Immagine della Madonna del Mare

Immagine della Madonna del Mare

domenica 31 ottobre 2010

Famiglia Parrocchiale del 31 ottobre 2010

Domenica 31 ottobre 2010
Domenica XXXI° del Tempo Ordinario
Letture di domenica: Sap 11,22-12,2; Sal 144; 2 Ts 1,11 - 2,2; Lc 19, 1-10

Letture di “Tutti i Santi”: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a


L’incontro con Cristo

Il gesto esteriore del dare, come ogni gesto umano, è di per sé ambiguo. Il dono di un uomo chiuso in se stesso, tutto proteso alla affermazione di sé è egoismo camuffato. La beneficenza molte volte può essere la copertura dello sfruttamento, anzi il mezzo per continuarlo. Il gesto di Zaccheo invece, che restituisce il quadruplo a coloro che aveva defraudato e dà la metà dei suoi beni «ai poveri», nasce da una «conversione» interiore, da un cambiamento di rotta, avvenuto nell’incontro con Gesù. Incontrando l’Amore, scoprendo d’essere amato, uno diventa capace di incontrare gli altri. Li guarda con occhi diversi, non più come soggetti di cui godere, ma come persone da amare. E questo perché finalmente riesce a guardare se stesso e la sua vita con gli occhi di coloro a cui egli aveva fatto ingiustizia. Allora anche il denaro cambia direzione: al gesto dell’arraffare si sostituisce il gesto del dare liberamente e gratuitamente. E così il denaro da oggetto di preda diventa segno di comunione. Cristo, divenuto ospite di Zaccheo, illumina questo cambiamento e lo interpreta nel senso di grazia e di liberazione: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa». Cristo è veramente l’evangelizzatore di tutti: poveri e ricchi. La sua preferenza va ai poveri, agli ultimi: «Mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio». «La salvezza operata da Cristo è totale e integrale. Si estende cioè a tutto l’uomo e a tutti gli uomini; include la liberazione dal peccato e dalla morte e il progressivo possesso di tutto ciò che è bene e autenticamente umano. La libertà portata da Cristo è libertà non solo “da” servitù interiori e condizionamenti esterni, ma è soprattutto libertà “per” essere di più, per amare, per edificare la pace, nella comunione con Dio e con gli uomini fratelli». La evangelizzazione dei ricchi sfruttatori comporta la denuncia coraggiosa della loro situazione e l’appello ad una conversione effettiva. Anche i ricchi possono diventare cittadini del regno, a condizione che facciano come Zaccheo.

La Santità di Dio e la santità dell’uomo

Da principio, la Bibbia riservò a Iahvè il titolo di «Santo», parola che aveva allora un significato molto vicino a quello di «sacro»: Dio è l’ «Altro», così trascendente e così lontano che l’uomo non può pensare di partecipare alla sua vita. Davanti alla sua santità l’uomo non può provare che rispetto e timore. In una religione di salvezza come quella d’Israele, Dio doveva comunicare la sua santità al popolo, il quale diviene esso pure «altro», manifestando nella sua vita quotidiana, e soprattutto nel suo culto, un comportamento diverso da quello di altri popoli. Ma per attuare questa santità alla quale Dio lo chiamava, il popolo eletto non aveva altro che mezzi legali e pratiche di purificazione esteriore. Gli uomini più impegnati presero ben presto coscienza della insufficienza di tali mezzi, e cercarono la «purezza di cuore» capace di farli partecipi della vita di Dio. Essi posero la loro speranza in una santità che sarebbe stata comunicata direttamente da Dio. Questo anelito si realizza nel Cristo; egli irradia la santità di Dio; su di lui riposa «lo Spirito di santità»; egli rivendica il titolo di «santo». Viene infatti a santificare tutta l’umanità. Gesù Cristo, divenuto «Signore», trasmette la sua santità alla Chiesa per mezzo dei sacramenti che portano all’uomo la vita di Dio. Questa dottrina era così viva nei primi secoli, che i membri della Chiesa non esitarono a chiamarsi «i santi» e la Chiesa stessa era chiamata «comunione dei santi». Questa espressione, che troviamo ancora nel Credo, trae la sua origine dall’assemblea eucaristica, durante la quale «i santi» partecipano alle «cose sante». La santità cristiana appare, dunque, come una partecipazione alla vita di Dio, che si attua con i mezzi che la Chiesa ci offre, in particolare con i sacramenti. La santità non è il frutto dello sforzo umano che tenta di raggiungere Dio con le sue forze; essa è dono dell’amore di Dio e risposta dell’uomo all’iniziativa divina.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 31 ottobre al 7 novembre


domenica 31 ottobre

• Ore 16.30, nel Tempio Mariano di Monte Grisa recita del rosario e affidamento dell'anno pastorale a Maria Madre e Regina. È garantito un servizio supplementare di bus da p.zza Oberdan.
• Questa notte si è passati all’ora solare. L’unica variazione riguarda la S. Messa serale: nei giorni feriali, prefestivi e festivi sarà alle ore 18.00.

lunedì 1 novembre - Solennità di Tutti i Santi
• L’orario delle Sante Messe è quello festivo: 8.30, 10.00, 11.30 e 18.00.
• Ore 15.30, S. Messa, in cimitero, presieduta dal Vescovo.

martedì 2 novembre - Commemorazione dei Fedeli Defunti
• L’orario delle Ss. Messe è il seguente: 8.30, 10.00 e 18.00.

mercoledì 3 - Solennità di S. Giusto, patrono della Diocesi e della Città
• Ore 10.00, solenne celebrazione in Cattedrale.
• Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti.

giovedì 4

• Al termine della S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento e preghiera per le vocazioni.
• Ore 20.30, Consiglio Pastorale Parrocchiale.

venerdì 5

• Ore 16.30, prove in Chiesa per i Cresimandi.
• Ore 20.30, incontro per i genitori dei Cresimandi.

sabato 6

• Nel pomeriggio, in Oratorio, “Laboratorio Creativo” per i bambini e, negli altri ambienti parrocchiali, incontro adolescenti e ragazzi del dopo-cresima e attività scout.

Gruppo Coppie e Famiglie

Domenica 14 novembre, inizia il cammino del Gruppo Coppie e Famiglie. Ci si ritrova in oratorio, dopo la S. Messa delle ore 10.00, per un momento di formazione, riflessione e preghiera insieme e si conclude con il pranzo al sacco. Possono partecipare sia le famiglie e le coppie giovani, come quelle più “mature”; con figli piccoli o già “sistemati”. L’incontro è rivolto non solo agli sposati, ma anche alle coppie di fatto che desiderano dare un senso cristiano alla loro unione. È garantito il servizio di baby-sitter.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 31 ottobre al 7 novembre

domenica 31 ottobre

ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Famiglie Balbi e Spehar
ore 18.00 - def.ta Lucia Piccini


lunedì 1 novembre

ore 8.30 - def.to Ernesto e defunti Famiglia Tirello
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Renato, Firmina e Mario
- def.ta Irma
ore 18.00 - def.ta Novella Furlani
- def.to Luciano Scabar


martedì 2 novembre

ore 8.30 - def.ti Famiglia Mullig
ore 10.00 - def.ti Famiglia Bendagli
ore 18.00 - def.ti Famiglia Antonini
- def.ti Novella, Renato, Carlo e Mercedes

mercoledì 3 novembre

ore 8.30 - def.ta Elida Quarantotto
- def.ti Ida e Giuseppe Suplina
ore 18.00 - def.ti Libero e Margherita Ruzzier
- def.to Elio Climich


giovedì 4 novembre

ore 8.30 - Per le Anime del Purgatorio
ore 18.00 - def.to Vittorio Gasparini
- def.to Mario Giorgi
- def.ta Chiara Indrigo


venerdì 5 novembre

ore 8.30 - def.ta Anna
- def.to Oddone
ore 18.00 - def.to Mario Giraldi

sabato 6 novembre

ore 8.30 - def.ti Eugenio, Elisabetta e Silvana
- def.ta Maria Ierman
ore 18.00 - def.to Giulio Babini


domenica 7 novembre

ore 8.30 - def.ti Giovanni e Giuseppina
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Francesco e Maria
- def.ta Francesca
ore 18.00 - def.ta Angelica Parenzan
- def.to Vincenzo Indrigo

sabato 23 ottobre 2010

Famiglia Parrocchiale del 24 ottobre 2010

Domenica 24 ottobre 2010
Domenica XXX° del Tempo Ordinario
Letture: Sir 35, 15-17.20-22 Sal 33; 2 Tm 4,6-8.16-18; Lc 18, 9-14



La fede sorgente di una vita nuova

Nella parabola ci sono due modi di concepire l’uomo e il suo rapporto con Dio. La preghiera del fariseo è un rendimento di grazie a Dio. Solo apparente però. In realtà è un pretesto per lodare se stesso e non Dio, compiacersi di sé per la mancanza di ogni peccato e per il merito delle buone opere, in forza delle quali si ritiene giustificato ed «esige» da Dio la ricompensa. La preghiera del fariseo non è preghiera, anzi è l’opposto.
Il pubblicano invece è «nella verità»: è consapevole della sua colpa e di non avere meriti davanti a Dio. Chiede grazia. La sua è vera preghiera.
Perciò dietro i due personaggi della parabola si può scorgere l’opposizione tra due tipi di giustizia: quella dell’uomo che ritiene di poterla realizzare col compimento perfetto della legge e quella che Dio concede al peccatore che si riconosce tale e che si converte. Il tema paolino della giustificazione mediante la fede si trova già delineato in questa parabola.
Il cristiano è un uomo realmente giustificato mediante la fede in Gesù Cristo, in colui che è ad un tempo il dono sostanziale dei Padre e quell’uomo fra gli uomini che ha potuto costruire l’unica risposta umana gradita a Dio.
E’ questo il motivo per cui la fede in Gesù salva. Infatti Gesù inaugura nella sua persona il regno del Padre in cui si compie il destino dell’uomo. Per sé, come per i suoi fratelli, Gesù esige la rinuncia assoluta che implica la fedeltà alla condizione di creatura: la rinuncia è sino alla morte e, se necessario, sino alla morte in croce. E’ il salvatore del mondo che parla così.
Come può quest’uomo che ha spinto sino alle ultime conseguenze la rivelazione della condizione umana proclamarsi nello stesso tempo il salvatore dell’umanità? A questa domanda non c’è che una risposta: veramente quest’uomo è il Figlio di Dio; Dio ha tanto amato il mondo da dare per esso il suo Figlio unico; e nello stesso tempo egli è uomo tra gli uomini; la sua fedeltà di creatura è, per identità, una fedeltà filiale. La risposta attiva di questo uomo raggiunge perfettamente l’iniziativa divina a salvezza.
L’unione a Cristo ci rende capaci della stessa «fedeltà filiale» fino alla croce.
L’uomo è «giustificato» perché la fede in Cristo gli dà accesso al Padre in qualità di figlio adottivo. La salvezza è dono divino, diventa nell’uomo sorgente di una attività filiale in cui si compie oltre ogni misura la fedeltà alla nuova legge dell’amore.
Paolo, l’araldo della giustificazione mediante la fede, è anche il grande testimone della vita nuova che sboccia dalla fede in Cristo. Ormai vecchio, in carcere, in attesa della condanna a morte, riflette sulla sua vita (seconda lettura). La sua esperienza di Cristo si conclude con un fallimento umano: tutti lo hanno abbandonato, nessuno in giudizio lo ha difeso. Ma egli ha «conservato la fede», ha gareggiato per Cristo ed è rimasto fedele fino alla mèta. La sua speranza lo conduce alla certezza della «ricompensa» che riceverà da Cristo per la sua vita di dedizione e di amore sull’esempio di Gesù.
Oggi la sufficienza farisaica non è più l’osservanza di una legge, ma prende altri nomi.
In molti c’è la convinzione che l’uomo possa salvarsi come uomo facendo appello unicamente alle sue risorse. L’uomo salva l’uomo mediante la scienza, la politica, l’arte...
E’ perciò più che mai necessario che i cristiani annuncino al mondo Cristo come salvatore. La salvezza che egli porta non è antagonista della salvezza umana. Anzi la conduce a pienezza. Con la celebrazione dei sacramenti, specie della Eucaristia, essi testimoniano la necessità dell’intervento divino sulla vita dell’uomo, si mettono sotto l’azione di Dio presente con il suo spirito, e fanno l’esperienza privilegiata della giustificazione ottenuta mediante la fede in Gesù Cristo. Devono perciò essere continuamente vigilanti per non partecipare ai sacramenti con spirito farisaico.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 24 ottobre al 31 ottobre

domenica 24

• Al termine della S. Messa delle ore 10.00, rito della promessa Scout.

lunedì 25

• Ore 15.30, nel Salone dell’Oratorio, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani.

martedì 26

• Ore 16.30, in Oratorio, catechismo parrocchiale.

mercoledì 27

• Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti.

giovedì 28

• Ore 15.30, incontro dell’Azione Cattolica Parrocchiale.
• Al termine della S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento e preghiera per le vocazioni.

sabato 30

• Nel pomeriggio, in Oratorio, “Laboratorio Creativo” per i bambini e, negli altri ambienti parrocchiali, incontro adolescenti e ragazzi del dopo-cresima e attività scout.

domenica 31

• Nella notte tra sabato e domenica, si passa dall’ora legale all’ora solare: le lancette degli orologi vanno spostate indietro di un’ora. L’unica variazione riguarda la S. Messa serale: sia nei giorni feriali, che in quelli prefestivi e festivi sarà alle ore 18.00.

Consiglio Pastorale Parrocchiale

Giovedì 4 novembre, alle ore 20.30, presso la sala parrocchiale, con entrata da p.le Rosmini, incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Collaborazione

Rinnovo l’invito a tutti per offrire un po’ del proprio tempo, capacità e generosità per la gestione e la vita della comunità parrocchiale. La vita della Parrocchia necessità di un grande impegno nella collaborazione e cooperazione, ma anche offre numerosi ambiti di inserimento e partecipazione. Basta un po’ di tempo e buona volontà e… il Signore sa come ricompensare chi dona con gioia. Grazie.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 24 ottobre al 31 ottobre

domenica 24 ottobre

ore 8.30 - def.ta Nidia Giusti
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Nidia Giusti
ore 19.00 - def.to Luigi Baiz


lunedì 25 ottobre

ore 8.30 - def.to Corrado
ore 19.00 - def.ta Maria Benvenuti
- def.to Luigi Baiz
martedì 26 ottobre

ore 8.30 - def.to Ezio Longo
- def.to Pietro Bendagli
ore 19.00 - def.to Giovanni Pieri (obitus)
- def.to Luigi Baiz


mercoledì 27 ottobre

ore 8.30 - def.to Antonio Servello
- def.ti Claudio e Giovanni
ore 19.00 - def.to Bruno Redolfi
- def.to Luigi Baiz


giovedì 28 ottobre

ore 8.30 - def.ta Maria Vidali
ore 19.00 - def.to Carmelo Tiberon
- def.to Aldo Canzutti
- def.to Luigi Baiz


venerdì 29 ottobre

ore 8.30 - def.ta Annamaria Rizzian
- def.ti Nella e Silvio Suplina
ore 19.00 - def.to Luigi Baiz


sabato 30 ottobre

ore 8.30 - def.to Marco
ore 19.00 - def.ta Ada Tura
- def.to Luigi Baiz


domenica 31 ottobre

ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Famiglie Balbi e Spehar
ore 18.00 - def.ta Lucia Piccini

sabato 16 ottobre 2010

Famiglia parrocchiale del 17 ottobre 2010

Domenica 17 ottobre 2010
Domenica XXIX° del Tempo Ordinario
Letture: Es 17, 8-13a; Sal 120; 2 Tm 3, 14-4, 2; Lc 18, 1-8

Pregare non è forzare Dio a fare la nostra volontà
La preghiera cristiana prima che parola implorante è silenzio profondo per ascoltare e accogliere in sé la parola di Dio. Le persone entrano in comunione ascoltandosi. Noi entriamo in comunione con Dio e ci disponiamo a fare la sua volontà ascoltandolo. Come la fede, anche la preghiera nasce dall'ascolto: è una risposta vitale, ma anche verbale. Questa assumerà varie forme: un'azione di grazie, una contemplazione piena di ammirazione, una professione di fede, una dichiarazione di impegno, una domanda. La preghiera di domanda è riconoscere il limite della condizione umana, è costatare che la liberazione totale e la piena realizzazione di sé non dipendono unicamente dall'uomo. L'uomo non può salvare se stesso. Manifestare a Dio «tutti» i propri bisogni e desideri è sottoporli alla sua luce, è vedere se sono legittimi o no. L'uomo è veramente ciò che domanda; le richieste gli vengono spontanee: dirle a Dio è vagliarle e purificarle. La preghiera di domanda è segno di fiducia in Dio. Quando siamo certi che una persona ci vuole veramente bene, con spontaneità le chiediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che è buono. San Giovanni definisce la fede come «credere all'amore di Dio per noi». Ebbene, il credente ha una fiducia così grande nel suo Dio, che a lui domanda tutto con semplicità e a lui si rimette. La parabola del giudice iniquo e della vedova ostinata richiama la necessità di pregare senza disarmare, anche se il Signore tarda e sembra sordo a tutte le nostre suppliche. L'argomento di Gesù è semplice: se un giudice iniquo finisce per darla vinta alla vedova, quanto più Dio che è giusto ascolterà il nostro grido d'aiuto. La preghiera cristiana non è una richiesta di intervento immediato di Dio, non è una formula magica che risolve i problemi, ma aderisce ed accetta la libertà e la pazienza di Dio. Altrove, nel vangelo di Luca, Gesù ci dice che Dio ci darà non tanto quello che chiediamo, ma lo Spirito Santo per comprendere il significato di quello che ci capita e per essere suoi testimoni. «Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!». La preghiera di domanda «esemplare» è quella di Gesù nel Getsemani: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Il credente non vuole «piegare» Dio a fare la propria volontà, utilizzarlo per compiere i propri desideri, ma ottenere la grazia di conformare la propria volontà alla sua. Lui solo sa ciò che è veramente nostro bene. La preghiera di domanda, quando è autentica, è sorgente di impegno per cominciare a fare quello che chiediamo. Pregare per la pace, spinge ad impegnarci per la pace; pregare perché cessino le sofferenze, spinge ad aiutare chi soffre... Per questo non deresponsabilizza mai l'uomo, anzi lo responsabilizza maggiormente. «Chi prega si fa prima di tutto attento alla parola di Dio, per rendersi disponibile nella fede ad accogliere la chiamata che viene da lui. Manifesta al tempo stesso la speranza nel futuro di Dio che la preghiera in qualche modo anticipa e promuove. Dà anche una testimonianza di carità tanto è stretto il legame che unisce colui che prega a Dio. Partecipa infine alla vita del mondo, perché si sente impegnato in tutto ciò che fa venire il Regno. In tal modo la preghiera è l'atto più significativo del vivere cristiano».

Catechesi per giovani e adulti, dopo la S. Messa del mercoledì sera
Le catechesi per giovani e adulti del mercoledì sera, tenute dai frati, affronteranno due tematiche. Le prime vertono sul tema della fede, secondo lo sviluppo presentato dal Catechismo della Chiesa Cattolica, mentre le seconde saranno catechesi bibliche sul testo del brano del Vangelo delle domeniche di Avvento e Quaresima.


AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 17 ottobre al 24 ottobre

domenica 17 ottobre

• Tanti auguri e il ricordo nella preghiera a Padre Gildo nel giorno del suo compleanno.

lunedì 18 ottobre .

• Ore 15.30, nel Salone dell'Oratorio, "Pomeriggio Insieme" per gli anziani


martedì 19 ottobre

• Ore 16.30, in Oratorio, catechismo parrocchiale.


mercoledì 20 ottobre

• Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti.

giovedì 21 ottobre

• Al termine della S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento e preghiera per le vocazioni.

sabato 23 ottobre

• Nel pomeriggio, in Oratorio, "Laboratorio Creativo" per i bambini e, negli altri ambienti parrocchiali, incontro adolescenti e ragazzi del dopo-cresima e attività scout.
• Ore 19.00, durante la S. Messa, professione nell'Ordine Francescano Secolare di Maura Casorati.

domenica 24 ottobre

• Al termine della S. Messa delle ore 10.00, rito della promessa Scout.

Rinnovo l'invito a tutti per offrire un po' del proprio tempo, capacità e generosità per la gestione e la vita della comunità parrocchiale.
Si può collaborare per la pulizia e il decoro della chiesa, per l'animazione delle liturgie con il canto e la lettura; garantire la presenza e l'apertura dell'Oratorio, la partecipazione alle catechesi e ai momenti liturgici parrocchiali e l'inserimento in un cammino specifico di formazione e crescita umana e cristiana: Catechisti, Ordine Francescano Secolare, Azione Cattolica Adulti, Gruppo Giovani, Adolescenti e Dopo-Cresima, Scout, Gruppo Famiglie e San Vincenzo Parrocchiale, …
La vita della Parrocchia necessità di un grande impegno nella collaborazione e cooperazione, ma anche offre numerosi ambiti di inserimento e partecipazione.
Basta un po' di tempo e buona volontà e…
… il Signore sa come ricompensare chi dona con gioia.
Grazie.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 17 ottobre al 24 ottobre

domenica 17 ottobre

ore 8.30 - def.to Rolando
- def.ti Spartaco e Marino

ore 10.00 - Per l'assemblea

ore 11.30 - def.ti Livia e Doro De Rinaldini
- def.ti Andrea e Ottavio Querzola

ore 19.00 - def.ti Giuseppina e Polidoro
- def.to Luigi Baiz

lunedì 18 ottobre

ore 8.30 - def.ta Romilda Pretotto
- def.to Luigi Bajc

ore 19.00 - def.to Massimo Del Neri
- def.ta Anna
- def.to Luigi Baiz

martedì 19 ottobre

ore 8.30 - def.ti Giampaolo e Fabio
- def.ti Luigi e Rodolfo

ore 19.00 - def.ta Laura Esperti
- def.to Luigi Baiz

mercoledì 20 ottobre

ore 8.30 - def.to Bruno
- def.to Fredy Blincowe


ore 19.00 - def.to Bernardo Nobile
- def.to Ferruccio Furlani
- def.to Luigi Baiz

giovedì 21 ottobre

ore 8.30 - def.ti Pietro e Gabriella Bartole


ore 19.00 - def.to Giuseppe Lombardi
- def.to Luigi Baiz

venerdì 22 ottobre

ore 8.30 - def.to Marco Rosa
- def.to Domenico Bosio


ore 19.00 - def.to Osvaldo Gentile
- def.to Luigi Baiz

sabato 23 ottobre

ore 8.30 - def.ta Caterina Sponza


ore 19.00 - def.ti Famiglia Trimboli
- def.to Luigi Baiz
- Secondo l'intenzione dell'offerente

domenica 24 ottobre

ore 8.30 - def.ta Nidia Giusti


ore 10.00 - Per l'assemblea

ore 11.30 - def.ta Nidia Giusti

ore 19.00 - def.to Luigi Baiz

giovedì 14 ottobre 2010

Famiglia parrocchiale del 10 ottobre 2010

Domenica 10 ottobre 2010
Domenica XXVIII° del Tempo Ordinario
Letture domenica: 2 Re 5, 14-17; Sal 97; 2 Tm 2, 8-13; Lc 17, 11-19



La fede si fa' azione di grazie

L’annuncio del regno di Dio è annuncio di salvezza fatto non soltanto con la parola ma anche con azioni.
Manifestano la essenziale gratuità; dicono in forma evidente che la salvezza non è una conquista umana, ma un dono di Dio; mirano a suscitare la fede per la persona di Gesù e a far prorompere l’azione di grazie. Il messaggio delle letture di questa domenica non è un semplice insegnamento sul dovere morale della riconoscenza umana. Naaman Siro passa dalla guarigione alla fede: egli non riconosce più altro Dio se non il Dio di Israele (prima lettura).
Il lebbroso del vangelo torna indietro «lodando Dio a gran voce». Il miracolo gli ha aperto gli occhi sul significato della missione e della persona di Gesù. Egli rende grazie a Dio non tanto perché il suo desiderio di guarire è stato soddisfatto, ma perché capisce che Dio è presente e attivo in Gesù. Egli riconosce che Cristo è il Salvatore in cui Dio è presente ed opera non solo la salute del corpo ma la salvezza totale dell’uomo. E questa è fede. In Gesù egli vede manifestarsi la gloria di Dio (vangelo).
Perciò Luca conclude il racconto con la parola di Gesù: «Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato».
Salvato non già dalla lebbra, ma salvato nel senso cristiano del termine. La salvezza dalla lebbra è solo il segno di un’altra salvezza.
Il rendimento di grazie del lebbroso guarito nasce dunque prima di tutto dalla fede e non dalla utilità: è contemplazione gioiosa e gratuita dell’amore salvatore di Dio prima che contentezza per la salute riacquistata.
Solo in un secondo tempo include la riconoscenza, ma non il semplice cortese ringraziamento per un beneficio ricevuto.
Il vangelo non vuole darci una lezione di galateo ma vuole dirci che l’azione di grazie è l’atteggiamento fondamentale dell’uomo che nella fede ha scoperto che la sua salvezza proviene solo dall’azione di Dio in Cristo.
Se gratitudine umana e azione di grazie a Dio non si identificano, è anche vero che fra loro c’è continuità.
Quando i rapporti personali sono tutti basati sull’utile e sul piacere, è ben difficile aprirsi alla contemplazione dell’amore gratuito di Dio. Anzi la mentalità utilitaristica ed egocentrica snatura gli atti religiosi. Se abbiamo perso il senso del gratuito, se le azioni che compiamo hanno il movente nella speranza o nel diritto alla ricompensa, molto probabilmente non possiamo avere l’esperienza della Eucaristia.
L’uomo d’oggi deve scoprire il senso del «ricevuto» per aprirsi al ringraziamento.
L’Eucaristia non è tanto una legge da osservare per avere la coscienza a posto, e neppure soltanto il nutrimento della comunione fraterna. Ma è, come dice il termine, azione di grazie senza altra utilità, senz’altro scopo che se stessa: è la gioia che fiorisce dalla contemplazione dei Dio grande nell’amore, che nasce dalla scoperta di essere salvati gratuitamente.

Catechesi per giovani e adulti,
dopo la S. Messa del mercoledì sera

Le catechesi per giovani e adulti del mercoledì sera, tenute dai frati, affronteranno due tematiche. Le prime vertono sul tema della fede, secondo lo sviluppo presentato dal Catechismo della Chiesa Cattolica, mentre le seconde saranno catechesi bibliche sul testo del brano del Vangelo delle domeniche di Avvento e Quaresima.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 10 ottobre al 17 ottobre


lunedì 11 ottobre

• Ore 15.30, nel Salone dell’Oratorio, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani.

martedì 12 ottobre

• Ore 16.30, in Oratorio, catechismo parrocchiale.

mercoledì 13 ottobre

• Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti.


giovedì 14 ottobre

• Ore 15.30, incontro dell’Azione Cattolica Adulti.
• Al termine della S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento e preghiera per le vocazioni.

sabato 16 ottobre

• Nel pomeriggio, in Oratorio, “Laboratorio Creativo” per i bambini.
• Nel pomeriggio, incontro adolescenti e ragazzi del dopo-cresima e attività scout.
• Ore 20.30, presso la Chiesa parrocchiale di S. Giacomo, Veglia Missionaria di Preghiera.

domenica 17 ottobre

• Tanti auguri e il ricordo nella preghiera a Padre Gildo nel giorno del suo compleanno.

All’inizio di questo nuovo anno pastorale, rinnoviamo l’invito a tutti per offrire un po’ del proprio tempo, capacità e generosità per la gestione e la vita della comunità parrocchiale.
Si può collaborare per la pulizia e il decoro della chiesa, per l’animazione delle liturgie con il canto e la lettura; garantire la presenza e l’apertura dell’Oratorio, la partecipazione alle catechesi e ai momenti liturgici parrocchiali e l’inserimento in un cammino specifico di formazione e crescita umana e cristiana: Catechisti, Ordine Francescano Secolare, Azione Cattolica Adulti, Gruppo Giovani, Adolescenti e Dopo-Cresima, Scout, Gruppo Famiglie e San Vincenzo Parrocchiale, …
La vita della Parrocchia necessità di un grande impegno nella collaborazione e cooperazione, ma anche offre numerosi ambiti di inserimento e partecipazione.
Basta un po’ di tempo e buona volontà e…
… il Signore sa come ricompensare chi dona con gioia.
Grazie.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 10 ottobre al 17 ottobre


domenica 10 ottobre

ore 8.30 - def.to Pietro Bendagli
- def.ti Paolo e Lucia Drius
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Marisa Ravalico
- def.ti Clemente e Rosa Giugonaz
ore 19.00 - def.to Paolo Perosa
- def.to Luigi Baiz


lunedì 11 ottobre

ore 8.30 - def.ti Carmela Guido e Giuseppe
ore 19.00 - def.to Marco Coslovich
- def.to Luigi Baiz


martedì 12 ottobre

ore 8.30 - def.to Padre Gabriele
ore 19.00 - def.ti Antonio e Antonia Tirello
- Votiva alla B. V. del Pilar
- def.to Luigi Baiz


mercoledì 13 ottobre

ore 8.30 - def.to Rolando
- def.to Alex Benci
ore 19.00 - def.to Luigi Baiz

giovedì 14 ottobre

ore 8.30 - def.ta Maria Pia Zeriali
ore 19.00 - def.to Mario Lucchini
- def.ta Stefania Braini
- def.to Luigi Baiz


venerdì 15 ottobre

ore 8.30 - def.ta Maria
ore 19.00 - def.to Matteo Dumas
- def.to Luigi Baiz


sabato 16 ottobre

ore 8.30 - def.to Teodoro Novac
ore 19.00 - def.ti Lucia e Fiore Cason
- def.ta Pierina Bembich
- def.to Luigi Baiz
- Per le Anime del Purgatorio

domenica 17 ottobre

ore 8.30 - def.to Rolando
- def.ti Spartaco e Marino
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ti Livia e Doro De Rinaldini
- def.ti Andrea e Ottavio Querzola
ore 19.00 - def.ti Giuseppina e Polidoro
- def.to Luigi Baiz

sabato 2 ottobre 2010

Famiglia Parrocchiale del 03/10/2010

Domenica 3 ottobre 2010
Domenica XXVII° del Tempo Ordinario
Letture domenica: Ab 1,2-3; 2, 2-4; Sal 94; 2 Tm 1,6-8.13-14; Lc 17, 5-10
Letture S. Francesco: Sir 50, 1,3-7; Sal 15; Gal 6,14-18; Mt 11,25-30


Convertitosi a Cristo da una giovinezza gaudente e spensierata, Francesco prende alla lettera le parole dei Vangelo e fa della sua vita una imitazione di Gesù povero e tutto proteso a compiere la volontà del Padre. In una conformazione e trasformazione tale che «da Cristo prese l’ultimo sigillo», come dice Dante (Paradiso, 11, v.107): «portare le stigmate della Passione nel suo corpo» (cf Gal 6,17). Francesco si allontana dall’antica e tradizionale concezione della vita monastica. Egli crea una «fraternità» che trova in Francesco più che una regola, uno stile di vita. La forma di santità vissuta da Francesco si è diffusa nel mondo e unisce tutti coloro che pongono lo spirito al di sopra della lettera e l’amore prima della giustizia. La sua azione missionaria, la predicazione evangelica di pace e bene sono andate al cuore dei popoli e delle classi sociali spesso in lotta fra loro. Pochi uomini hanno avuto tanto influsso nella società del loro tempo e oltre, come Francesco. La sua visione ottimistica della creazione, espressa nel Cantico di frate sole, il suo amore per «madonna Povertà», il suo spirito evangelico intrinsecamente e dinamicamente innovatore e riformatore in piena adesione alla Chiesa, sono messaggi vivi per il mondo attuale. Con santa Caterina da Siena è patrono principale d’Italia.

PREGHIAMO CON LE PAROLE DI S. FRANCESCO

Preghiera davanti al Crocifisso

O alto e glorioso Dio, illumina
le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.

Lodi di Dio Altissimo

Tu sei santo, Signore Dio unico, che compi meraviglie. Tu sei forte. Tu sei grande. Tu sei altissimo. Tu sei Re onnipotente, tu Padre santo, Re del cielo e della terra. Tu sei Trino e Uno, Signore Dio degli dei, Tu sei bene, ogni bene, sommo bene, Signore Dio, vivo e vero. Tu sei amore, carità. Tu sei sapienza. Tu sei umiltà. Tu sei pazienza. Tu sei bellezza. Tu sei mansuetudine. Tu sei sicurezza. Tu sei quiete. Tu sei gaudio e letizia. Tu sei speranza nostra. Tu sei giustizia. Tu sei temperanza. Tu sei ogni nostra sufficiente ricchezza. Tu sei bellezza. Tu sei mansuetudine. Tu sei protettore. Tu sei custode e difensore nostro. Tu sei fortezza. Tu sei refrigerio. Tu sei speranza nostra. Tu sei fede nostra. Tu sei carità nostra. Tu sei completa dolcezza nostra. Tu sei nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

Saluto alla Beata Vergine Maria

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa.
Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli fedeli a Dio li rendiate.

Preghiera "Absorbeat"

Rapisca, ti prego, o Signore,
l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia
da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 3 ottobre al 10 ottobre

domenica 3 settembre
• Ore 16.00, in Cattedrale, assemblea diocesana, in preparazione al Sinodo Diocesano. È invitato in modo particolare il Consiglio Pastorale Parrocchiale.

• Al termine della S. Messa serale, celebrazione della “Memoria del Transito di San Francesco d’Assisi”.

lunedì 4 ottobre
Solennità di San Francesco

• Ore 12.00, sul piazzale antistante la Chiesa, benedizione degli animali.
• Ore 15.30, nel Salone dell’Oratorio, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani.
• Ore 19.00, S. Messa solenne.

martedì 5 settembre
• Ore 16.30, in Oratorio, catechismo parrocchiale.
• Ore 20.30, nel salone con entrata da P.le Rosmini, incontro con i genitori i cui figli frequentano il catechismo parrocchiale.

mercoledì 6 settembre
• Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti.

giovedì 7 settembre
• Al termine della S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento e preghiera per le vocazioni.

sabato 9 ottobre
• Nel pomeriggio, incontro dei ragazzi del dopo-cresima.

In occasione della solennità del nostro Padre San Francesco, auguro a tutti i più cari e fraterni auguri a nome della famiglia dei frati: fra Vittorio, fra Gildo, fra Lorenzo e il sottoscritto.
In modo particolare, che l’augurio di Pace nel Signore, sia benedizione per le Sorelle Francescane del Vangelo, per i membri dell’Ordine Francescano Secolare ma anche per tutti coloro che guardano a San Francesco con ammirazione e devozione, oltre che a tutta la comunità Parrocchiale.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 3 ottobre al 10 ottobre

domenica 3 ottobre
ore 8.30 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.to Adriano Parenzan
- def.to Marcello
- def.to Manuele
ore 19.00 - def.ta Beatrice Dell’Antonia
- def.to Luigi Baiz

lunedì 4 ottobre
ore 8.30 - def.te Francesca e Fanni
- def.to Raffaele Altomare
ore 19.00 - def.to Antonio Fantini
- def.to Luigi Baiz

martedì 5 ottobre
ore 8.30 - def.to Oddone
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 19.00 - def.ta Maria Pia Margherito (obitus)
- def.ta Chiara Longo
- def.to Luigi Baiz

mercoledì 6 ottobre
ore 8.30 - def.to Lorenzo de Lorenzi
ore 19.00 - def.ti Famiglia Cominotti
- def.to Luigi Baiz

giovedì 7 ottobre
ore 8.30 - def.to Alberto Biloslavo
ore 19.00 - def.ti Giorgio e Stefania Glavina
- def.to Luigi Baiz

venerdì 8 ottobre
ore 8.30 - def.to Antonio Sestan
ore 19.00 - def.ta Irene Sai (obitus)
- def.to Luigi Baiz

sabato 9 ottobre
ore 8.30 - def.ta Concetta Anania
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 19.00 - def.ta Anna
- def.ti Famiglie Sfreddo e Ukmar
- def.to Luigi Baiz

domenica 10 ottobre
ore 8.30 - def.to Pietro Bendagli
- def.ti Paolo e Lucia Drius
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Marisa Ravalico
- def.ti Clemente e Rosa Giugonaz
ore 19.00 - def.to Paolo Perosa
- def.to Luigi Baiz

Famiglia Parrocchiale del 26/09/2010

Domenica 26 settembre 2010
Domenica XXVI° del Tempo Ordinario
Letture: Am 6, 1.4-7; Sal 145; 1 Tm 6, 11-16; Lc 16, 19-31




La ricchezza che aliena dai beni del regno

Povertà e ricchezza sono situazioni antiche quanto il mondo. Ma hanno fatto e continuano sempre a fare problema. Le interpretazioni e le soluzioni sono molte. C’è chi collega povertà e ricchezza alla «fortuna» e al caso. Chi vede nella povertà il segno della incapacità e del disordine morale e nella ricchezza il segno e il premio dell’intelligenza e della virtù. Per altri è proprio il contrario: chi è onesto non si arricchisce, perché per diventare ricchi non bisogna avere troppi scrupoli di coscienza. Ricchezza coincide con sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo: il ricco è un ladro, disposto a tutto per difendere il suo privilegio. Nasce il disordine costituito, la società violenta. E nasce il problema: come fare giustizia? Come dividere giustamente i beni della terra e i frutti del lavoro dell’uomo? Come cambiare l’ordine delle cose?
Anche nella Bibbia troviamo una duplice «lettura» della povertà e della ricchezza. Da una parte la povertà è scandalo, un male da togliere, un male che è quasi la cristallizzazione del peccato, mentre nella ricchezza c’è il segno della benedizione di Dio. L’amico di Dio è l’uomo dotato di ogni bene.
Il povero è colui nel quale si specchia il disordine del mondo.
Però c’è’ anche tutta una linea profetica che termina nel «guai a voi, o ricchi!» di Gesù e che vede nella ricchezza il pericolo più grave di autosufficienza e di allontanamento da Dio e di insensibilità verso il prossimo. E contrapposto al «guai a voi, o ricchi!», c’è il «beati i poveri»: la povertà diventa una specie di zona privilegiata per l’esperienza religiosa. Il povero è l’amato da Iahvè; a lui è annunciato il Regno. Il povero è il primo destinatario della Buona Novella. La povertà non è più disgrazia o scandalo, ma beatitudine. La beatitudine del povero sarà pienamente rivelata dopo la morte, con un rovesciamento delle situazioni (vangelo).
La parabola del ricco epulone va considerata allora come l’accettazione fatalistica di un disordine costituito in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, in cui il ricco opprime il povero? E come consolazione alienante per i poveri di questo mondo? La religione è l’oppio che addormenta e tiene buoni i poveri? Questo modo di leggere la parabola non è vangelo, ma una caricatura dei vangelo.
Il vangelo è denuncia profetica di ogni ordinamento ingiusto e rivelazione delle cause profonde dell’ingiustizia. Anche il povero può essere un ricco potenziale e lottare non per la giustizia ma per prendere il posto dei padroni. Il vangelo è appello alla conversione radicale per tutti, poveri e ricchi, conversione da realizzare subito. «Anche tra i ricchi Gesù annunzia il Regno che viene. Ma condanna i mali che la ricchezza trascina con sé: vede il ricco pri¬gioniero dei suoi beni portato a escludere ogni altro valore, a considerare i suoi simili strumento della sua avidità.
Nella parabola viene mostrato come la prospettiva del futuro abbia peso sull’oggi e come il rapporto dell’uomo con l’uomo abbia un riflesso con il suo definitivo essere innanzi a Dio. Il vangelo è una forza dinamica di trasformazione e di cambiamento «continuo». L’avventura dell’amore, inaugurata da Cristo e proseguita dopo di lui, invitando l’uomo ad acconsentire attivamente alla legge della libertà, ha di fatto causato una progressiva trasformazione dei rapporti tra gli uomini... Non è però un manifesto rivoluzionario e neppure un programma di riforma in materia sociale. E’ qualcosa di più e di più essenziale. Il vangelo non ci insegna nulla sulla rivoluzione. Tentare di costruire una teologia della rivoluzione partendo dal vangelo è illudersi e non cogliere l’essenziale. Sul piano degli obiettivi e dei mezzi, i cristiani e i non cristiani devono fare appello alle risorse della razionalità umana, scientifica e morale; gli uni e gli altri devono ricercare le soluzioni efficaci, anche se i comportamenti concreti possono divergere. Ma i cristiani, presi nell’avventura dell’amore e nella sola misura in cui accettano di viverla come Cristo e alla sua sequela, saranno più attenti a fare in modo che essa non degeneri in nuove oppressioni e in nuovo legalismo.


AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 26 settembre al 4 ottobre

domenica 26 settembre
Apertura Anno Pastorale
• Durante la S. Messa delle ore 10.00, celebrazione del mandato a tutti gli operatori della Pastorale Parrocchiale.
• Segue in Oratorio, la programmazione e il ritiro di inizio anno pastorale con il Consiglio Pastorale Parrocchiale e la presenza di tutti i collaboratori.

martedì 28 settembre
• Ore 16.30, in Oratorio, catechismo parrocchiale.

mercoledì 29 settembre
• Durante la S. Messa delle ore 19.00, rinnovo dei voti temporanei di Suor Maria Lucia.

giovedì 30 settembre
Triduo per la Solennità di S. Francesco
• Al termine della S. Messa serale, recita dei Vespri e catechesi in preparazione alla solennità di S. Francesco.

venerdì 1 settembre
Triduo per la Solennità di S. Francesco
• Al termine della S. Messa serale, recita dei Vespri e catechesi in preparazione alla solennità di S. Francesco.

sabato 2 ottobre
Triduo per la Solennità di S. Francesco
• Al termine della S. Messa serale, recita dei Vespri e catechesi in preparazione alla solennità di S. Francesco.

domenica 3 settembre
• Ore 16.00, in Cattedrale, assemblea diocesana, in preparazione al Sinodo Diocesano. È invitato in modo particolare il Consiglio Pastorale Parrocchiale.
• Al termine della S. Messa serale, celebrazione della “Memoria del Transito di San Francesco d’Assisi”.

lunedì 4 ottobre
Solennità di San Francesco d’Assisi

• Grazie di cuore a tutti coloro che domenica scorsa hanno partecipato e collaborato per la buona riuscita della Festa Diocesana della Famiglia.
• Viviamo questa settimana con impegno e partecipazione per prepararci bene alla solennità del nostro Padre San Francesco.
• Accogliamo con affetto e gratitudine Padre Lorenzo Zanfavero nel suo impegno fraterno e pastorale come vicario parrocchiale, in questa nostra comunità. A lui i migliori auguri.

Fra Andrea, parroco