Immagine della Madonna del Mare

Immagine della Madonna del Mare

sabato 23 gennaio 2010

Famiglia Parrocchiale del 24/01/2010

Domenica 24 gennaio 2010
III° domenica del Tempo Ordinario
Letture: Is 62,1-5; Sal 95; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-12

Dio si rivela e si comunica all’uomo

Il cristianesimo è rivelazione: Dio si rivela e si comunica all’uomo storico.
Tale rivelazione-comunione è resa presente nella storia tramite il segno della Parola (parola e gesto) al cui vertice sta Gesù di Nazaret, la Parola di Dio vivente incarnata. Non è tanto lo sforzo che fa l’uomo per raggiungere e conoscere Dio, quanto l’atto di Dio che si dona e si unisce all’uomo.
Il Dio di Abramo, di Isacco, di Gesù Cristo non è un Dio imposto, non è un Dio che si rivela nei fenomeni naturali, ma nella storia degli uomini, si rivela e si comunica in modo perfetto e definitivo nell’uomo Gesù.
La Bibbia è la letteratura di un popolo: in essa sono raccolte le vicende, le sofferenze, le angosce, le gioie e le speranze della storia di un popolo; le riflessioni dei saggi, le liriche, gli inni dei poeti, le canzoni popolari fino alla vita delle primitive comunità cristiane. Tutto questo è certamente «rivelazione dell’uomo», ma è insieme «rivelazione di Dio». La storia passata è letta come parola di Dio perché alla sua luce possiamo leggere la nostra storia, la nostra vita, e scoprire e incontrare Dio nelle vicende del nostro quotidiano.

La parola di Dio, però, lungi dall’alienare l’uomo, intende promuovere una fedeltà radicale alla condizione umana.
La prima lettura ci manifesta il rapporto fra la parola di Dio qual è contenuta nella Bibbia e la comunità. Il gesto di Neemia ci dice che il popolo di Dio per ricostruirsi dopo lo sfacelo dell’esilio ricerca la sua più profonda identità e unità nella parola di Dio. Anche oggi (e sempre) la Chiesa ritrova la sua identità nella parola di Dio. Senza la parola di Dio la Chiesa è «nulla». La Chiesa è sempre in religioso ascolto della parola di Dio: da questa viene adunata e ne dipende totalmente; da essa deve lasciarsi continuamente «giudicare» e contestare.
D’altra parte la parola di Dio risuona in tutta la sua verità solo in lei; e la sua ragione d’essere è nell’annunciare questa parola e nel testimoniarla come fedele discepola di Cristo, pienezza di tutta la rivelazione.
La Chiesa pertanto non proclama un’astratta ideologia umana, ma la Parola che si è fatta carne in Cristo, Figlio di Dio, maestro e redentore di tutti gli uomini.
Il Cristo capo della Chiesa (seconda lettura) è il Cristo maestro, il Cristo­Parola (vangelo). E' lui che unifica la molteplicità e diversità delle membra in un solo corpo, è lui che unendo con la sua parola viva le menti e i cuori crea l’unità della fede.
La lettura evangelica ci rivela l’attualità della parola di Dio e il modo cristiano di leggerla. «Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». (Lc 4,21).
Ogni pagina del vangelo non è parola morta ma viva che Dio dice a noi e deve realizzarsi oggi. Il Vangelo non racconta solo la vita di Gesù, ma anche la mia vita. Il Vangelo ci contiene, ci coinvolge. Per questo la liturgia della Parola non è una semplice lezione morale, né l’affermazione della speranza escatologica tenuta desta dai profeti; essa proclama l’adempimento del disegno del Padre nell’oggi della vita e dell’assemblea.
Non si contempla qui un passato tramontato, né si sogna un avvenire straordinario, ma si vive il tempo presente come luogo privilegiato della venuta del Signore. Quindi non si cerca di applicare questo o quell’altro testo ispirato agli avvenimenti vissuti dai membri dell’assemblea, ma di indicare che l’evento vissuto oggi dagli uomini e dai cristiani rivela il disegno di Dio che si realizza in Cristo.
Antico e Nuovo Testamento vengono resi attuali, vicini, se non si rimane attaccati alla lettera morta. In ogni pagina scopriremo presto o tardi di poter dire: «Qui si parla di noi. Io sono Adamo. Noi siamo gli apostoli sul mare. Noi ci troviamo precisamente come Gesù sulla via del Calvario e della risurrezione. In tal modo, mediante la parola di Dio, noi veniamo lentamente a scoprire qual è la nostra vita agli occhi di lui, vale a dire nella sua dimensione profonda...».
La parola che viene da Dio, di Dio possiede la potenza e l’efficacia. Essa interroga, provoca, consola, crea comunione e salva, sia pure in modo diverso, secondo i momenti e le forme; ogni atto di predicazione è glorificazione di Dio ed evento per l’uomo.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 24 gennaio al 31 gennaio 2010

lunedì 25 gennaio
· Festa della conversione di San Paolo, conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
· Ore 16.00, “Pomeriggio Insieme” in Oratorio per gli anziani.

martedì 26 gennaio
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 27 gennaio
· Al termine della S. Messa serale, catechesi, per giovani e adulti sul Vangelo secondo Giovanni, tenuta dal Parroco.

giovedì 28 gennaio
· Al termine della S. Messa serale, esposizione e adorazione del Ss. Sacramento.

venerdì 29 gennaio
· Ore 20.30, con entrata da P.le Rosmini, incontro per fidanzati, in preparazione al matrimonio.
· Ore 20.45, prove di canto, per giovani e ragazzi, in Oratorio

Missione Parrocchiale

Le commissioni che stanno lavorando per preparare la Missione Parrocchiale, sono alla ricerca di famiglie generose e ospitali che possano accogliere i missionari (frati e suore), oppure i centri di ascolto o di preghiera, durante il tempo della Missione; come pure altri volontari per svolgere varie mansioni.
Tutti coloro che vogliono dare la propria disponibilità, contattino il parroco o la Segreteria della Missione, in Oratorio, il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 18.00.
Grazie per la vostra generosità

“Dio ama chi dona con gioia”

Pro terremotati Haiti

Oggi, in tutte le Chiese d’Italia, si svolge una colletta straordinaria a favore delle popolazioni di Haiti, colpite dal terremoto. Chi lo desidera, può fare la propria offerta nella cassetta che si trova al centro della Chiesa. Il ricavato verrà interamente devoluto alla Caritas Italiana, oppure tramite bollettino postale, intestato a Caritas Italiana, C/C Postale n. 347013, specificando nella causale: “Emergenza Terremoto Haiti”.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 24 gennaio al 31 gennaio 2010


domenica 24 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30—
ore 18.00 - def.ti Pietro e Michela Del Piano

lunedì 25 gennaio
ore 8.30 - def.ti Lucia e Antonio
- def.to Corrado
- def.to Claudio Torcello
ore 18.00 - def.ta Ada Bucher
- def.to Mario Depangher

martedì 26 gennaio
ore 8.30 - def.ta Maria Pia Zeriali
ore 18.00 -

mercoledì 27 gennaio
ore 8.30 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 18.00 - def.ta Nives Tamburini
- def.ta Grazia Giorgi
- def.ti Gaetano e Irma

giovedì 28 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 - def.to Piero Benussi e Familiari

venerdì 29 gennaio
ore 8.30 - def.ta Annamaria Conte
ore 18.00 - def.ta Maria Pistacchio (obitus)

sabato 30 gennaio
ore 8.30 - def.to Antonio Vuga
ore 18.00 - def.ta Ada Turla

domenica 31 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Andrea, Ennio e Antonio Petessini
ore 18.00 - def.ta Wilma Fontanini

domenica 17 gennaio 2010

Famiglia Parrocchiale del 17/01/2010

Domenica 17 gennaio 2010
II° domenica del Tempo Ordinario
Letture: Is 62,1-5; Sal 95; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-12

Cana, inizio della Chiesa, come comunità di fede

Gesù è un uomo come noi: ha degli amici e accetta un invito nozze insieme alla madre e ai suoi primi discepoli. Questa vicinanza lo rende «accessibile», «conoscibile» a noi.
Però Cristo è anche «mistero» se lui stesso non si rivela, se non manifesta la sua identità. Una rivelazione che farà a poco a poco.Giovanni ripensando ai tanti fatti in cui era stato coinvolto, scopre che Gesù ha cominciato a rivelare la propria identità a Cana; e questa rivelazione culminerà nella morte, l’ora di Gesù.
Anche l’adesione dei discepoli a Cristo ha una storia: la fede comincia a sbocciare proprio a Cana. Qui nasce un nuovo rapporto con il Cristo e, di conseguenza, un nuovo rapporto fra di loro. Il legare che farà di loro una comunità è la fede comune in Gesù, Cristo comincia a rivelare la sua identità non in modo verbale esplicito, quasi con formule dogmatiche, ma attraverso il linguaggio dei gesti. «Gesù — si legge nel Catechismo degli adulti — non compie miracoli per esaltare se stesso o procurarsi la fama di guaritore e di profeta potente. Rifiuta anzi di favorire l’entusiasmo della folla alla ricerca di miracoli; né vuole alimentare le aspettative nazionalistiche di quelli che attendevano un “profeta” liberatore politico. Ai miracoli che compie, Gesù dà un senso preciso. Risana quei lebbrosi, non tutti i lebbrosi; ridà la vista a quei ciechi, non a tutti i ciechi; fa camminare quel paralitico, non tutti i paralitici; rianima dalla morte Lazzaro, la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain, non tutti i morti.
Il miracolo è solo uno dei segni del regno di Dio... Ma i miracoli di Gesù non si riducono a gesti automatici o magici. Egli richiede prima di tutto la fede e intende farla crescere nel cuore dell’uomo: “La tua fede ti ha salvato”… dice ripetutamente alle persone guarite... Solo la fede permette di intravedere che Dio è presente in mule modi a fianco e nel cuore dell’uomo per la giustizia, la liberazione e la salvezza».
I profeti avevano descritto il rapporto tra l’uomo e Dio in termini di rapporto nuziale (prima lettura). Il popolo d’Israele è stato più volte infedele e ha dovuto essere purificato attraverso dure prove come l’esilio. In questi momenti di prova il profeta annuncia la fedeltà di Dio che, nonostante tutto, continua ad amare il suo popolo; anzi, verrà il momento in cui Dio si unirà indissolubilmente e per sempre all’umanità. Questa unione definitiva sarà Gesù.
Cana è vista da Giovanni come il banchetto nuziale dell’unione definitiva dell’uomo con Dio, l’inaugurazione dei tempi messianici. Il segno di Cana rivela la gloria di Gesù, ne svela l’essere divino.
Parallelamente alla prima rivelazione di Gesù, avviene il passaggio dal vecchio al nuovo popolo di Dio, non più basato sulla carne sul sangue, ma sulla fede in Cristo. Questo è il primo dei segni fatti da Gesù: segno visibile col quale manifesta la sua gloria e i discepoli credono in lui. Questo gruppo di credenti in Gesù, nato a Cana, diventerà la Chiesa.
Nella seconda lettura troviamo questa Chiesa vivente che a Corinto è alle prese con il problema fondamentale: l’unità che deriva dalla fede comune in Gesù e la diversità dei carismi. Dio ricolma di doni naturali e soprannaturali i membri della comunità. Questi doni non sono un privilegio personale, un mezzo per l’affermazione di sé, ma un servizio per gli altri. Devono essere armonizzati e ampliati. Sono frutto non delle forze umane, ma dello Spirito.
Questa rivelazione di Cristo pone anche a noi degli interrogativi. Quali sono i segni per cui oggi un uomo può «conoscere» Cristo? La fede di Maria spinge Gesù a «manifestarsi». I discepoli credono in Gesù. In certo modo essi attingono alla fede di Maria. Non è questo anche oggi il compito della Chiesa, il compito di ogni cristiano, comunicare la fede? L’umanità anche oggi è in condizione d’esilio: guerre, ingiustizie... Di dove verrà la salvezza? Dall’impegno umano, che è necessario, o dall’alleanza con Dio?
In quest’opera di salvezza umano-divina la Chiesa e ogni credente hanno il compito di mettere tutto quello che sono e che hanno a servizio. La piccola Chiesa in cui siamo inseriti attende forse di essere «unita» da una fede più viva in Cristo che si rivela.
«La fede è virtù, atteggiamento abituale dell’anima, inclinazione permanente a giudicare e ad agire secondo il pensiero di Cristo, con spontaneità e con vigore, come conviene a uomini “giustificati”. Con la grazia dello Spirito Santo, cresce la virtù della fede se il messaggio cristiano è appreso e assimilato come “buona novella”, nel significato salvifico che ha per la vita quotidiana dell’uomo».

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 17 gennaio al 24 gennaio 2010

lunedì 18 gennaio
· Ore 16.00, “Pomeriggio Insieme” in Oratorio per gli anziani.

martedì 19 gennaio
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.
· Ore 18.45, incontro preparatorio alla Missione Parrocchiale

mercoledì 20 gennaio
· Al termine della S. Messa serale, catechesi, per giovani e adulti sul Vangelo secondo Giovanni, tenuta dal Parroco.

giovedì 21 gennaio
· Ore 10.00, incontro della S. Vincenzo Parrocchiale.
· Ore 16.00, incontro dell’Azione Cattolica Parrocchiale
· Al termine della S. Messa serale, esposizione e adorazione del Ss. Sacramento.

venerdì 22 gennaio
· Secondo anniversario della morte di P. Teodoro.
· Ore 20.30, con entrata da P.le Rosmini, incontro per fidanzati, in preparazione al matrimonio.
· Ore 20.45, prove di canto, per giovani e ragazzi, in Oratorio

Missione Parrocchiale

Le commissioni che stanno lavorando per preparare la Missione Parrocchiale, sono alla ricerca di famiglie generose e ospitali che possano accogliere i missionari (frati e suore), oppure i centri di ascolto o di preghiera, durante il tempo della Missione; come pure altri volontari per svolgere varie mansioni.
Tutti coloro che vogliono dare la propria disponibilità, contattino il parroco o la Segreteria della Missione, in Oratorio, il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 18.00.
Grazie per la vostra generosità

“Dio ama chi dona con gioia”

Proiezione del film su don Jerzy Popieluszko

Giovedì 21 gennaio, alle ore 18.30, presso il cinema del centro commerciale “Torri d’Europa”, proiezione del film su don Popieluszko, giovane prete assassinato in Polonia nel 1984. Sul giornale “Vita Nuova”, si può trovare il coupon per avere il biglietto. Al termine della proiezione ci sarà un dibattito a cui parteciperà anche il nostro Vescovo, mons. Giampaolo.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 17 gennaio al 24 gennaio 2010


domenica 17 gennaio
ore 8.30 - def.ta Maria Pelin
- def.ti Spartaco e Marino Auteri
ore 10.00 - Per l’assemblea
- def.ta Irma Antonini
ore 11.30 - def.ti Andrea e Ottavio Querzola
- def.ta Livia Urlini
ore 18.00 - def.ti Biagio e Barbara Zingale

lunedì 18 gennaio
ore 8.30 - def.ta Maria Salici
- def.to Luigi Bajc
ore 18.00 - def.ti Pasquale e Francesca Rizzitelli

martedì 19 gennaio
ore 8.30 - def.ta Laura Piccini
ore 18.00 - def.to Mario Lucchini
- def.ta Angela Truzzi

mercoledì 20 gennaio
ore 8.30 - def.ta Chiara Indrigo
ore 18.00 - def.to Tullio Paliaga

giovedì 21 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 - def.to Salvatore Cipressi (obitus)

venerdì 22 gennaio
ore 8.30 - def.to Padre Teodoro Dal Cengio
- def.to Claudio Stenta
ore 18.00 - def.to Padre Teodoro Dal Cengio
- def.ti Matteo e Antonia Alessio

sabato 23 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 - def.ta Maria Giovanna Ipaviz
- def.to Don Marino Manzin

domenica 24 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30—
ore 18.00 - def.ti Pietro e Michela Del Piano

sabato 9 gennaio 2010

Famiglia Parrocchiale 10/01/2010

Domenica 10 gennaio 2010
Festa del Battesimo del Signore
Letture: Is 40,1-5.9-11; Sal 103; Tt 2,11-14; 3,4-7; Lc 3,15-16.21-22


Alla riscoperta
del proprio battesimo

Sulle rive del Giordano, Giovanni Battista predica la conversione dai peccati per accogliere il regno di Dio che è vicino. Gesù scende con la folla nell’acqua per farsi battezzare. Il battesimo per i Giudei era un rito penitenziale, perciò vi si accostavano riconoscendo i propri peccati. Ma il battesimo che Gesù riceve non è solo un battesimo di penitenza: la manifestazione del Padre e la discesa dello Spirito Santo gli danno un significato preciso. Gesù è proclamato «figlio diletto» e su di lui si posa lo Spirito che lo investe della missione di profeta (annuncio del messaggio della salvezza), sacerdote (l’unico sacrificio accetto al Padre), re (messia atteso come salvatore).
Nel libro dell’Esodo, Israele è il figlio primogenito che viene liberato dall’Egitto per servire a Dio e offrirgli il sacrificio; è il popolo che passa tra la muraglia d’acqua del Mar Rosso e nel sentiero asciutto attraverso il fiume Giordano. Cristo è il «figlio diletto» che offre l’unico sacrificio accetto al Padre; Cristo che «esce dall’acqua» è il nuovo popolo che viene definitivamente liberato: lo Spirito non solo scende su Cristo, ma rimane su di lui «perché gli uomini riconoscessero in lui il Messia, inviato a portare ai poveri il lieto annunzio» (prefazio). Lo Spirito che non aveva più dimora permanente fra gli uomini ora rimane sempre, per Cristo, nella Chiesa.
La missione di Cristo è prefigurata in quella del Servo sofferente di Isaia. Il «Servo di Iahvè» è colui che porta su di se i peccati del popolo. In Cristo che si sottopone ad un atto pubblico di penitenza, vediamo la solidarietà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo con la nostra storia. Gesù non prende le distanze da un’umanità peccatrice: al contrario, vi si immedesima per meglio «manifestare il mistero del nuovo lavacro» (pref.) e i conseguenti impegni di azione apostolica che ne derivano per il discepolo.
Nati e vissuti nella fede della Chiesa, i cristiani hanno bisogno di riscoprire la grandezza e le esigenze della vocazione battesimale. E’ paradossale che il battesimo, il quale fa dell’uomo un membro vivo del Corpo di Cristo, non abbia molto posto nella coscienza esplicita del cristiano e che la maggior parte dei fedeli non sentano l’ingresso nella Chiesa attraverso l’iniziazione battesimale come il momento decisivo della loro vita.
Il battesimo dato a noi nel nome di Cristo è manifestazione del preveniente amore del Padre, partecipazione al mistero pasquale del Figlio, comunicazione di una nuova vita nello Spirito; esso ci pone dunque in comunione con Dio, ci integra nella sua Famiglia; è un passaggio dalla solidarietà nel peccato alla solidarietà nell’amore.
Una nuova sensibilità per il battesimo è stata suscitata nella Chiesa dallo Spirito: oggi più che mai, nelle comunità cristiane, si presenta la vita cristiana come «vivere il proprio battesimo».
E’ un problema assai dibattuto non tanto per il valore e l’efficacia del battesimo dato al bambino quanto per la sua opportunità nella società attuale. Siamo entrati in un’epoca caratterizzata dal pluralismo e dai valori della fraternità e responsabilità personale.
La famiglia non ha più l’influsso determinante di una volta; i genitori non sono in grado di fare opzioni definitive per i loro figli; e la rapida trasformazione della società rende ancor più difficile l’educazione della fede.
Ancor peggio, le statistiche e l’esperienza dicono che una grande quantità dei bambini battezzati non vengono poi di fatto sufficientemente istruiti ed educati nella fede cristiana. I motivi che portano certi genitori a chiedere il battesimo dei loro figli possono essere la convenienza sociale, la tradizione familiare e le paure di natura superstiziosa.
La soluzione al problema non è facile e le sperimentazioni in corso possono dar origine a disagio, meraviglia, rifiuto. Occorre inserire il problema nel quadro di una «pastorale d’insieme» che tenda al rinnovamento della catechesi battesimale e che accompagni l’intera famiglia del battezzando.
Ciò che conta non è solo fissare la data del battesimo, ma percorrere un cammino di fede nella Chiesa e nella comunità parrocchiale.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 10 gennaio al 17 gennaio 2010


domenica 10 gennaio
Festa del Battesimo del Signore
· Durante la S. Messa delle ore 10.00, amministrazione del Battesimo di alcuni bambini e ricordo dei battesimi celebrati nel corso del 2009.
· Ore 16.00, nel cinema dell’Oratorio, concerto musicale “Festival Vivaldi”.

martedì 12 gennaio
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 13 gennaio
· Al termine della S. Messa serale, catechesi, per giovani e adulti sul Vangelo secondo Giovanni, tenuta dal Parroco.

giovedì 14 gennaio
· Al termine della S. Messa serale, esposizione e adorazione del Ss. Sacramento.

venerdì 15 gennaio
· Ore 20.30, con entrata da P.le Rosmini, primo incontro per fidanzati, in preparazione al matrimonio.

Ringraziamenti

Desidero ringraziare di cuore, anche a nome dei miei confratelli, tutti coloro che nei giorni precedenti il Natale e durante queste feste, hanno espresso la loro vicinanza, benevolenza e affetto alla comunità dei frati con auguri, saluti, visite e gesti di bontà e generosità.
Un doveroso ringraziamento, anche a nome di tutta la comunità parrocchiale, a coloro che si sono impegnati per rendere bella, decorata e pulita la nostra chiesa e solenni le liturgie di questi giorni di festa.
Grazie a coloro che hanno contribuito anche quest’anno a realizzare la mostra di presepi in Oratorio, il presepio in Chiesa e la Sacra rappresentazione del giorno dell’Epifania.
A tutti, di cuore, la riconoscenza e la gratitudine per il lavoro e l’impegno.

“Dio ama chi dona con gioia”

Cambio Orario

Con l’inizio dell’anno è entrato in vigore il nuovo orario feriale delle Ss. Messe: non più 7.00, 9.00 e 18.00, ma 8.30 e 18.00. Prima della S. Messa delle 8.30, recita delle Lodi Mattutine, dopo la S. Messa serale, recita dei Vespri.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 10 gennaio al 17 gennaio 2010


domenica 10 gennaio
ore 8.30 - def.ti Eugenio, Elisabetta e Silvana
- def.ti Ugo e Cecilia Zamuner
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Firmina Suzzi
ore 18.00 - def.to Paolo Perosa

lunedì 11 gennaio
ore 8.30 - def.ti Carmela, Giuseppe e Guido
- def.ta Milla Pieri
ore 18.00 - def.to Luca Kirkcmayer
- def.to Renato Di Bacco

martedì 12 gennaio
ore 8.30 - def.ti Albina e Alfredo Querzola
ore 18.00 - def.to Mario Vorich (obitus)
- def.to Mauro Giardirri

mercoledì 13 gennaio
ore 8.30 - def.to Rolando
- def.to Ezio Rizzian
ore 18.00 - def.to Piergiorgio Stefani
- def.ti Fam. Dean

giovedì 14 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 -

venerdì 15 gennaio
ore 8.30 - def.ta Maria
ore 18.00 - def.to Osvaldo Gentile
- def.ti Fam. Cernobori
- def.ti Paola e Roberto Godina

sabato 16 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 - def.ti Maria e Bruno Trinca

domenica 17 gennaio
ore 8.30 - def.ta Maria Pelin
ore 10.00 - Per l’assemblea
- def.ta Irma Antonini
ore 11.30 - def.ti Andrea e Ottavio Querzola
- def.ta Livia Urlini
ore 18.00 - def.ti Biagio e Barbara Zingale

domenica 3 gennaio 2010

Famiglia Parrocchiale 03/01/2010

DOMENICA 3 GENNAIO 2010: SECONDA DOMENICA DOPO NATALE
Letture: Sir 24,1-4.8-12; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18
MERCOLEDI’ 6 GENNAIO 2010: EPIFANIA
Letture: Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12


Nella Chiesa Cristo si rivela a i popoli

«La presente generazione... ha visto crollare o restringersi gli ostacoli e le distanze che separano uomini e nazioni, grazie ad un accresciuto senso universalistico, ad una più chiara coscienza dell’unità del genere umano e all’accettazione della reciproca dipendenza in un’autentica solidarietà e grazie, infine, al desiderio — e alla possibilità — di venire a contatto con i propri fratelli e sorelle al di là delle divisioni artificialmente create dalla geografia o dalle frontiere nazionali o razziali» (Dives in misericordia, n. 10).
All’inizio del terzo millennio, l’umanità si adopera per un universalismo culturale, ideologico, tecnologico... mai raggiunto finora. Ma quali mezzi ha a sua disposizione per raggiungere questo sogno? Si sperimentano molti metodi che hanno una parte più o meno grande di verità e di efficacia, ma che sollevano non pochi problemi. Si deve ricorrere alla forza? Ma l’esperienza di grandi imperi basati sulla violenza ci mette in guardia contro di essa. Occorre affidarsi alla coscienza universale del lavoro e della tecnica? Ma i principi di diritto, di cultura, ecc. su cui ci si fonda per realizzare l’unificazione del mondo, sono veramente i più profondi? Non trascurano deliberatamente un elemento irriducibile, cioè la persona? E il cristiano? Non ha la sua parola da dire? Il primo uomo che ha creduto nell’universalismo è secondo la Scrittura, Abramo, il padre delle nazioni. Dio gli promise che queste un giorno sarebbero state riunite nella sua discendenza, e il patriarca gli credette; fu il primo atto di fede fatto da un uomo. Ad Israele fu affidata la missione di riunire tutti i popoli nella discendenza di Abramo per realizzare così la promessa dell’universalismo. Israele credette di formare questa unità con l’attuazione di un certo numero di pratiche particolari: la legge, il sabato, la circoncisione... Al contrario, solo la fede di Abramo sarebbe stata capace di dare unità a tutti i popoli. L’annuncio di un nuovo popolo di Dio, a dimensioni universali, prefigurato e preparato nel popolo eletto, si realizza in Gesù Cristo nel quale converge e si ricapitola tutto il piano di Dio. In lui tutto ciò che era diviso ritrova l’unità. La venuta dei Magi dall’Oriente segna l’inizio dell’unità della grande famiglia umana, che sarà realizzata perfettamente quando la fede in Gesù Cristo farà cadere le barriere esistenti fra gli uomini, e nell’unità della fede tutti si sentiranno figli di Dio, ugualmente redenti e fratelli tra loro.
Questo nuovo popolo è la Chiesa, comunità dei credenti; attraverso i secoli essa realizza e testimonia la chiamata universale di tutti gli uomini alla salvezza per l’opera unificatrice di Cristo. E’ significativa la visione finale del Nuovo Testamento: una moltitudine di razze, di popoli e di lingue, che salutano in Dio il re delle nazioni, e che abiteranno nella nuova Gerusalemme, dove l’umanità ritroverà la propria e definitiva unità. Facilmente ogni discorso sull’ «unità», in qualsiasi campo, rischia di essere frainteso. Spesso si pretende per unità una piatta uniformità: l’annullamento di ogni differenza individuale, un totale livellamento. Si inaugura così un sistema di facili etichette e di facili ostracismi. Chi non si adegua alla media viene bollato come estremista o come reazionario o come eretico. Eppure la diversità e la varietà dei caratteri delle nazioni sono la ricchezza dell’umanità. Anche il fatto che la Chiesa sia una ed universale non esclude che nel suo ambito possano coesistere «diversi modi» di vivere l’unica fede. Per troppo tempo la Chiesa è stata legata al mondo culturale occidentale e all’uomo bianco per calare il cristianesimo in stampi e categorie mentali tipicamente europei, ma la Chiesa di Cristo non può essere bianca o nera o gialla come non può essere proletaria o borghese o capitalista: le sue porte sono aperte a tutti. Il cristiano non può rifiutare aprioristicamente la novità o l’originalità per se stesse; deve prima verificare se esse non siano magari una nuova dimensione della fede nell’Unico Cristo. Molte esperienze attuali, che qualche volta scandalizzano i tutori dell’uniformità (non dell’unità), sono il segno del rigoglio della vita della Chiesa. Cristo ci dà la misura di ogni cosa: Ama Dio con tutto il tuo cuore, amatevi come io vi ho amato. Questa è la stella da seguire, per giungere al nostro autentico e unico centro di unità: «il mistero di cui (il Padre) ci ha fatti partecipi».

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 3 gennaio al 10 gennaio 2010


mercoledì 6 gennaio
Solennità dell’Epifania del Signore

· Ore 15.00, nel cinema dell’Oratorio, concerto promosso dall’Associazione ADOS.
· Ore 17.00, in Chiesa, sacra rappresentazione, centrata sulla figura di San Francesco, in occasione dell’Ottavo centenario dell’Ordine dei Frati Minori.
· Ore 18.30, S. Messa posticipata.

giovedì 7 gennaio
· Al termine della S. Messa serale, esposizione e adorazione del Ss. Sacramento.

domenica 10 gennaio
Festa del Battesimo del Signore

· Durante la S. Messa delle ore 10.00, amministrazione del Battesimo di alcuni bambini e ricordo dei battesimi celebrati nel corso del 2009.
· Ore 17.00, nel cinema dell’Oratorio, concerto musicale “Festival Vivaldi”.

Ringraziamenti

Desidero ringraziare di cuore, anche a nome dei miei confratelli, tutti coloro che nei giorni precedenti il Natale e durante queste feste, hanno espresso la loro vicinanza, benevolenza e affetto alla comunità dei frati con auguri, saluti, visite e gesti di bontà e generosità.
Un doveroso ringraziamento, anche a nome di tutta la comunità parrocchiale, a coloro che si sono impegnati per rendere bella, decorata e pulita la nostra chiesa e solenni le liturgie di questi giorni di festa.
A tutti, di cuore, la riconoscenza e la gratitudine per il lavoro e l’impegno.

“Dio ama chi dona con gioia”

Presepi in Oratorio

Siete tutti invitati a visitare l’artistico presepio realizzato in Cripta, da Libero e Gianni, e la mostra di presepi allestita nel salone dell’Oratorio.

Cambio Orario


Con l’inizio dell’anno è entrato in vigore il nuovo orario feriale delle Ss. Messe: non più 7.00, 9.00 e 18.00, ma 8.30 e 18.00. Prima della S. Messa delle 8.30, recita delle Lodi Mattutine, dopo la S. Messa serale, recita dei Vespri.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 3 gennaio al 10 gennaio 2010

domenica 3 gennaio
ore 8.30 - Per le Anime del Purgatorio
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti P. Gabriele e P. Teodoro
ore 18.00 - def.ti Edvin, Bianca e Renzo Bundi
- def.to Alfredo Burlini

lunedì 4 gennaio
ore 8.30 - def.ti Maria e Silvio Schiemer
- def.to Ezelino Marin
ore 18.00 - def.ta Anna Maria Trinca
- def.to Tullio Michieli

martedì 5 gennaio
ore 8.30 - def.to Oddone
- def.ti Fam. Pugliesi
ore 18.00 - Per le Anime del Purgatorio

mercoledì 6 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 -
ore 18.00 - def.ti Marcello e Bruno Rossi

giovedì 7 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente

venerdì 8 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 - def.to Dario Cavazzon

sabato 9 gennaio
ore 8.30 -
ore 18.00 -

domenica 10 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Firmina Suzzi
ore 18.00 - def.to Paolo Perosa