Immagine della Madonna del Mare

Immagine della Madonna del Mare

domenica 27 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 27/12/2009

DOMENICA 27 DICEMBRE 2009
FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA
Letture: 1 Sam 1,20-22.24-28; Sal 83; 1 Gv 3,1-2.21-24; Lc 2,41-52

Famiglia Piccola Chiesa

La Chiesa e il mondo contemporaneo s’interrogano, oggi più che mai, circa il disegno di Dio sulla famiglia. Mentre da una parte emergono alcuni grandi valori che manifestano la presenza di Dio, come la crescita della libertà e della responsabilità nella paternità e nell’educazione, la legittima aspirazione della donna all’eguaglianza di diritti e di doveri con l’uomo, l’apertura al dialogo verso tutta la grande famiglia umana, la stima delle relazioni autenticamente personali..., dall’altra si constatano crescenti difficoltà, come la degradazione della sessualità, la visione materialistica ed edonistica della vita, l’atteggiamento permissivo dei genitori, l’indebolirsi dei vincoli familiari e della comunicazione tra generazioni.
Le caratteristiche della famiglia descritta nei brani dell’AT erano: la pace, l’abbondanza di beni materiali, la concordia e la discendenza numerosa: segni della benedizione del Signore; la legge fondamentale era l’obbedienza temperata dall’amore; questa obbedienza non era solo segno e garanzia di benedizione e prosperità per i figli, ma anche un modo per onorare Dio nei genitori (Prima lettura). A questo tipo di famiglia, il cristianesimo ha portato un costante superamento di se stessa in vista del Regno: san Paolo domanda agli sposi e ai figli cristiani di vivere la loro vita familiare come se vivessero già nella famiglia del Padre celeste nella obbedienza di fede come Abramo mentre s. Giovanni ci ricorda la figliolanza divina che il Padre ci ha donato (seconda lettura).
Il Vangelo, presentandoci l’esperienza di Cristo che entra nel tessuto di una famiglia umana concreta, traccia un quadro realistico delle alterne vicende alle quali va soggetta la vita di una famiglia. Nella famiglia non tutto è idillio, pace, serenità: essa passa attraverso la sofferenza e le difficoltà dell’esilio e della persecuzione: attraverso le crisi per il lavoro, la separazione, l’emigrazione, la lontananza dei genitori. Nella santa Famiglia, come in ogni famiglia, vi sono gioie e sofferenze, dalla nascita all’infanzia, all’età adulta; in essa maturano avvenimenti lieti e tristi per ciascuno dei suoi membri. Il momento in cui la strada dei figli si divide da quella dei genitori è uno dei più importanti e decisivi della storia della famiglia. Dopo il ritrovamento nel tempio, Maria e Giuseppe tacciono, non sollevano obiezioni sulla scelta di Gesù: intuiscono che è una scelta che sembra escluderli dalla vita del loro unico figlio, una scelta costellata di lacrime, ma l’accettano, perché quella è ha volontà di Dio.
La Chiesa partecipa alle gioie e alle consolazioni, come pure alle sofferenze e difficoltà della vita familiare di oggi: conforta ed incoraggia le famiglie che consapevolmente si impegnano a vivere secondo il Vangelo, rendendo testimonianza ai frutti dello Spirito; stima ed accoglie gli elementi di ogni cultura, per garantire la loro consonanza con il disegno di Dio sul matrimonio e ha famiglia; si impegna a sollevare le condizioni di quei nuclei familiari che vivono nella miseria, mentre nel mondo circostante abbondano le ricchezze; proclama con forza contro ha violenza della società i diritti alla libertà religiosa, alla procreazione responsabile e alla educazione, collaborando attivamente alla soluzione dei gravi problemi sociali, economici e demografici che pesano sulla famiglia; annuncia con coraggio la fondamentale vocazione dell’uomo a partecipare alla vita e all’amore di Dio Padre. La famiglia è la prima cellula della società e della Chiesa. Dio l’ha creata a sua immagine (Gn 1,26) e ha affidato all’uomo il compito di crescere, di moltiplicarsi, di riempire la terra e di sottometterla (Gn 1,28). Questo disegno si avvera quando l’uomo e ha donna si uniscono intimamente nell’amore per il servizio della vita, partecipando così al potere creatore di Dio e all’amore redentivo di Cristo.
Questo disegno di Dio chiama ogni giorno gli sposi a vivere la «novità» dell’amore, attraverso ha conversione del cuore e la santità della vita, segnata dalla sofferenza della croce e dalla speranza della risurrezione. La risposta al progetto di Dio impegna la famiglia a svolgere i compiti che le sono propri nel mondo di oggi: l’educazione alla libertà, ad un forte senso morale, alla fede e agli autentici valori umani e cristiani. Ad essa è affidato anzitutto il compito della evangelizzazione e della catechesi; e nell’ambito della più ampia comunità sociale essa testimonia i valori evangelici, promuove la giustizia sociale, aiuta i poveri e gli oppressi.
La famiglia cristiana potrà attuare questo se sarà perseverante nella preghiera comune e nella liturgia che sono fonti di grazia.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 27 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010


domenica 27 dicembre
Domenica della S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

giovedì 31 dicembre
· Ore 18.00, S. Messa di ringraziamento al termine dell’anno e canto del Te Deum.
venerdì 1 gennaio
Solennità di Maria Ss.ma, Madre di Dio

Giornata per la Pace
L’orario delle Ss. Messe è quello Festivo.
sabato 2 gennaio
· Entra in vigore il nuovo orario feriale. La S. Messa è alle ore 8.30 e non più alle 7.00 e 9.00.
domenica 3 gennaio
II° Domenica dopo Natale.
Ringraziamenti

Desidero ringraziare di cuore, anche a nome dei miei confratelli, tutti coloro che nei giorni precedenti il Natale e durante queste feste, hanno espresso la loro vicinanza, benevolenza e affetto alla comunità dei frati con auguri, saluti, visite e gesti di bontà e generosità.
Un doveroso ringraziamento, anche a nome di tutta la comunità parrocchiale, a coloro che si sono impegnati per rendere bella, decorata e pulita la nostra chiesa e solenni le liturgie di questi giorni di festa.
A tutti, di cuore, la riconoscenza e la gratitudine per il lavoro e l’impegno.

“Dio ama chi dona con gioia”

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

Cambio Orario

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli in sacrestia.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 27 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010


domenica 27 dicembre
ore 8.30 - def.to Padre Venanzio
ore 10.00 - Per l’assemblea /def.ti Luigi e Maristella Zaccariotto
ore 11.30 - def.ti Novella e Ferruccio
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente
lunedì 28 dicembre
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente
ore 9.00 - def.to Vittorio Hlaca
ore 18.00 - def.ti Tullio, Ida e Andrea

martedì 29 dicembre
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente
ore 9.00 - def.ti Giacomo e Giovanni Sincovich
ore 18.00 - def.ti Giuseppe, Rosa, Emilia
Josip e Lucia Trento

mercoledì 30 dicembre
ore 7.00 - def.to Claudio Montenesi
ore 9.00 - def.to Roberto Scherli
ore 18.00 - def.to Elio (obitus)

giovedì 31 dicembre
ore 7.00 - def.ti Domenico, Anna e Antonio Poretti
ore 9.00 - def.ti Maria e Ignazio Narsilio
ore 18.00 - def.ti Mario, Firmina e Renato Suzzi

venerdì 1 gennaio
ore 8.30 - def.to Ernesto Tirello
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Maddalena Cirone
ore 18.00 -

sabato 2 gennaio
ore 8.30 - def.to Italo Sartini
- def.to Ermenegildo Canzutti
ore 18.00 - def.to Renato Suzzi
- def.ti Livio ed Emilio Fabris
domenica 3 gennaio
ore 8.30 -
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 -
ore 18.00 - def.ti Edvin, Bianca e Renzo Bundi

giovedì 24 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale del 25/12/2009

VENERDI’ 25 DICEMBRE 2009
NATALE DEL SIGNORE
Is 9,1-6; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14 - Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

Natale 2009

Rallegriamoci tutti nel Signore,
perché è nato nel mondo il Salvatore.
Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo.
(Liturgia del Natale)

Fra Dario, Fra Vittorio, Fra Gildo, Fra Andrea e Fra Enrico rivolgono a tutti e ciascuno i più cari e affettuosi auguri per un Santo Natale.
Cristo, venuto nel mondo, sia veramente la salvezza per ogni persona, la fonte della vera gioia e della vera pace. Che la nascita di Gesù Salvatore, porti serenità e consolazione a tutte le famiglie, ai piccoli e agli anziani, ai malati e ai sofferenti.

AUGURI !

Dio si fa uomo per noi

«Noi camminiamo a tastoni, ciechi, rasentando un muro: giacciamo come morti nelle tenebre; urliamo come orsi e gemiamo come colombe in attesa della salvezza». Così parlava Isaia. Noi invece annunciamo una gioia grande: ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro salvatore, Cristo Signore: questa è la nostra gioiosa certezza; anche se molti uomini portano ancora incise nella loro vita le parole di Isaia, nella notte profonda il nostro orecchio ha sentito: la stella del mattino si è levata, per noi è nato un bambino. «Di qui sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più; un fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre; un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre, una speranza che si ridesta» (M. Magrassi).
Gesù non è una tradizione annuale, non è un mito, non è una favola. Gesù è parte della nostra storia umana. Il senso teologico della venuta di Cristo non distrugge di per sé la cornice festosa e la poesia del Natale, ma la ridimensiona e la colloca nel giusto contesto; Gesù che nasce è la Parola di Dio che si fa come: noi, esseri umani, siamo portati forse a soffermarci di più sul bambino, tenero e fragile, che non sul suo aspetto di Verbo Incarnato. Per questo nella liturgia di oggi il lieto annuncio della nascita di Cristo ci viene dato con le parole di Luca e con quelle di Giovanni. Luca si sofferma su alcuni particolari storici che ci danno una sufficiente garanzia di storicità e credibilità e ci mostrano un Gesù povero, figlio di umili artigiani, un numero soltanto in una remota provincia dell’impero romano, un portatore di tutte le promesse dell’Antico Testamento, anche se in un modo un po’ diverso da quello atteso e sospirato dal popolo ebraico, tanto che solo i poveri, gli «svuotati», i vigilanti lo riconoscono. Giovanni inserisce l’Incarnazione nel piano della storia della salvezza.
Come attraverso il Verbo eterno era sbocciata la prima creazione, per opera dell’Incarnazione dello Stesso Verbo avviene una nuova creazione: l’uomo accede alla condizione di figlio di Dio: il rapporto uomo-Dio che il peccato aveva interrotto è risaldato in Cristo. Divenuto figlio di Dio l’uomo è in grado di realizzare il suo compito di creatura: egli può rivolgersi a Dio e chiamarlo «padre» ed è libero perché è figlio e non servo, ed ama gli altri uomini perché fratelli.

sabato 19 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 20/12/2009

DOMENICA 20 DICEMBRE 2009
Domenica IV del tempo di Avvento - IV Settimana del Salterio
Letture: Mic 5,1-4a; Sal 79; Eb 10,5-10; Lc 1,39-45


Maria, vivente dimora di Dio tra noi

Il figlio dell’Altissimo nel diventare il «figlio di Maria», ama farsi precedere e annunciare dai poveri e dagli umili: vuole circondarsi di semplicità e verità.
Betlemme è la più piccola fra le città di Giuda; avrà l’onore di dare i natali al Messia promesso dai profeti, a colui che estenderà il suo regno di pace fino «agli estremi confini della terra» (prima lettura).
Umili e pastorali sono pure le origini di Davide. Il futuro Messia è presentato più come il discendente del Davide, pastore di Betlemme, che non del Davide glorioso della città regale. Umili e poveri sono i primi portatori della speranza e della salvezza. Così è Maria nei riguardi di Elisabetta. Per la stessa umiltà e povertà Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, riconosce in Maria la madre del Salvatore, e proclama il mistero che si è compiuto in Lei.
E Maria, prorompendo nel canto del Magnificat, per le grandi cose operate in lei e per la grazia concessa alla sua parente, dice: il Signore «ha guardato l’umiltà della sua serva».
La salvezza promessa a Israele è già iniziata ad attuarsi con l’incarnazione del Messia (vv. 47.54). Tutto questo con una mirabile attenzione e rispetto a coloro che ne sono i protagonisti. Segno, di questo inizio, è l’elargizione dei beni messianici, spirituali, fatta ancora ai poveri, agli umili, a coloro che si riconoscono bisognosi di salvezza (vv. 51-53). In questo momento Maria è la vivente dimora di Dio in mezzo agli uomini, è la portatrice della presenza divina che salva.
L’autore della lettera agli Ebrei afferma che è in forza della sua «povertà» e della sua obbedienza che Gesù Cristo ha meritato a noi il perdono dei peccati e ci ha salvati (seconda lettura). Per l’incontro degli uomini con Dio; per la loro unità e pace occorreva nel disegno di Dio un uomo che fosse «pienamente e totalmente uomo, ad eccezione del peccato»; per questo Gesù ha voluto essere il figlio di Maria.
Il Concilio di Calcedonia (451) ha proclamato l’unità di Cristo nelle due nature, sottolineando nettamente la vera umanità di Gesù. Tale definizione sarà difesa dalla Chiesa, nel corso dei secoli, contro coloro che, a forza di sottolineare la divinità, attribuivano a Cristo soltanto le «apparenze» umane. Contro tutte le tendenze che minimizzavano l’umanità del Salvatore, la Chiesa ha moltiplicato le affermazioni the mettono in rilievo fino a che punto Gesù è uomo.
Non possiamo confondere il mistero della incarnazione con una semplice apparizione di Dio, una teofania passeggera come ce ne presenta l’Antico Testamento, in cui Dio, per parlare all’uomo, assume una forma umana.
Il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, fattosi carne Lui stesso, è venuto ad abitare sulla terra degli uomini, è entrato nella storia del mondo come l’Uomo perfetto, assumendo questa storia e ricapitolandola in sé. Il Vaticano II afferma: «Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo...» (GS 22). Può sembrare strano, ma anche oggi molti cristiani non hanno capito a sufficienza che «il figlio di Maria» è veramente uomo, uomo che nasce a Betlemme, che sarà bambino, avrà fame, avrà sete, sarà soggetto a fatica, avrà compassione, proverà gioia. Inconsciamente costoro oppongono troppo in Cristo divinità e umanità, come se si trattasse di due realtà antagoniste, come se dovessimo credere che è uomo nonostante la sua divinità, mentre proprio a causa della sua divinità è più pienamente uomo e nessuno è mai stato uomo come lui.
«Gesù ha fame e sete (Mt 4,2; 21,18; Gv 4,7; 19,28), è soggetto alla fatica (Gv 4,6), stringe amicizie, piange su Lazzaro (Gv 11,35), ha compassione delle folle (Mt 10,36), o è pieno di gioia davanti alle realizzazioni dell’amore del Padre (Lc 10,21). Avvicina gli uomini con una semplicità e una autorità sconvolgenti: i peccatori, gli ammalati, quelli che soffrono, trovano in lui la comprensione che cercano e, insieme, l’appello energico che li converte. Si decide, giorno dopo giorno, per la missione affidatagli dal Padre: dalla tentazione nel deserto fino alla suprema decisione dell’Orto degli ulivi, dove cogliamo la profondità umana sia delle sue sofferenze sia del suo attaccamento al Padre e alla sua volontà» (J. Suenens).
Cristo, figlio di Maria e figlio di Dio, è entrato nella nostra storia, nel destino umano così pieno di lotte, prove, speranze, e vi rimane: egli è il «Dio con noi».

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 20 dicembre al 27 dicembre 2009

lunedì 21 dicembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 22 dicembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale: confessioni per tutti i ragazzi e scambio di auguri in Oratorio.

mercoledì 23 dicembre
· Al termine della S. Messa serale, alle ore 18.45, Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione: saranno presenti alcuni sacerdoti per accogliere le nostre confessioni.

giovedì 24 dicembre
· Ore 24.00, S. Messa della notte di Natale.
· La Chiesa apre alle ore 23.30.

venerdì 25 dicembre
NATALE DEL SIGNORE

L’orario delle Ss. Messe è quello Festivo.

sabato 26 dicembre
Festa di S. Stefano, primo martire
· L’orario delle Ss. Messe è quello Festivo.

domenica 27
dicembre Domenica della S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe


Libro su P. Gabriele e “Parrocchia Racconta”

Sono disponibili, in Sacrestia, un libretto commemorativo su P. Gabriele, mentre sul tavolo della stampa, l’ultimo numero del giornalino “Parrocchia Racconta”.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

Cambio Orario

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 20 dicembre al 27 dicembre 2009

domenica 20 dicembre
ore 8.30 - def.to Giacomo Beccari
- def.ta Sandra Ferin
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Isa Santese
ore 11.30 - def.ta Maria Furlani
ore 18.00 - def.to Alessandro Fornasier

lunedì 21 dicembre
ore 7.00 - Per le Anime del Purgatorio
ore 9.00 - def.ti Claudio, Guglielmina e Antonio
ore 18.00 - def.to Biagio Zingale

martedì 22 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.ti Ottavio e Andrea Querzola
ore 18.00 - def.ta Maria Scherl (obitus)

mercoledì 23 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.ta Linda Zoch
ore 18.00 - def.ti Ada e Aldo Longagnani

giovedì 24 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.ti Laura e Pasquale Zilio
ore 24.00 - Per l’assemblea

venerdì 25 dicembre
ore 8.30 - def.to Corrado Scaglia
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 18.00 - def.ti Liliana, Alvise e Maria

sabato 26 dicembre
ore 8.30 - def.ti Vittorio e Luigi Coronica
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ti Anita e Guido Cociani
ore 11.30 - def.to Antonio Onofrio
ore 18.00 - def.to Adriano

domenica 27 dicembre
ore 8.30 - def.to Padre Venanzio
ore 10.00 - Per l’assemblea /def.ti Luigi e Maristella Zaccariotto
ore 11.30 - def.ti Novella e Ferruccio
ore 18.00 - Secondo l’intenzione dell’Offerente

domenica 13 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 13/12/2009

DOMENICA 13 DICEMBRE 2009
Domenica III del tempo di Avvento - III Settimana del Salterio
Letture: Sof 3,14-18a; Is 12,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18

Rallegratevi: il Signore è Vicino

Mentre il paese è nella massima miseria morale, Sofonia proclama il suo messaggio e predica al popolo drammi dolorosi a cui sfuggirà solo un piccolo resto. Tuttavia annuncia anche giorni migliori per Gerusalemme. E Dio che si rivela, si fa presente e preserva il popolo dalla guerra; è lui che, col suo amore, permette all’alleanza di riprendere nuovo vigore. Anche san Paolo conferma questa realtà ed esorta a saper leggere negli avvenimenti questa presenza di Dio. Egli, prigioniero, ha ricevuto il soccorso di Dio e quello dei cristiani di Filippi, e perfino una vaga promessa di liberazione. La vicinanza del Signore è una presenza di Dio nella vita cristiana di ogni giorno, fino al compiersi della Parusìa. Vivendo in questa vicinanza, il cristiano vive nella calma, nella pace, nella preghiera, nella gioia. Questa vicinanza di Dio rende il cristiano aperto e solidale con tutto ciò che i suoi fratelli, gli uomini, fanno di buono e di sincero (v. 8). Egli non si rinchiude in una morale tutta sua, e sa invece fare sue le virtù proprie di una generazione, gli slanci propri di una mentalità, i valori inseriti nei modi di pensare. Vedere ed apprezzare tutto ciò che vi è di buono negli altri, con uno sguardo e con un giudizio positivi, è l’altro aspetto dell’ottimismo che viene dalla certezza di vivere con Dio. L’apertura agli altri dipende sempre dalla comunione gioiosa e personale con Dio. Se il Signore è tra noi, se è così vicino, noi «che cosa dobbiamo fare?». Alle tre categorie di persone che incontra (folla, pubblicani, soldati), Giovanni impone un comportamento preciso in segno di conversione: non fare dell’egoismo il criterio del proprio agire, non approfittare del mestiere o della professione per arricchirsi ingiustamente. Qui i segni di conversione sono elementari e si è ancora lontani dal discorso della montagna. Ma il non fare del proprio «io» la ragion d’essere della propria vita è già un segno sufficiente di conversione al Regno, è un inizio. Il fatto di avere nei cieli un Padre comune che ci ama e che possiamo incontrare, non può non essere una sorgente di gioia per i cristiani: una gioia che va comunicata, riversata sui fratelli. Troppi hanno trasformato il cristianesimo in musoneria, troppi soffocano tra gli sbadigli l’assemblea eucaristica. Questa nostra era, eccessivamente problematica, ha deteriorato il gusto della festività e della fantasia. Celebriamo ancora delle feste, ma mancano spesso di brio e di emozione. Anche le feste più tradizionali hanno qualcosa di vacuo e frenetico. Sembriamo ansiosamente, perfino ossessivamente decisi a divertirci, ma sotto la superficie avvertiamo la mancanza di qualcosa di autentico. Anche la nostra fantasia è diventata anemica: cinema e televisione hanno malamente surrogato i nostri sogni. Per sua natura l’uomo è una creatura che non soltanto lavora e pensa, ma canta, danza, prega, racconta, celebra. Insieme, festività e fantasia permettono all’uomo di sperimentare il presente in modo più ricco, gioioso e creativo. Il Dio che continuamente «viene» è colui che dà inizio alla «festa» e ne costituisce la ragione ultima. Oggi stiamo forse assistendo ad una rinascita di queste facoltà che l’èra della industrializzazione aveva mortificato; anche nelle chiese il canto, il colore, il movimento e nuove forme di musica sottolineano la riscoperta di altri elementi della celebrazione.
Sono parole di una donna che consuma la sua vita per gli altri, i più poveri del mondo. «La gioia è preghiera, la gioia è fortezza, la gioia è amore, la gioia è una rete d’amore, con la quale voi potete arrivare alle anime. Dio ama chi dona con gioia. Dona di più chi dona con gioia. La miglior via per mostrare la nostra gratitudine a Dio e alla gente è di accettare tutte le cose con gioia. Un cuore contento è il risultato normale di un cuore che brucia d’amore. Non lasciate entrare in voi nulla di triste che possa farvi dimenticare la gioia di Cristo Risorto.
Tutti aneliamo al cielo dove abita Dio, ma noi abbiamo in nostro potere di stare in cielo con lui anche adesso, di essere felici con lui in questo preciso momento. Ma l’essere felici con lui adesso significa: amare come ama lui, aiutare come aiuta lui, dare come dà lui, servire come serve lui, salvare come salva lui, stare ventiquattro ore con lui, raggiungere lui nel suo doloroso travestimento» (Madre Teresa di Calcutta).

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 13 dicembre al 20 dicembre 2009

lunedì 14 dicembre
· Ore 15.30, “Pomeriggio Insieme” per gli anziani in Oratorio.

martedì 15 dicembre
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 16 dicembre
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

giovedì 17 dicembre
· Ore 16.00, incontro dell’Azione Cattolica Parrocchiale.
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.

venerdì 18 dicembre
· Ore 18.45, incontro in preparazione alla Missione Parrocchiale con Padre Federico.

sabato 19 dicembre
· Tanti auguri a Padre Dario nel giorno del suo onomastico.

domenica 20 dicembre
· Nel pomeriggio, in Cripta, incontro di preghiera dell’Azione Cattolica Diocesana.

Mercatino di Beneficienza

Tutti i giorni feriali (9.00 - 12.00 e 16.00 - 18.00) e festivi (9.00 - 13.00), è aperto, presso il Salone dell’Oratorio, un mercatino di beneficienza. Il Ricavato andrà a beneficio della S. Vincenzo Parrocchiale e per alcuni lavori dello stesso Oratorio.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.


A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

Fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 13 dicembre al 20 dicembre 2009

domenica 13 dicembre
ore 8.30 - def.to Rolando Scaglia
- def.ta Lucia Piccini
ore 10.00 - Per l’assemblea
- def.to Roberto Vascotto e Telesforo Giannini
ore 11.30 - def.ti Natalia e Marco Koslovich
ore 18.00 - def.ta Maria Di Simone

lunedì 14 dicembre
ore 7.00 - def.ta Mafalda
ore 9.00 - def.ti Lucia e Antonio Rosier
ore 18.00 - def.ti Albino e Fabio

martedì 15 dicembre
ore 7.00 - def.ta Maria Scaglia
ore 9.00 - def.to Nello Milocchi
ore 18.00 - def.ta Alma Ermanis (obitus)

mercoledì 16 dicembre
ore 7.00 - def.ta Gisella Scherl
ore 9.00 - def.ta Maria Pieri
ore 18.00 - def.ti Iso e Angelo Tassi

giovedì 17 dicembre
ore 7.00 - def.to Massimo Del Neri
ore 9.00 - def.ti Spartaco e Marino Auteri
ore 18.00 - def.ta Francesca

venerdì 18 dicembre
ore 7.00 -
ore 9.00 - def.ti Marcella e Pio Pozzecco
ore 18.00 - def.to Natale Mersini (obitus)

sabato 19 dicembre
ore 7.00 - def.to Padre Valentino e familiari
ore 9.00 - def.to Flavio Laudato
ore 18.00 - def.ta Liana Mirarchi

domenica 20 dicembre
ore 8.30 - def.to Giacomo Beccari
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.ta Isa Santese
ore 11.30 - def.ta Maria Furlani
ore 18.00 - def.to Alessandro Fornasier

martedì 8 dicembre 2009

Famiglia Parrocchiale 06/12/2009

DOMENICA 6 DICEMBRE 2009
Domenica II del tempo di Avvento - II Settimana del Salterio
Letture: Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6,8-11; Lc 3,1-6
Solennità dell’Immacolata Concezione
Letture: Gn 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38


Ogni uomo incontrerà il Dio che salva

L’Avvento è tempo di conversione, tempo per preparare la via del Signore, per raddrizzare i sentieri perché il regno di Dio venga. L’uomo moderno non è molto attento al tema della conversione a Dio. Di fronte alle gravi sfide che gli si impongono (fame, ignoranza, guerra, ingiustizia) mobilita tutte le sue energie, abbandona anche le vie della comodità, si impone una conversione quotidiana; la conversione dell’uomo a se stesso. Ma la conversione a Dio come disponibilità radicale a Lui e rinuncia totale a se stessi, lo lascia insensibile o anche ostile perché lo rimanda alla sua debolezza e sembra distoglierlo dai suoi compiti reali. Il cristiano è consapevole di dover contribuire alla realizzazione del disegno di Dio che ha affidato l’universo alle mani operose dell’uomo, e alla soluzione dei problemi del mondo, collaborando all’opera di creazione e dando il meglio di se stesso. Ma, in tutto ciò, dove si trova la conversione a Dio? Se i cristiani perdono il senso della conversione a Dio, e se il cristianesimo presenta soltanto il volto di un umanesimo senza dimensione religiosa si priva il mondo di un dono divino. Con Giovanni Battista, il Precursore, Dio sta per visitare il suo popolo. La voce severa che grida nel deserto ci prepara al giudizio di Dio non con atti puramente esterni e rituali ma con la conversione del cuore. Gesù continuerà in questa linea di conversione: l’opzione per il Regno vorrà dire spogliamento di sé, rinuncia ad ogni forma di orgoglio, disponibilità agli impulsi dello Spirito, obbedienza. L’uomo che vorrà seguire Gesù, l’uomo che vuol vedere «la salvezza di Dio», è chiamato a fare il vuoto in sé, e a perdersi in qualche modo. Una simile conversione religiosa è accessibile ad ogni uomo, di qualunque condizione sociale o spirituale; non è legata concretamente a nessuna pratica penitenziale anche se tende ad esprimersi in azioni significative, ed è proposta a tutti gli uomini, poiché tutti sono peccatori, e Gesù stesso dichiara di essere venuto solo per i peccatori. E’ un cambio radicale della mentalità e degli atteggiamenti profondi, che si manifesta in azioni nuove e in una vita nuova: è una disponibilità totale a servizio dell’amore di Dio e degli uomini. Per questo Paolo chiede che i Filippesi possano «distinguere sempre il meglio», «essere integri per il giorno di Cristo» e ricolmi di «frutti di giustizia». Il regno di Dio è dunque in cammino: nessuno potrà arrestarlo... Il giudizio di Dio sta su di noi come la scure sta alla radice dell’albero. Spetta ai singoli far sì che si tratti di un giudizio di conversione o di un irrimediabile indurimento.

Immacolata Concezione: Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo
Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall'uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall'alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta. Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl'inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata. O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria. Dio dunque è il padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene. Davvero con te è il signore che volle che tutte le creature, e lui stesso insieme, dovessero tanto a te.


AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 6 dicembre al 13 dicembre 2009


mercoledì 9 dicembre
· Ore 16.30, in Chiesa, catechismo parrocchiale.
· Al termine della S. Messa serale, catechesi per giovani e adulti, sul Vangelo di S. Giovanni, tenuta dal parroco.

giovedì 10 dicembre
· Dopo la S. Messa serale, adorazione del Ss. Sacramento.

sabato 12 dicembre
· Ore 16.00, in Chiesa, incontro di preghiera, animato dai ragazzi del catechismo, insieme alle loro famiglie, come momento di preparazione spirituale al Natale.

Mercatino di Beneficienza

Tutti i giorni feriali (9.00 - 12.00 e 16.00 - 18.00) e festivi (9.00 - 13.00), è aperto, presso il Salone dell’Oratorio, un mercatino di beneficienza. Il Ricavato andrà a beneficio della S. Vincenzo Parrocchiale e per alcuni lavori dello stesso Oratorio.

Concorso Presepi

Da lunedì 28 dicembre al 6 gennaio, sarà allestita in Oratorio una mostra di presepi. Siete tutti invitati a realizzarli e portarli poi in Oratorio per la mostra. Il tema è: “I 40 anni della nostra parrocchia”.

A partire dal 2 gennaio 2010, l’orario delle Ss. Messe feriali e il modo di ricordare i nostri cari defunti nella S. Messa subirà qualche variazione. Potete trovare tutte le informazioni necessarie sui fogli posti sul tavolo della stampa.

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 6 dicembre al 13 dicembre 2009

mercoledì 9 dicembre
ore 7.00 - def.to Oddone
ore 9.00 - def.ta Fines Terranino
ore 18.00 - def.ti Angela e Salvatore Pede

giovedì 10 dicembre
ore 7.00 - def.ta Bianca Bendagli
ore 9.00 - def.te Caterina e Giuseppina Drioni
ore 18.00 - def.to Paolo Perosa

venerdì 11 dicembre
ore 7.00 - def.ta Bruna Peresan
ore 9.00 - def.ti Carmela, Giuseppe e Guido Zorzet
ore 18.00 -

sabato 12 dicembre
ore 7.00 - def.ti Eugenio, Elisabetta e Silvana
ore 9.00 - def.ta Lucia
ore 18.00 - def.te Sabina e Fernanda Bastiani

domenica 13 dicembre
ore 8.30 - def.to Rolando Scaglia
- def.ta Lucia Piccini
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Roberto Vascotto
ore 11.30 - def.ti Natalia e Marco Koslovich
ore 18.00 - def.ta Maria Di Simone