore 9.00 - def.to Aldo Orlandi
ore 18.00 - def.ta Chiara Indrigo (obitus)

mercoledì 18 novembre
ore 7.00 - def.to Ernesto Tirello
ore 9.00 - def.to Duilio Campagnolo
ore 18.00 - def.ta Francesca

giovedì 19 novembre
ore 7.00 - def.ta Fiorentina Valzacchi
ore 9.00 - def.to Flavio Laudato
ore 18.00 -

venerdì 20 novembre
ore 7.00 - Per le Anime del Purgatorio
ore 9.00 - def.to Ottavio Querzola
ore 18.00 - def.to Silvano Mazzolini

sabato 21 novembre
ore 7.00 - def.to Giorgio Vidali
ore 9.00 - def.ti Mario e Argia Davanzo
ore 18.00 - def.ta Maria Antonini

domenica 22 novembre
ore 8.30 - def.to Paolo Crius
- def.to Ermanno Parovel
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Marisa Pisano
ore 11.30 - def.to Vittorio Coronica
ore 18.00 - def.to Fabio Pauletti

sabato 7 novembre 2009

Famiglia Parrocchiale 08/11/2009

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2009
Domenica XXXII del tempo Ordinario - IV Settimana del Salterio
Letture: 1 Re 17,10-16; Sal 145; Eb 9,24-28; Mc 12,38-4


Dare ciò che si è,
più che ciò che si ha

Due povere vedove sono al centro della liturgia di questa domenica. L'ospitalità della prima viene compensata dal miracolo di Elia e l'umile generosità della seconda merita da Gesù un elogio che non ha l'eguale. La loro generosa prestazione è ancora più notevole se la si confronta con l'atteggiamento dei ricchi che, quasi a contrasto, il racconto oppone ad esse: da una parte l'empia regina Gezabele che vive nel lusso e nella ricchezza disprezzando i poveri, dall'altra i ricchi scribi che «divorano le case delle vedove» e sono sempre alla ricerca dei primi posti. L'antitesi ricchi-poveri (in questo caso scribi-vedova) è un procedimento frequente nei discorsi escatologici di Gesù: è usato nelle beatitudini, in cui l'opposizione ricchi-poveri serve prima di tutto ad annunciare l'arrivo del Regno e il capovolgimento delle situazioni umane abusive. Più che fare l'apologia o la critica di questo o di quell'altro stato sociale, sottolinea il capovolgimento che l'arrivo degli ultimi tempi porterà nelle strutture umane. La vedova ha dato del suo necessario, in contrapposizione ai ricchi, che danno qualcosa della loro potenza e dei loro privilegi con ostentata e pomposa ricerca della propria gloria. Il gesto furtivo con cui la vedova getta in silenzio i suoi due spiccioli è un gesto di preghiera, di fede e di amore. L'obolo è insignificante, ma il dono è totale; tanto più grande quanto meno si ostenta, e anzi cerca di nascondersi. Gesù, che ha ammirato il gesto e l'ha lodato, non misura gli atti umani col nostro metro che si ferma alle apparenze. Egli non misura in cifre quello che doniamo; lo misura in amore, lo valuta secondo il metro dei valori interiori della persona; egli arriva al cuore.
Donare così, come la vedova, è donare come fa Dio, il quale non ci dona della sua abbondanza (in questo caso sarebbe rappresentato meglio dai ricchi donatori che non dall'obolo della vedova !), non ci dona di quello che ha, ma di quello che è: la sua stessa vita divina. Gesù povero e servitore degli uomini non è una parentesi nella vita di Dio, ma la manifestazione della condizione stessa di Dio. Egli non è un ricco venuto a visitare, da turista, la terra sottosviluppata dell'umanità; egli è il nostro fratello che è diventato povero e schiavo, per arricchire della sua ricchezza la nostra povertà. La parola del Signore e il comportamento della vedova portano facilmente la nostra considerazione sul senso della ricchezza e della povertà, non solo nella vita del singolo cristiano, ma anche nella vita delle nostre comunità. «La santa Chiesa, come fin dalle sue prime origini, unendo insieme l’ "agape" con la Cena eucaristica si manifestava tutta unita nel vincolo della carità attorno a Cristo, così, in ogni tempo, si riconosce da questo contrassegno della carità, e, mentre gode delle iniziative altrui, rivendica le opere di carità come suo dovere e diritto inalienabile. Perciò la misericordia verso i poveri e gli infermi e le cosiddette opere caritative e di mutuo aiuto, destinate ad alleviare ogni umano bisogno, sono tenute dalla Chiesa in particolare onore». Consuetudini di vecchia data, che trovano spiegazione nelle vicende storiche, fanno sì che a determinate prestazioni di ministero corrisponda un compenso in danaro. Ciò non significa compravendita di beni spirituali, ma un mezzo per provvedere al sostentamento di chi dedica tutto il suo tempo e le sue forze al ministero sacro e alle necessità della Chiesa. La mentalità del nostro tempo (in questo certamente più conforme allo spirito del ministero) propone, come una mèta a cui tendere, lo sganciamento della singola prestazione ministeriale dal compenso in danaro. Questo richiede, però, da parte dei sacerdoti, spirito di disinteresse e fiducia nella provvidenza divina, e da parte dei fedeli, un senso di corresponsabilità e un serio impegno a provvedere ai bisogni dei sacerdoti e della comunità. La ricerca dei mezzi economici necessari all'azione pastorale e caritativa non deve però mai indurre a compromessi con qualsiasi forma di potere — sia politico che economico — che mettano in pericolo la libertà della Chiesa e le impediscano di agire secondo il vangelo.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 8 novembre al 15 novembre 2009


domenica 8 novembre
· Durante la S. Messa delle ore 10.00, amministrazione del sacramento del Battesimo.

martedì 10 novembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

giovedì 12 novembre
· Dopo la S. Messa serale, esposizione e adorazione del Ss. Sacramento: si prega in modo particolare per le vocazioni.

venerdì 13 novembre
· Ore 16.30, prove in Chiesa per i ragazzi che riceveranno il sacramento della Confermazione.

sabato 14 novembre
· Ore 18.00, S. Messa presieduta dal nostro vescovo Mons. Giampaolo e conferimento del sacramento della Cresima a 11 ragazzi: tutta la comunità parrocchiale accompagni questi giovani nella preghiera, in questa tappa così importante della loro vita.

domenica 15 novembre
· Durante la S. Messa delle ore 10.00, celebrazione della prima tappa del cammino catechistico parrocchiale: consegna della preghiera del Padre Nostro ai ragazzi del primo anno di catechismo.

Proposte di corsi e attività in Oratorio

Proseguono le attività che coinvolgono i ragazzi, i giovani e gli adulti: Dopo-scuola; attività ludiche; corsi di fotografia e laboratorio creativo; corsi di cucina e cucito e riparazione, … iscrizioni e informazioni i pomeriggi in Oratorio.

Dal Vangelo alla … Vita Parrocchiale

La pagina evangelica di questa domenica deve diventare riflessione e stimolo per tutti. Ci stiamo preparando alla Missione Parrocchiale, tempo di grazia e di incontro particolare con Dio e con i fratelli. A ciascuno è chiesto qualcosa: prima di tutto di accogliere la presenza di Dio nella propria vita e nel proprio cuore, in secondo luogo di saper offrire qualcosa di noi stessi, un po’ di tempo, di competenze, di accoglienza, di generosità. La Missione richiede anche una preparazione tecnica, oltre che spirituale, accoglienza dei missionari e il dono di un po’ del proprio tempo per aiutare ad organizzare il tutto. … Io cosa posso fare? Che aiuto voglio dare alla mia parrocchia?

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 8 novembre al 15 novembre 2009


domenica 8 novembre
ore 8.30 - def.to Casimiro Gobbo
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Francesca Zumthor
ore 11.30 - def.ti Fam. Bendagli
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente

lunedì 9 novembre
ore 7.00 - def.to Lino Milocco
ore 9.00 - def.to Giuseppe Terranino
ore 18.00 - def.to Gianni Prodan

martedì 10 novembre
ore 7.00 - def.to Luciano Scabar
ore 9.00 - def.ti Carmela, Giuseppe e Guido Zorzet
ore 18.00 - def.to Antonio Grassi

mercoledì 11 novembre
ore 7.00 - def.ta Carla Mian
ore 9.00 - def.to Sergio Sturdhorff
ore 18.00 - def.ti Lina e Pompeo Marinò

giovedì 12 novembre
ore 7.00 - def.ti Eugenio, Elisabetta e Silvana
ore 9.00 - def.to Renato Suzzi
ore 18.00 - def.to Paolo Perosa

venerdì 13 novembre
ore 7.00 - def.to Rolando Scaglia
ore 9.00 - def.ti Lino e Beatrice Domiani
ore 18.00 - def.to Renato Di Bacco

sabato 14 novembre
ore 7.00 - def.ti Gino e Roberto Gnan
ore 9.00 - def.ti Francesco, Giovanni e Tommaso
ore 18.00 - def.to Almeriso Petronio

domenica 15 novembre
ore 8.30 - def.ta Maria Scaglia
- def.to Ermanno Parovel
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Romilda Pretoto
ore 11.30 - def.to Giovanni Blasina
ore 18.00 - def.ti Carlo ed Ernesto

sabato 31 ottobre 2009

Famiglia Parrocchiale 31/10/2009

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2009
Solennità di Tutti i Santi - III Settimana del Salterio
Letture: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a



Solennità di Tutti i Santi

Da principio, la Bibbia riservò a Iahvè il titolo di «Santo», parola che aveva allora un significato molto vicino a quello di «sacro»: Dio è l’ «Altro», così trascendente e così lontano che l’uomo non può pensare di partecipare alla sua vita. Davanti alla sua santità l’uomo non può provare che rispetto e timore. In una religione di salvezza come quella d’Israele, Dio doveva comunicare la sua santità al popolo, il quale diviene esso pure «altro», manifestando nella sua vita quotidiana, e soprattutto nel suo culto, un comportamento diverso da quello di altri popoli. Ma per attuare questa santità alla quale Dio lo chiamava, il popolo eletto non aveva altro che mezzi legali e pratiche di purificazione esteriore. Gli uomini più impegnati presero ben presto coscienza della insufficienza di tali mezzi, e cercarono la «purezza di cuore» capace di farli partecipi della vita di Dio. Essi posero la loro speranza in una santità che sarebbe stata comunicata direttamente da Dio. Questo anelito si realizza nel Cristo; egli irradia la santità di Dio; su di lui riposa «lo Spirito di santità»; egli rivendica il titolo di «santo». Viene infatti a santificare tutta l’umanità. Gesù Cristo, divenuto «Signore», trasmette la sua santità alla Chiesa per mezzo dei sacramenti che portano all’uomo la vita di Dio. Questa dottrina era così viva nei primi secoli, che i membri della Chiesa non esitarono a chiamarsi «i santi» e la Chiesa stessa era chiamata «comunione dei santi». Questa espressione, che troviamo ancora nel Credo, trae la sua origine dall’assemblea eucaristica, durante la quale «i santi» partecipano alle «cose sante». La santità cristiana appare, dunque, come una partecipazione alla vita di Dio, che si attua con i mezzi che la Chiesa ci offre, in particolare con i sacramenti. La santità non è il frutto dello sforzo umano che tenta di raggiungere Dio con le sue forze; essa è dono dell’amore di Dio e risposta dell’uomo all’iniziativa divina.


Commemorazione dei Fedeli Defunti

La morte del cristiano non è un momento al termine del suo cammino terreno, un punto avulso dal resto detta vita. La vita terrena è preparazione a quella celeste, stiamo in essa come bambini nel seno materno: la nostra vita terrena è un periodo di formazione, di lotte, di prime scelte. Con la morte l’uomo si trova di fronte a tutto ciò che costituisce l’oggetto delle sue aspirazioni più profonde: si troverà di fronte a Cristo e sarà la scelta definitiva, costruita con tutte le scelte parziali di questa vita. Cristo ci attende con le braccia aperte: l’uomo che sceglie di porsi contro Cristo, sarà tormentato in eterno dal ricordo di quello stesso amore che ha rifiutato. L’uomo che si decide per Cristo troverà in quell’amore la gioia piena e definitiva. Possiamo fare qualcosa per i defunti? Essi non sono lontani da noi: appartengono tutti alla comunità degli uomini e alla Chiesa, sia quelli che sono morti nell’abbraccio di Dio, come pure tutti coloro dei quali solo il Signore ha conosciuto la fede. La preghiera per i defunti è una tradizione della Chiesa. In ogni persona infatti, anche se morta in Stato di grazia, può sussistere tanta imperfezione, tanto da purificare dell’antico egoismo! Tutto questo avviene nella morte. Morire significa morire al male. E’ il battesimo di morte con Cristo, nel quale trova compimento il battesimo d’acqua. Questa morte vista dall’altro lato — così crede la Chiesa — può essere una purificazione, il definitivo e totale ritorno alla luce di Dio. Quanto tempo durerà? Non siamo in grado di determinare né tempo né luogo né come. Ma, partendo dal nostro punto di vista umano, c’è un tempo durante il quale noi consideriamo qualcuno come «trapassato» e lo aiutiamo con la nostra preghiera.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 1 novembre al 8 novembre 2009


domenica 1 novembre
Solennità di tutti i Santi
· Ore 15.30, presso la Chiesa del Cimitero, solenne celebrazione per tutti i defunti presieduta dal nostro Vescovo.

lunedì 2 novembre
Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti
· Orario delle Ss. Messe: 7.00 - 9.00 - 10.00 - 18.00.
· Ore 20.30, in Cattedrale, veglia di preghiera per San Giusto.

martedì 3 novembre
Solennità di San Giusto
Patrono della Città e della Diocesi

· Ore 10.00, in Cattedrale, solenne celebrazione Eucaristica, presieduta dal nostro Vescovo Giampaolo.
· In questo giorno di festa per tutta la diocesi e la città, non c’è il catechismo parrocchiale.

mercoledì 4 novembre
· Ore 16.30, incontro di catechesi solamente per i ragazzi che riceveranno la Cresima il prossimo 14 novembre.
· Dopo la S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, tenuta dal Parroco, sulla figura, la teologia e gli scritti di S. Giovanni apostolo.

giovedì 5 novembre
· Ore 15.30, incontro dell’Azione cattolica Parrocchiale.
· Ore 20.30, Incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale con Padre Federico in preparazione alla Missione Parrocchiale. Questo incontro è aperto a tutti i parrocchiani, soprattutto a coloro che desiderano contribuire e dare una mano per la Missione Parrocchiale.

venerdì 6 novembre
Primo venerdì del mese, dedicato al Sacro cuore di Gesù
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.
domenica 8
novembre
· Durante la S. Messa delle ore 10.00, amministrazione del sacramento del Battesimo.

Proposte di corsi e attività in Oratorio

Proseguono le attività che coinvolgono i ragazzi, i giovani e gli adulti: Dopo-scuola; attività ludiche; corsi di fotografia e laboratorio creativo; corsi di cucina e cucito e riparazione, … iscrizioni e informazioni i pomeriggi in Oratorio.

Fra Andrea, parroco


INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 1 novembre al 8 novembre 2009

domenica 1 novembre
ore 8.30 - def.ti Mario, Firmina e Renato Suzzi
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Roberto Vascotto
ore 11.30 - def.ta Novella Furlani
ore 18.00 - def.ta Irma Ippoliti

lunedì 2 novembre
ore 7.00 - Per le Anime del Purgatorio
ore 9.00 - def.ti Fam. Mulich
ore 10.00 - def.ti Fam. Linardi e Fornasier
ore 18.00 - def.ti Fam. Antonini

martedì 3 novembre
ore 7.00 - def.to Oddone
ore 9.00 - def.ti Ida e Giuseppe Suplina
ore 18.00 - def.to Orazio

mercoledì 4 novembre
ore 7.00 - Per le Anime del Purgatorio
ore 9.00 - def.to Ernesto Tirello
ore 18.00 - def.to Mauro Giardizzi (obitus)

giovedì 5 novembre
ore 7.00 - def.ta Maria Pia Zeriali
ore 9.00 - def.ti Lucia, Domenico, Dino e Tullio
ore 18.00 - def.to Marino Sauli

venerdì 6 novembre
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente
- de.ti Stelio e Uccia Bressic
ore 9.00 - def.ta Maria Jerman
ore 18.00 - def.to Elio Urbinelli (obitus)

sabato 7 novembre
ore 7.00 - def.te Lucia e Linda Milossi
- def.to Carlo
ore 9.00 - def.to Mario Giraldi
ore 18.00 - def.ti Giuseppe, Rosa, Emilia e Josip Trento

domenica 8 novembre
ore 8.30 - def.to Casimiro Gobbo
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Francesca Zumthor
ore 11.30 - def.ti Fam. Bendagli
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente

domenica 25 ottobre 2009

Famiglia Parrocchiale del 25/10/2009

DOMENICA 25 OTTOBRE 2009
XXX Domenica del Tempo Ordinario - II Settimana del Salterio
Letture: Ger 31,7-9; Sal 125; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52


Il cammino della fede non è mai facile

La descrizione profetica del ritorno gioioso degli esuli in patria (1a lettura) è letta dalla liturgia in chiave evangelica. È Gesù Cristo che chiama tutti, anche i deboli, gli zoppi, i ciechi al grande ritorno e li colma di consolazione e di gioia.
Tra le righe della 1a lettura diventa, così, facile leggere, come in filigrana, i tratti della conversione alla quale siamo noi pure chiamati continuamente. Essa è un ritorno: si tratta di fare a ritroso il cammino percorso nell’allontanarci da Dio. È la liberazione da una schiavitù umiliante, la riscoperta di una gioia, prima dimenticata: quella di sentirci circondati dalle braccia amorose del Padre che ci accoglie di nuovo nel suo amore.
Se la 1a lettura mette in evidenza un aspetto dell'itinerario della conversione, quello della gratuita e preveniente iniziativa di Dio, il vangelo sottolinea la partecipazione e la risposta attiva dell'uomo, proponendo la guarigione del cieco nel quadro di un rituale catecumenale, del quale descrive le tappe successive.
Questa incomincia con una manifestazione di Gesù nella vita dell'uomo: è necessario che Cristo passi di là (cf Mt 20,30). Ma questa manifestazione è misteriosa: il cieco che rappresenta l'uomo sulla via della fede, non vede Gesù; intuisce soltanto la presenza del Signore negli avvenimenti (v. 47a), ma esprime già la sua fede rimettendosi alla iniziativa salvifica di Dio (v. 47b). Questa apertura a Dio è subito contestata dal mondo che lo circonda (v. 48a) ed è necessario tutto il coraggio per mantenere il proposito di apertura all'uomo-Dio (v. 48b).
Il candidato alla fede si sente così oggetto della attenzione di alcuni che gli rivelano la chiamata di Dio, lo incoraggiano e lo invitano a convertirsi («alzarsi» o risuscitare, e «gettare via il mantello» o spogliarsi del vecchio uomo: vv. 49 e 50). Allora si intreccia il dialogo finale: «Che vuoi?...» (v. 51). Si tratta dell'impegno definitivo, presentato sotto forma di domanda e di risposta, per mettere bene in risalto la libertà totale delle due parti che contraggono l'alleanza.
Infine, la vista è restituita al cieco come una visione della fede (vv. 51-52) che lo impegna immediatamente a «seguire» Cristo «per la strada».
Seguire la chiamata di Dio ha sempre voluto dire lasciare qualcosa dietro di sé, andare verso l'ignoto (Abramo), rinnegare la logica della carne e delle sicurezze umane per affidarsi totalmente al Dio delle promesse.
Questo diventa più difficile oggi. Se nel passato la fede poteva costituire una spiegazione o una interpretazione dell'universo, un luogo di sicurezza di fronte alle assurdità della storia e al mistero del mondo, oggi non è più così. «I movimenti di idee, il progresso tecnologico, la espansione dei consumi, la mobilità migratoria e turistica, l'urbanizzazione crescente e caotica con le conseguenti enormi difficoltà di integrazione comunitaria, l'aggressione della pubblicità, l'instabilità politica, economica e sociale, con tutti i problemi connessi, concorrono ad acuire la lacerazione interiore, ancor più sensibile negli uomini di cultura. In questo quadro la carenza di una fede cosciente e robusta, favorisce il dissolversi della religiosità, sino ad una rottura totale con la pratica religiosa» (Documento dell'Episcopato Italiano, La fede oggi, 1971).
In un mondo come il nostro non c'è più posto per una fede anonima, formalistica, ereditaria. È necessaria una fede fondata sull' approfondimento della parola di Dio, sulla scelta e sulle convinzioni personali. Una fede consapevolmente abbracciata e non passivamente ricevuta in eredità. Tutto questo comporta un nuovo modo di affrontare il problema della iniziazione cristiana, un nuovo modo di considerare l'evangelizzazione e la sacramentalizzazione. Un immenso campo di azione si apre alla pastorale in genere e a quella, catechistica in particolare. Il cristiano dovrà percorrere (o ripercorrere, se si tratta di un adulto) non tanto un cammino fatto di tappe e di gesti sacramentali, quanto piuttosto un itinerario di fede, un catecumenato restaurato, senza del quale non hanno senso né efficacia i gesti sacramentali donati a scadenze fisse.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 25 ottobre al 1 novembre 2009


domenica 25 ottobre
· La notte tra sabato e domenica, si ritorna all’ora solare. L’unica variazione delle celebrazioni parrocchiali riguarda la S. Messa serale: la S. Messa feriale, festiva e prefestiva è alle ore 18.00.
· Dopo la S. Messa delle ore 10.00, inizio delle attività Scout in parrocchia. “Buona strada” !
· Alla S. Messa delle ore 11.30, i laici dell'Azione Cattolica, si ritroveranno uniti per ricordare la presenza e il contributo dell'Associazione in questa Parrocchia e soprattutto ringraziare il Signore per quanto ricevuto e vissuto. Seguirà un momento conviviale nel Centro Giovanile.

lunedì 26 ottobre
· Ore 15.30, pomeriggio insieme per anziani e non più giovanissimi in Oratorio.

martedì 27 ottobre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.
· Ore 20.30, nella sala con entrata da P.le Rosmini, incontro dei genitori i cui figli riceveranno la Cresima il prossimo 14 novembre.

mercoledì 28 ottobre
· Dopo la S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, tenuta dal Parroco, sulla figura, la teologia e gli scritti di S. Giovanni apostolo.

giovedì 29 ottobre
· Dopo la S. messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.

sabato 31 ottobre
· Ore 16.00, presso il Santuario di Monte Grisa, recita del S. Rosario a conclusione del mese di ottobre e affidamento del ministero episcopale a Maria, Madre e Regina.

domenica 1 novembre
Solennità di tutti i Santi


Proposte di corsi e attività in Oratorio

Proseguono le attività che coinvolgono i ragazzi, i giovani e gli adulti: Dopo-scuola; attività ludiche; corsi di fotografia e laboratorio creativo; corsi di cucina e cucito e riparazione, … iscrizioni e informazioni i pomeriggi i Oratorio.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 25 ottobre al 1 novembre 2009

domenica 25 ottobre
ore 8.30 - def.to Corrado Scaglia
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Maria, Angelo e Tea Simoni
ore 18.00 - def.ta Angela Fede

lunedì 26 ottobre
ore 7.00 - def.ti Ugo e Anna
ore 9.00 - def.to Pietro Bendagli
ore 18.00 - def.to Ezio Longo

martedì 27 ottobre
ore 7.00 - def.to Aldo
ore 9.00 - def.to Antonio Servello
ore 18.00 - def.to Bruno Redolfi

mercoledì 28 ottobre
ore 7.00 - def.to Padre Gabriele Polita
ore 9.00 - def.ta Maria Vidali
ore 18.00 -

giovedì 29 ottobre
ore 7.00 - def.to Liberale Radesich
ore 9.00 - def.ti Nella e Silvio Supplina
ore 18.00 - def.to Franco Pieri

venerdì 30 ottobre
ore 7.00 - def.ta Antonia Radesich
ore 9.00 - def.ta Ada Turra
ore 18.00 - def.to Vinicio Apollinari

sabato 31 ottobre
ore 7.00 - def.ta Giuseppina Benvegnù
ore 9.00 - def.to Vincenzo Endrigo
ore 18.00 - def.ti Giuseppa, Pasquale e Maria Cristina Aniello

domenica 1 novembre
ore 8.30 - def.ti Mario, Firmina e Renato Suzzi
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Roberto Vascotto
ore 11.30 - def.ta Novella Furlani
ore 18.00 - def.ta Irma Ippoliti