Immagine della Madonna del Mare

Immagine della Madonna del Mare

sabato 28 marzo 2009

FAMIGLIA PARROCCHIALE del 29-03-2009

DOMENICA 29 MARZO 2009
Domenica V° del Tempo di Quaresima - I° settimana del Salterio
Letture: Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33



Scoprire il volto di Cristo

Con una metafora Gesù spiega il contenuto e il significato dell' «ora» che ormai incombe sulla sua vita: come il chicco di grano egli deve morire perché tutti abbiano la possibilità di entrare in comunione di vita con il Padre. È la logica che permea l'esistenza cristiana: incontrare Gesù implica seguirlo in una scelta di vita che si fa dono per gli altri.
C'è chi pensa che la fede sia una garanzia, una specie di polizza di assicurazione contro gli infortuni della vita, una dottrina che insegna a «comportarsi bene» e a non far male a nessuno. Gesù presenta un quadro radicalmente diverso e una legge molto più esigente: essere cristiani implica seguire Gesù... Che significano infatti quelle parole paradossali: «Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna»? Chi si aggrappa al proprio egoismo e alle illusioni umane (potere, successo, sensualità...), conoscerà un'esistenza sterile, chiusa. Chi invece sa dimenticare se stesso e offrire con amore la propria vita, se la ritroverà in pienezza. Il valore di una persona è legato a ciò che dona.
La prospettiva della gloria e della pienezza della vita non toglie nulla alla drammaticità della croce.
L'ora segnata dal Padre e liberamente accolta da Gesù è anche l'ora della sofferenza che egli non vive in modo imperturbabile. Il progetto omicida del potere che Gesù intravede con sempre maggiore lucidità, produce un profondo turbamento nel suo animo (vangelo e seconda lettura) insieme alla tentazione di sottrarsi a una morte disumana e infamante.
Tuttavia si affida senza riserve all'amore del Padre, con un gesto di totale abbandono che è donazione libera e perciò feconda di vita. Il frutto che scaturisce dall'offerta incondizionata di Gesù è il pieno compimento della promessa divina espressa dal profeta Geremia (prima lettura): la nuova alleanza. Nuova perché il rapporto di comunione che Dio stabilisce con l'uomo è senza precedenti, non è condizionato alla fedeltà dell'uomo, ma unicamente fondato sulla gratuita iniziativa di Dio. Il vincolo di amore che Dio aveva da sempre progettato finalmente si realizza perché in Gesù l'umanità ha pronunciato il suo « sì » più pieno. «Un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzare» (Pregh. euc. della riconciliazione I), perché nel donarsi obbediente di Gesù si instaura una relazione di conoscenza e di amore così intima da togliere il peccato e da far coincidere volontà di Dio e volontà dell'uomo.
Se ieri era Filippo che portava a Cristo e questi al Padre, oggi la missione di indicare agli uomini di buona volontà il volto di Cristo tocca alla comunità dei redenti. Tocca a noi che, amando e credendo, cresciamo nell'amore di Dio e del prossimo, indicare dove Cristo è realmente presente: anzitutto tra noi e in noi, nella misura in cui ci amiamo e viviamo nell'amore (ma gli increduli, incontrandoci, vedono in noi la testimonianza dell'amore?); nella gerarchia che, se di Gesù continua la missione docente, di lui deve anche sempre più scoprire l'inebriante fortezza della povertà reale; nell'Eucaristia, dove il pane è il segno di una fraternità ritrovata davanti a un Corpo immolato per amore.«Vogliamo vedere Gesù»: è il grido inconsapevole del giovane drogato che cerca una salvezza nella illusione della droga; è il grido della ragazzina troppo presto vendutasi per un pezzo di pane o per l'ebbrezza di un'avventura più grande di lei; del disoccupato che cerca lavoro; del prete che vorrebbe lavorare senza troppe formalità; del vescovo e del papa che vorrebbero sentire attorno a sé il calore umano di un presbiterio che si riscopre luogo di comunione per un annuncio che non sia solo professionale, ma esistenziale.
La partecipazione all'Eucaristia è comunione al corpo e sangue del Cristo, è inserimento sempre più profondo in lui; il desiderio di «vedere il Signore» diventa così intima e gioiosa esperienza che fa esclamare: «Abbiamo visto il Signore!» (Gv 20,25).


AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 29 marzo al 5 aprile 2009


domenica 29 marzo
La notte tra sabato 28 e domenica 29 ci sarà il cambio dell’ora, da quella solare a quella legale. Gli orologi vanno spostati avanti di un’ora. L’unica variazione riguarda la S. Messa serale feriale, prefestiva e festiva: non più alle 18.00, ma alle ore 19.00.

martedì 31 marzo
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 1 aprile
· Dopo la S. Messa delle ore 19.00, catechesi tenuta dal parroco dal tema: In cammino con S. Paolo: la vita e gli scritti.


giovedì 2 aprile
· Al termine della S. Messa delle ore 19.00, esposizione e adorazione del Ss.mo Sacramento; si prega per le vocazioni.

venerdì 3 aprile
· Ore 20.00, celebrazione della Via Crucis per le strade della Parrocchia. Si inizia in chiesa, si percorre piazzale Rosmini e poi si sale per via Muzio. Si Svolta a destra per via Madonizza e poi ancora a destra per via Besenghi; si scende per la scalinata di via Revere e si conclude nuovamente in Chiesa.
· Invito le famiglie residenti lungo il percorso della Via Crucis, ad addobbare le proprie abitazioni con qualche cero o lumino.

domenica 5 aprile
Domenica delle Palme

· Ore 9.45, benedizione degli ulivi sul sagrato della Chiesa e processione attorno a Piazzale Rosmini. Segue la S. Messa.
· Ore 17.30, concerto in Chiesa. Verranno proposte delle musiche intervallate da alcune preghiere e letture di S. Francesco, che ci aiuteranno a riflettere, a pregare e ad entrare nel clima liturgico della Settimana Santa.

I rami d’ulivo che vengono distribuiti davanti alla Chiesa da persone incaricate dal parroco, non si devono pagare.
Solamente chi lo desidera, può fare un’offerta libera che verrà totalmente devoluta alla S. Vincenzo parrocchiale, a beneficio dei poveri della nostra comunità.

Altri “rivenditori” non hanno nulla a che vedere con la Parrocchia.

fra Andrea, parroco

Due X Due ruote



Il club “Trieste in Lambretta” e la parrocchia “Madonna del Mare” organizzano, per domenica 26 aprile, una gimkana su due ruote per i soci del Lambretta Club e per i bambini/ragazzi che frequentano la parrocchia con le loro biciclette. È un momento di festa e gioco per i ragazzi e le loro famiglie e anche l’occasione per un po’ di educazione stradale.
Dopo la S. Messa delle ore 10.00, nel cortile dell’Oratorio, verrà aperta l’esposizione delle moto e inizieranno le prove per i ragazzi con le loro bici. Ci sarà la possibilità di pranzare al sacco in Oratorio. Nel pomeriggio si concluderanno le prove e avverrà la premiazione. Tutte le informazioni le trovate nelle locandine in Chiesa e Oratorio. Le iscrizioni presso il parroco o Michele Pianigiani.

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 29 marzo al 5 aprile 2009

domenica 29 marzo
ore 8.30 - def.ta Iolanda Vidoni
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Livia Urlini
ore 19.00 - def.ta Carolina


lunedì 30 marzo
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.to Francesco Petrone
ore 19.00 - def.ta Annamaria Alessandri

martedì 31 marzo
ore 7.00 - def.to Ernesto Tirello
ore 9.00 - def.to Umberto Rossi
ore 19.00 - def.to Beniamino Antonini

mercoledì 1 aprile
ore 7.00 - def.to Ernesto Tirello
ore 9.00 - def.ta Novella Furlani
ore 19.00 - def.ta Mariella Marrone

giovedì 2 aprile
ore 7.00 - def.ti Giacomo, Carmela e Mario Dorgnach
ore 9.00 - def.ti Carlo e Cesarina
ore 19.00 - def.ta Maria Grazia (obitus)

venerdì 3 aprile
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.ti Agnese, Giuseppina e Arnaldo Malatesta
ore 19.00 - def.to Orazio
ore 20.00 - Via Crucis per le starde della Parrocchia


sabato 4 aprile
ore 7.00 - def.ti Gisella, Giuseppe e Vincenzo Torre
ore 9.00 - def.ta Caterina Petrone
ore 19.00 - def.ta Sibilla Lonza


domenica 5 aprile
ore 8.30 - def.to Nerone De Carli
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Luigia Petrone
ore 19.00 - def.to Giuliano Guastalla

sabato 21 marzo 2009

FAMIGLIA PARROCCHIALE del 22-03-2009

DOMENICA 22 MARZO 2009
Domenica IV° del Tempo di Quaresima - IV° settimana del Salterio
Letture: 2 Cr 36,14-16.19-23; Sal 136; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21


Salvati per amore

«Avere la vita eterna» non indica solo la promessa di una beatitudine dopo la vita terrena, ma la partecipazione alla vita divina già fin d'ora. Nel «dare», cioè nel consegnare il Figlio alla morte, il Padre manifesta la sua straordinaria passione per l'uomo: una verità questa, che ha ancora la forza di capovolgere le nostre visuali e, forse, di scandalizzare.
L'amore a Dio, contrariamente a quanto può sembrare, non è iniziativa nostra perché «non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati» (1 Gv 4,10). L'amore a Dio è frutto dell'amore preveniente di Dio. Un amore che non si coniuga con il pregiudizio di un Dio terribile che in passato può aver inquietato la coscienza di molti. D'altra parte, la proclamazione del Dio-amore può infastidire altri, perché sembra presentare un'immagine altrettanto deformata di un Dio remissivo e troppo accondiscendente nei confronti del peccato.
I testi liturgici proclamano che la storia è retta dall'iniziativa del Padre che a tutti offre la salvezza, sempre condizionata dall'accoglienza o dal rifiuto dei singoli. La salvezza è grazia immeritata, opera gratuita del Dio ricco di misericordia e di bontà (seconda lettura). L'eventuale chiusura produce l'autocondanna dell'uomo che, prigioniero della sua sterile sufficienza, rende inefficace il proposito di Dio. È emblematica la storia d'Israele (prima lettura): pur conoscendo la sollecitudine del suo Dio, si ostina nell'infedeltà. L'esilio, con la distruzione di ogni sicurezza, diventa situazione propizia al ravvedimento. La sorda autosufficienza del passato viene
smascherata dalle sue stesse conseguenze. Non ci sarebbe via d'uscita se il Signore, fedele al suo progetto, non riaprisse la storia al futuro prendendo l'iniziativa della liberazione e del ritorno in patria.
La nostra vicenda, personale e comunitaria, presenta sorprendenti analogie con la storia del passato e dei suoi protagonisti. L'uomo sembra perseguire unicamente i propri interessi, incapace di calcolare con coscienza critica la carica negativa delle proprie scelte. Anche il credente che respira questa atmosfera inquinata è spesso incapace di assecondare la forza liberatrice della parola di Dio, di leggere i segni, della fedeltà e della vicinanza di Dio. Alle prese con assillanti problemi quotidiani, scosso da continue tensioni sociali, testimone o complice di avvenimenti spesso tragici che avvelenano la convivenza, l'uomo sembra giustificato nella sua fuga da Dio, nella sua estraneità a una presenza e ad un amore che non sembrano mutare il corso della storia.
Eppure la fede continua a proclamare il suo «evangelo»: il Figlio di Dio innalzato sulla croce è il segno permanente di un amore fecondo di salvezza. Se il corso della storia non è cambiato in modo clamoroso, ne è però cambiato il senso. Nella morte di Cristo, offerta per amore e vissuta in comunione con Dio, il negativo è diventato positivo, la sconfitta è diventata vittoria e fonte di vita. Chi «guarda» al crocifisso con fede, chi adempie la volontà di Dio e si lascia determinare nel proprio comporta mento dalla logica di Cristo, rivela l'esatta dimensione della propria vita, illuminata e mossa dall'amore. Chiudersi alla proposta di Dio è rifiutare la luce e, dunque, ritrovarsi in una situazione di cecità, di non-senso, di autocondanna (vangelo).
«Il grande amore con il quale Dio ci ha amati» (seconda lettura) si è concretizzato per noi nella situazione nuova originata dal battesimo. In esso Dio ci ha raggiunti, rigenerati, ricreati in Cristo. Paolo non trova termini adeguati a descrivere la nuova condizione dei cristiani se non ricorrendo a espressioni composte: essi sono con-vivificati, con-risuscitati, con-glorificati in Cristo... È una perfetta identità di destino con Cristo. Divenuti segno vivente della misericordia del Padre, i battezzati sono chiamati a orientare la vita sempre più decisamente verso un amore che si maturi in gesti capaci di «raccontare» la potenza trasformante dell'amore.
Saranno sempre possibili momenti di fuga, di disorientamento, di complicità col male, ma chi si lascia illuminare dalla fede è in grado di giudicarli come insipienti e sterili ricerche di pienezza. La liturgia, consapevole della costituzionale fragilità del cuore umano, scioglie un'invocazione fiduciosa: «I nostri pensieri siano sempre conformi alla tua sapienza (o Padre) e possiamo amarti con cuore sincero» (oraz. dopo la comunione).

Preghiera per la Missione Parrocchiale

Sui banchi e sul tavolo della stampa si trova la preghiera in preparazione alla Missione Parrocchiale. Vi invito a recitarla da soli o in famiglia. Portatela ai malati, agli anziani e ai vostri vicini perché tutti formiamo una catena spirituale di preghiera in preparazione a questo momento di grazia così grande e importante per la vita della nostra parrocchia.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 22 marzo al 29 marzo 2009

martedì 24 marzo
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 25 marzo
Solennità dell’Annunciazione del Signore
· Dopo la S. Messa delle ore 18.00, catechesi tenuta dal parroco dal tema: In cammino con S. Paolo: la vita e gli scritti.

giovedì 26 marzo
· Al termine della S. Messa delle ore 18.00, esposizione e adorazione del Ss.mo Sacramento; si prega per le vocazioni.

venerdì 27 marzo
· Ore 18.00, celebrazione della Via Crucis.
· Ore 19.30, in Oratorio, Cena della Carità: la parrocchia offre un piatto di pasta e un frutto e si lascia il corrispettivo di una cena alla S. Vincenzo, a favore dei poveri della parrocchia.

Domenica 29 marzo
· Pellegrinaggio quaresimale a Chiampo. La partenza è prevista per le ore 7.00 da P.le Rosmini. Quota di partecipazione, Euro 40,00, comprensiva di viaggio in pullman e pranzo in ristorante. Iscrizioni in sacrestia.

Quaresima 2009

Lo slogan di questa quaresima, “Sobrietà di Vita, ricchezza di spirito”, ci invita a tre atteggiamenti concreti da vivere e mettere in pratica, secondo quanto ci è stato proposto il Mercoledì delle Ceneri: Digiuno: possiamo rinunciare a qualcosa per aiutare chi ha veramente fame; Elemosina: possiamo fare delle scelte etiche e solidali; Preghiera: possiamo più intensamente partecipare alla vita di preghiera della parrocchia e condividendo le suppliche e le preghiere.

Cambio dell’ora

La notte tra sabato 28 e domenica 29 ci sarà il cambio dell’ora, da quella solare a quella legale. L’unico cambiamento che circa gli orari delle celebrazioni , riguarda solamente la S. Messa serale, sia feriale, che prefestiva e festiva: non più alle ore 18.00, ma alle ore 19.00.

fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 22 marzo al 29 marzo 2009


domenica 22 marzo
ore 8.30 - def.ta Teresa De Vescovi
- def.to Ermanno Parovel
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Raffaella Petrone
ore 18.00 - def.ti Ondina e Nicola Tedeschi

lunedì 23 marzo
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.ti Emilio e Flora
ore 18.00 - def.to Luigi Copetti

martedì 24 marzo
ore 7.00 - def.ta Novella Carpenetti
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.to Claudio Furlan
ore 18.00 - def.ti Sonia e Duilio De Polo

mercoledì 25 marzo
ore 7.00 - def.to Corrado Scaglia
- def.to Andrea Morici
ore 9.00 - def.ta Firmina Suzzi
ore 18.00 -

giovedì 26 marzo
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.to Antonio Servello
ore 18.00 - def.ta Giulietta Pestelli

venerdì 27 marzo
ore 7.00 - def.ta Rosetta Modica
ore 9.00 - def.to Sergio Terranino
ore 18.00 - Via Crucis

sabato 28 marzo
ore 7.00 - def.to Claudio
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.to Salvatore
ore 18.00 - def.ta Antonio Servello

domenica 29 marzo
ore 8.30 - def.ta Iolanda Vidoni
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Livia Urlini
ore 19.00 - def.ta Carolina

Via Crucis del 20 marzo 2009

Mi inchino con riverenza di fronte al sacrificio di questi umili e validi collaboratori della vigna del Signore, nelle loro città, e soprattutto nei loro villaggi, ai quali è stato concesso non solo di credere nel Vangelo e di proclamarlo, ma sono arrivati a versare il loro sangue a servizio della Parola di vita.
Giovanni Paolo II

VIA CRUCIS
per la XVII giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri

in catene per Cristo,
liberi di amare


PREGHIERA INTRODUTTIVA

Signore Gesù,
sul sentiero della speranza,
da duemila anni,
il tuo amore, come un’onda,
ha avvolto tanti pellegrini.
Essi ti hanno amato di un amore palpitante,
con i loro pensieri, le loro parole, le ore azioni.
Ti hanno amato con un cuore
più forte della sofferenza e anche della morte.
Essi sono stati nel mondo
la tua parola.
La loro vita è stata
una rivoluzione
che ha rinnovato il volto
della Chiesa.

Cardinale F.X.N. Van Thuan

I stazione
Gesù è condannato a morte

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Luca 23,23 25
Insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.


Dalla testimonianza di Adamo Arakawa,
martire Giapponese

Mi chiedi di voltare le spalle al mio Dio? Mi suggerisci di fare un affronto così vile al mio Dio? Benché sia l’ordine dello shogun, questo proprio non lo posso accettare. La mia speranza non poggia sulla chiesa fatta di pietre o di mattoni, né sui sacerdoti che non possono sfuggire alle vicissitudini dei tempi, e neppure su altri motivi terreni. Io pongo la mia speranza unicamente in Dio.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per tutte le persone imprigionate e discriminate a causa della propria fede.
• Per tutti coloro ai quali è negato il diritto di esprimere le proprie idee.
• Per i governanti perché comprendano che la condanna a morte non è il modo giusto per eliminare alcuna forma di criminalità.

II stazione
Gesù è caricato della croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Matteo 27,28 31
Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto e, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano "Salve, re dei Giudei!". Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo schernito, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.


Dalla testimonianza di Giovanni Liao Shouji,
cattolico cinese per ventidue anni in prigione

Le cattive condizioni di vita del campo di lavoro peggiorarono la mia salute e mi fecero soffrire sempre di più. Pian piano deterioravo, finché fui mandato dal medico del campo. Mi diedero allora la possibilità di scegliere un lavoro più leggero, ed iniziai ad aiutare il cuoco. Ma anche questa mansione era troppo pesante per me, perché comportava il trasporto dell’acqua da lontano, su e giù dalla collina più di cinquanta volte al giorno, con due secchi pieni d’acqua del peso di 50 chili. Ogni giorno la vita diventava più insopportabile e potevo solo sottomettermi alla volontà della divina Provvidenza.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per i governi, affinché possano difendere sempre più i diritti dei lavoratori.
• Per i cristiani, affinché con il loro stile di vita evangelico possano contribuire a denunciare gli ambienti di lavoro deleteri per la dignità della donna e dell’uomo.
• Per i datori di lavoro, affinché assumano sempre più una deontologia professionale in grado di tutelare i lavoratori.


III stazione
Gesù cade la prima volta

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei 2,18; 12,2
Proprio per essere stato messo alla prova e aver sofferto personalmente, egli è in grado dì venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore.


Dalla testimonianza di Reyes Us Hernàndez,
catechista ucciso in Guatemala

Desidero che i miei figli studino, che si laureino, che raggiungano qualche traguardo e non rimangano come me! Come facciamo noi a lasciare qualcosa di meglio ai nostri figli e alle nostre comunità, se non con l’esempio e il sacrificio? […] Io sono perseguitato e forse arriverà il giorno in cui mi uccideranno; ma il giorno in cui mi uccideranno, io voglio che voi aiutiate la mamma e dovete anche lottare, perché quello che io desidero per la gente è il suo bene. Io non sto facendo nessun danno alla gente.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per i cristiani perseguitati, affinché non ricambino la violenza subita con altra violenza.
• Per le famiglie, affinchè siano capaci di recuperare il loro importante ruolo nella società.
• Per tutti coloro che sono schiacciati dal peso della croce perché trovino in Cristo la forza per continuare a servirti.

IV stazione
Gesù incontra sua madre

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Luca 2,34-35
Simeone lì benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".


Dalla testimonianza del cardinale Van Thuan,
per tredici anni in prigione

Offro tutto nelle mani dell’Immacolata, pregando di distribuire grazie a tutti quanti ne hanno bisogno nella Chiesa. [...] In quell'abisso della mia debolezza, fisica e mentale, ho ricevuto la Grazia della Madonna. Non potevo più celebrare, ma ho recitato centinaia di volte l'Ave Maria, e la Madonna mi ha dato la forza di essere unito a Gesù inchiodato sulla Croce: ho sentito come Gesù abbia potuto salvare l'Umanità, lì, solo sulla Croce, nell'immobilità assoluta.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per la Chiesa, affinché come Maria possa essere madre e maestra per coloro che si avvicinano a Cristo Gesù.
• Per tutti coloro che offrono la loro vita per gli altri perché la loro attività sia sempre spinta dallo Spirito Santo.
• Per il dialogo con l’Islam, affinché Maria possa essere un punto di riferimento capace di farci progredire nell’incontro.





V stazione
Gesù è aiutato dal Cireneo

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Marco 15,20 21
Lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.


Dalla testimonianza di Julio Q. Quezada,
assistente sociale della Caritas ucciso in Guatemala

Sembra che in questo Paese non si possa fare nulla per il prossimo senza essere puniti. Chi fa il bene, chi si preoccupa per il prossimo, chi cerca di dare una risposta, anche la più piccola, alle grandi necessità del popolo di Dio, merita la morte: è considerato come una persona che non merita di vivere. A questo siamo arrivati nella nostra patria. C’è ancora gente che pensa di mantenere i propri privilegi assassinando coloro che si sforzano di aiutare il popolo a uscire dalla miseria, dall’emarginazione, dall’analfabetismo, dalla fame e dalla disperazione.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per i popoli sottomessi al giogo dell’economia che stritola e uccide.
• Per i Paesi economicamente influenti, affinché prendano coscienza del peso che infliggono sui popoli poveri.
• Per i governanti che hanno accettato di aiutare i paesi più poveri: perché il loro impegno non resti solo una promessa.

VI stazione
La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal libro del Profeta Isaia 53,2 3
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.


Dalla testimonianza del Cardinale Van Thuan

I capi della prigione cambiano le guardie ogni due settimane, perché non siano convertiti da me. In seguito hanno deciso di non cambiarli più, altrimenti tutti sarebbero stati convertiti! All’inizio le guardie non parlano con me, rispondono solo si e no. È veramente triste; voglio essere gentile, cortese con loro, ma è impossibile, evitano di parlare con me. Una notte mi viene un pensiero: Francesco tu sei ancora molto ricco. Tu hai l’amore di Cristo nel cuore. Ama loro come Gesù ti ha amato. L’indomani ho cominciato ad amarli, ad amare Gesù in loro, sorridendo. Scambiando parole gentili. Comincio a raccontare storie sui miei viaggi. Questo ha stimolato la loro curiosità e li ha spinti a domandarmi moltissime cose. L’atmosfera della prigione è molto cambiata, la qualità delle nostre relazioni è molto migliorata.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per la Chiesa, affinché, sotto l’azione dello Spirito Santo, favorisca l’incontro dei popoli con Cristo Gesù.
• Per tutti gli schiavi, specialmente per i più piccoli, affinché trovino nel volto di Gesù un amico e un compagno di viaggio.
• Perché chi aiuta il prossimo sia non l’eccezione, ma la regola che contraddistingua il nostro tempo.


VII stazione
Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dalla Prima Lettera di Pietro Apostolo 2,23 24
Insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia.


Dalla Testimonianza di p. Pietro Cui Xingang,
sacerdote cinese

Tutti sappiamo che la prigione è un luogo orribile, ma le condizioni di vita in una prigione cinese sono così terribili che non si possono descrivere. Non riuscivo ad accettare questa situazione, non ho mai fatto del male nella mia vita, vivere con dei criminali ed essere trattato come loro mi causava grande dolore. Poi mi sono calmato e ho riflettuto sulla mia vocazione e la mia vita. Nella preghiera pensando alla parola di Dio ho trovato la risposta e un modo molto bello per reagire.
Con la pace nel cuore con la comunione ho accettato pienamente e gioiosamente il dolore della prigione. Il mio cammino era il cammino che Gesù aveva percorso.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per tutti i cristiani che in Cina e in altri Paesi sono costretti a professare in segreto la fede in Gesù Cristo.
• Per quanti vengono condannati al carcere, perché abbiano la forza di rialzarsi e di convertire il proprio cuore all’amore.
• Per i governanti, affinché possano trovare giuste soluzioni per porre fine alle discriminazioni religiose.

VIII stazione
Gesù incontra le pie donne

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Luca 23,27 29
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato".


Dalla testimonianza di Maria Meja,
aderente dell’Azione Cattolica, uccisa in Guatemala

Anche le donne hanno diritti non solo gli uomini. Io non ho fatto nulla di male, insegno solamente alle mie donne come difendere i loro diritti. Se io me ne vado, esse rimarranno sole… sto facendo il mio lavoro. Se vogliono uccidermi, che mi uccidano, non ho paura della morte, perché quello che sto facendo è buono per la gente. Dio è colui che giudica il nostro agire, non gli uomini.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per la Chiesa e le autorità civili affinché possano estirpare la piaga della prostituzione.
• Per le donne sfruttate, affinché non perdano mai la speranza di una vera liberazione.
• Per i cristiani affinché non alimentino il mercato della prostituzione.

IX stazione
Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal libro del Profeta Isaia 53, 5 6.10
Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.


Dalla testimonianza di Annalena Tonelli,
missionaria uccisa in Somalia

La vita è sperare sempre, sperare contro ogni speranza, buttarsi alle spalle le nostre miserie, non guardare alle miserie degli altri, credere che DIO c’è e che LUI è un DIO d’amore. Nulla ci turbi e sempre avanti con DIO. Forse non è facile, anzi può essere un’impresa titanica credere così. Perché io e non tu? Perché io e non lei, non lui, non loro? Eppure la vita ha senso solo se si ama. Nulla ha senso al di fuori dell’amore. La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell’uomo, la sua perversità, la sua crudeltà, la sua iniquità. E ne sono uscita con una convinzione incrollabile che ciò che conta è solo amare.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per la Chiesa, affinché resti fedele nella sua missione in favore dei più deboli.
• Per i cristiani, affinché siano sempre solidali con i fedeli di altre religioni.
• Per la Terra Santa, affinché ebrei, musulmani e cristiani possano trovare sentieri di pace.

X stazione
Gesù è spogliato delle vesti

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Matteo 27,33 36
Giunti in un luogo detto Gòlgota, che significa “Luogo del cranio”, gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.


Dalla testimonianza di Suor Clara Laslau,
prigioniera nelle carceri della Romania

Quando mi tolsero gli occhiali, un ufficiale era seduto al suo tavolo e scriveva; accanto a lui vi erano due soldati. L'ufficiale mi gridò: “Spogliati”. “Sono religiosa, non posso togliermi il vestito davanti ad estranei”. Egli bestemmiava e gridava: “Levati quel vestito”. Non potevo sentire quelle urla e quelle bestemmie. Mi levai il velo e lo baciai. L'ufficiale seguitava a ridere e a vomitare bestemmie. Pensai all'umiliazione di Gesù spogliato delle sue vesti. Tolsi il vestito religioso e rimasi con la gonna e una camicia con le maniche corte. Era già passata mezzanotte e mi interrogarono fino al mattino. In quella notte del 19 luglio avevano arrestato noi della nunziatura e tutti i fratelli della cattedrale. Fu una notte tremenda: in ogni parrocchia avevano arrestato qualcuno. Mi assicuravano che mi avrebbero concesso subito la libertà, se avessi rinunciato alla vita religiosa. Risposi: “Ho già fatto i voti perpetui al Signore e non a un semplice mortale”.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per tutti i cristiani, affinché si impegnino a vivere nella quotidianità gli insegnamenti del Vangelo.
• Per le persone spogliate della propria dignità, affinché trovino il conforto e la speranza.
• Per quanti vedono negati i propri diritti: perché scelgano la via della giustizia e della legalità per riaffermali.

XI stazione
Gesù è crocifisso

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo


LETTURA

Dal Vangelo secondo Marco 15,25 27
Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della condanna diceva: “Il re dei Giudei”. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.


Dalla testimonianza del Cardinale Van Thuan

Con tre gocce di vino e una goccia d’acqua nel palmo della mano, celebro la mia messa. Sulla nave ho celebrato nella notte e comunicato i prigionieri intorno a me. Nel campo di rieducazione siamo divisi in gruppi da 50 persone; dormiamo su un letto comune, ciascuno ha diritto a 50cm. Ci siamo arrangiati in modo che ci siano cinque cattolici con me. Alle 21.30 bisogna spegnere la luce e tutti devono dormire. Mi curvo sul letto per celebrare la Messa, a memoria, e distribuisco la comunione passando la mano sotto la zanzariera. Fabbrichiamo pacchettini con la carta dei pacchetti di sigarette, per conservare il Santissimo Sacramento. Gesù eucaristico è sempre con me nella tasca della camicia.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per i cristiani affinché trovino l’unità nella fede attorno alla celebrazione dell’Eucaristia.
• Per i missionari e le missionarie, affinché l’Eucaristia sia sempre fonte della loro testimonianza.
• Per i fedeli di tutte le religioni affinché possano vivere in pace e possano celebrare i propri riti senza essere perseguitati e discriminati.


XII stazione
Gesù muore sulla croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Luca 23,44 46
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio di squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, spirò.


Dalla testimonianza del Cardinale Van Thuan

Le guardie poco a poco mi capirono. Diventammo amici. Mi aiutarono. Mi permisero di tagliare un pezzo di legno in forma di Croce. Lo nascosi nel sapone. Mi tagliai un pezzo piccolo piccolo di filo elettrico. Mi prestarono due piccole tenaglie. Mi aiutarono a lavorarlo. Questa Croce che porto è fatta con il legno della prigione e quel filo elettrico! Questa Croce è una continua chiamata: amare sempre! Perdonare sempre! Vivere il presente per l'evangelizzazione! Ogni minuto deve essere per l'amore verso Dio".


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per la Chiesa, affinché sia sempre testimone dell’amore liberatore di Dio.
• Per i cristiani, affinché contemplando il crocifisso possano offrire le sofferenze per l’edificazione del Regno di Dio.
• Per le missionarie e i missionari uccisi in terra di missione, perché il loro martirio sia seme di speranza.

XIII stazione
Gesù è deposto dalla croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Matteo 27, 57 58
Venuta la sera giunse, un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato.


Dalla testimonianza di un prigioniero brasiliano

Signore, quando guarderai chi ci ha gettato in prigione e chi ci ha torturato, quando peserai le azioni di chi ci ha giudicato e condannato a pene pesanti, quando esaminerai la vita di chi ci ha tanto umiliato e la coscienza di chi ci ha rifiutato, dimentica, Signore, il male che hanno commesso.
Ricordati, piuttosto che il nostro sacrificio ci avvicina al Tuo Figlio Crocifisso; che per la tortura, noi comunichiamo alle sue piaghe; per le catene, alla libertà dello Spirito; per la sofferenza, alla speranza del Regno; per le umiliazioni, alla gioia dei tuoi figli.
Ricordati, Signore, che questa sofferenza è maturata in noi come un seme messo in terra che germoglia il frutto della giustizia e della pace, il fiore della luce e dell’amore.
Ricordati, soprattutto, Signore, che mai noi vogliamo assomigliare a loro, né fare agli altri ciò che hanno fatto a noi. Amen.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per i cristiani, affinché abbiano il coraggio di annunciare il Vangelo.
• Per chi non ha nessuno: perché incontrino donne e uomini di buona volontà che gli donino amore.
• Per gli operatori di carità, in particolare chi opera lontano dalla propria terra: perché vivano con slancio sempre crescente il loro donarsi agli ultimi.



XIV stazione
Gesù è deposto nel sepolcro

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Matteo 27,59 60
Giuseppe d'Arimatèa, prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò.


Dalla testimonianza di p. Giancarlo Bossi,
missionario rapito nel 2007

Il sentimento di perdono è nato in me spontaneamente. Del resto, se non riesci a perdonare hai fallito nel tuo essere prete. A darmi la spinta è stata la prima riga del Padre nostro: se riusciamo a chiamare Dio “Padre”, gli altri sono fratelli. Considero i rapitori miei fratelli. La mia preghiera è che sappiano un giorno tornare a casa, sedersi a tavola con la loro famiglia, mangiare nella pace e nella tranquillità. L’ho detto anche a loro. Si sono stupiti. Credo che non abbiano mai sentito parlare di fratellanza e il fatto che io pregassi per loro li colpiva.


INTERCESSIONI

Preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
• Per la Chiesa, affinché sia strumento di riconciliazione e di pace.
• Per chi è stanco e sfiduciato, affinché trovi in Gesù Cristo la certezza del Tuo amore.
• Per tutti i missionari e le missionarie che vivono situazioni di sofferenza perché non perdano la speranza della Resurrezione.

XV stazione
La Resurrezione

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.


LETTURA

Dal Vangelo secondo Matteo 28,5 7
L'Angelo disse alle donne: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui, è risorto, come aveva detto: venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai discepoli: E' risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete".


Dalla Testimonianza di Giovanni Liao Shouji
cattolico cinese per ventidue anni in prigione

Ho visto la chiara manifestazione della misericordia di Dio, attraverso la protezione materna della Beata Vergine Maria. In primo luogo il semplice fatto di essere vivo per raccontare, questo è stato un fatto straordinario, considerando la mia scarsa salute all’inizio della condanna. Ero stato vicino alla morte in alcune occasione. Ma ancora più miracoloso è stato il fatto che io sia uscito da una simile esperienza con la mia fede intatta; anzi ancora più profondamente radicata in Dio. Ringrazio Dio che non mi ha permesso di tradirlo mai; ho combattuto la buona battaglia e mantenuto la fede, grazie alla sua misericordia.


PREGHIERA FINALE

Voglio mettermi alla prova,
pronto a ogni conseguenza,
incurante delle conseguenze,
perché tu mi hai insegnato
ad affrontare ogni cosa.
Se mi ordini di dirigere i miei passi coraggiosi
verso la croce,
io mi lascio crocifiggere.
Se mi ordini di entrare nel silenzio del tuo tabernacolo
fino alla fine dei tempi,
me ne avvolgerò,
con passi avventurosi.
Perderò tutto: ma mi resterai tu.
Il tuo amore sarà la ad inondare
il mio cuore d’amore per tutti.
La mia felicità sarà totale.
È per questo che io ripeto: Ti ho scelto.
Non voglio che te e la tua gloria.

Cardinale F.X.N. Van Thuan

sabato 14 marzo 2009

FAMIGLIA PARROCCHIALE del 15-03-2009

DOMENICA 15 MARZO 2009
Domenica III° del Tempo di Quaresima - III° settimana del Salterio
Letture: Es 20,1-17; Sal 18; 1 Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

Il vero « luogo » del culto

Con il gesto clamoroso, anche se storicamente poco appariscente, della purificazione del tempio (vangelo), Gesù mette in discussione l'istituzione più sacra della tradizione giudaica. Soprattutto è posto sotto accusa il modo comune di interpretare il rapporto con Dio. Il fatto che Dio abitasse nel tempio conduceva Israele alla presunzione di possedere Dio in modo definitivo, anche se la vita quotidiana non si lasciava trasfigurare dal rapporto unico e singolare che Dio aveva stabilito con il suo popolo. I profeti avevano più volte denunciato a chiare lettere l'illusoria sicurezza data dal formalismo religioso (cf Is 1,1ss; Ger 7,1-15; Mic 3,12) per riportare il culto ad integrarsi con la vita. Gesù si colloca in questa linea quando dichiara in modo perentorio la fine dell'istituzione templare, segno di un modo inadeguato di vivere il rapporto con Dio. Il gesto compiuto da Gesù è chiaramente provocatorio e scatena l'opposizione dei Giudei. Per giustificare la sua azione Gesù offre un segno: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Il tempio cui Gesù intende alludere è il suo corpo che sarà distrutto dalla morte, ma riedificato nella risurrezione. Santuario della divina presenza, e vero luogo dell'incontro con Dio è la persona di Gesù. Con la sua vita egli indica quale sia il vero culto che il Padre attende dal suo popolo (cf Gv 4,23-24): fare la volontà di Dio, aderire alla sua Parola, vivere la carità e la giustizia. Non è tanto allora il luogo sacro o il numero dei sacrifici che realizzano la comunione con Dio, quanto soprattutto quei segni ancora più espressivi di una profonda e genuina adesione interiore: l'offerta di sé, della propria obbedienza e volontà di conversione.
La vita cristiana non consiste in una serie di pratiche che possano giustificare o tranquillizzare la nostra «buona coscienza»: messa domenicale, formule frettolose e meccaniche, devozione a qualche santo «parafulmine» contro i guai della vita.
«E' ben misera giustizia o bontà quella che si misura a termini di legge» (Seneca). Per entrare in comunione con Dio è chiamata in causa la vita con tutte le sue scelte quotidiane, piccole o grandi che siano. Il decalogo che Dio offre al suo popolo (prima lettura) non intende fondare un rapporto legalistico, né imporre un giogo; esso indica piuttosto le condizioni attraverso le quali è possibile vivere l'alleanza, quel vincolo unico e irripetibile con il quale Dio si è legato al suo popolo. L'aspetto più originale del «Codice dell'alleanza» è la sua premessa: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me...». Il Dio che si è rivelato liberatore del popolo da lui scelto liberamente come alleato e amico, gli indica la strada della libertà. Non accogliere tali indicazioni è lasciarsi presto sopraffare da altri idoli, essere preda di altri «signori». Questa obbedienza è l'unica possibilità per vivere alla presenza liberante di Dio la comunione con lui. Osservata con animo servile, la legge diventa giogo insopportabile. Solo l'amore diventa l'anima della legge e di essa più esigente ed impegnativo. La parola che la Chiesa è chiamata ad annunciare come dono di vita è la parola della croce (seconda lettura), segno supremo dell'amore di Dio. Ma questo messaggio sconcerta chi, in una apparente religiosità, pretende che Dio si adegui ai propri schemi. La vita cristiana non può aggirare o addomesticare la croce. Nel Cristo che muore Dio ha rivelato il volto paradossale della salvezza che diventa accessibile e comprensibile solo a chi possiede lo Spirito.
Facendo suo il progetto del Padre, Cristo ha mostrato come si vive il rapporto con Dio nelle situazioni concrete della vita. Solo l'amore è capace di capire la croce come scelta gioiosa e liberante. Ci sono scelte non contemplate dalla legge che sembrano follia agli occhi del mondo e incomprensibili a chi vive una religiosità superficiale: ... la scelta volontaria della povertà o della verginità, la rinuncia a carriere prestigiose per essere più disponibili agli altri, il servizio agli ammalati, ai vecchi, la dedizione a ogni tipo di emarginati, l'impegno sociale disinteressato. Ma anche dentro la trama di una vita apparentemente monotona e banale, che in definitiva è il volto «feriale» della croce, si realizza una comunione con Dio e sale al Padre quel vero culto che induce a manifestare nelle «opere la realtà nascosta nel sacramento».

Preghiera per la Missione Parrocchiale

Sui banchi e sul tavolo della stampa si trova un pieghevole con la preghiera in preparazione alla Missione Parrocchiale. Vi invito a prenderla, a tenerne una copia sempre con voi, a recitarla da soli o in famiglia. Portatela ai malati, agli anziani e ai vostri vicini perché tutti formiamo una catena spirituale di preghiera in preparazione a questo momento di grazia così grande e importante per la vita della nostra parrocchia. La reciteremo anche al termine di ogni celebrazione parrocchiale.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 15 marzo al 22 marzo 2009


lunedì 16 marzo
· Ore 18.30, incontro della Commissione per la Missione Parrocchiale.

martedì 17 marzo
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 18 marzo
· Dopo la S. Messa delle ore 18.00, catechesi tenuta dal parroco dal tema: In cammino con S. Paolo: la vita e gli scritti.

giovedì 19 marzo
· Al termine della S. Messa delle ore 18.00, esposizione e adorazione del Ss.mo Sacramento; si prega per le vocazioni.

venerdì 20 marzo
· Ore 18.00, celebrazione della Via Crucis.

Quaresima 2009

Lo slogan di questa quaresima, “Sobrietà di Vita, ricchezza di spirito”, ci invita a tre atteggiamenti concreti da vivere e mettere in pratica, secondo l’invito stesso del Vangelo che ci è stato proposto il Mercoledì delle Ceneri:
Digiuno: possiamo rinunciare a qualcosa per aiutare chi ha veramente fame lasciando degli alimenti che poi la S. Vincenzo Parrocchiale ridistribuirà ai poveri;
Elemosina: possiamo fare delle scelte etiche e solidali; possiamo donare ai poveri; possiamo contribuire alle necessità della nostra chiesa e parrocchia circa le attività pastorali o i continui lavori di manutenzione;
Preghiera: possiamo più intensamente partecipare alla vita di preghiera della parrocchia donando tempo, impegno e sacrificio; trovando spazi e tempi di preghiera durante il giorno; pregando insieme a tutta la comunità e condividendo le suppliche e le preghiere.

Pellegrinaggio Quaresimale

Domenica 29 marzo, si svolgerà il pellegrinaggio quaresimale a Chiampo. La partenza è prevista per le ore 7.00 da P.le Rosmini. All’arrivo si celebrerà la S. Messa e ci sarà del tempo per una breve visita al santuario. Dopo pranzo, celebrazione della Via Crucis e recita del S. Rosario davanti alla Grotta di Lourdes, realizzata dal Beato Fra Claudio Granzotto, ivi tumulato, in tutto simile a quella francese. Visita al Museo del Beato Fra Claudio, tempo libero e ritorno a Trieste per le ore 20.30, circa.
Quota di partecipazione, Euro 40,00, comprensiva di viaggio in pullman e pranzo in ristorante. Iscrizioni in sacrestia.

fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 15 marzo al 22 marzo 2009


domenica 15 marzo
ore 8.30 - def.ta Maria Scaglia
ore 10.00 - Per l’assemblea
- def.ti Augusto e Rosalba Maggiolino
ore 11.30 - def.ti Adelaide e Angelo
ore 18.00 - def.to Guido Franz

lunedì 16 marzo
ore 7.00 - def.to Massimo Del Neri
ore 9.00 - def.ta Livia Campanella
ore 18.00 - def.ta Afra Galvan ved. Miozzo (obitus)

martedì 17 marzo
ore 7.00 - def.to Italo Carboni
ore 9.00 - def.to Ottavio Querzola
ore 18.00 - def.ti Giuseppe, Rosa, Emilia, Josip
Carlo e Marta Trento

mercoledì 18 marzo
ore 7.00 - Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.to Giuseppe Magaletti
ore 18.00 -

giovedì 19 marzo
ore 7.00 - def.ta Fiorentina Valzacchi
- def.to Armando Walker
ore 9.00 - def.to Flavio Laudato
ore 18.00 - def.to Roberto Spinelli

venerdì 20 marzo
ore 7.00 - Per le anime del Purgatorio
ore 9.00 - def.to Ottavio Querzola
ore 18.00 - Via Crucis

sabato 21 marzo
ore 7.00 - def.ta Ida Armina
ore 9.00 - def.te Laura e Lidia Vanzetto
ore 18.00 - def.ta Annamaria Trinca

domenica 22 marzo
ore 8.30 - def.ta Teresa De Vescovi
- def.to Ermanno Parovel
ore 10.00 - Per l’assemblea
ore 11.30 - def.ta Raffaella Petrone
ore 18.00 - def.ti Ondina e Nicola Tedeschi

Via Crucis del 13 marzo 2009

Via Crucis del 13 marzo 2009

Parrocchia Madonna del Mare
Trieste


Introduzione

Siamo riuniti nel nome del Signore.
Egli è qui con noi, secondo la sua promessa.
La Via Crucis è un cammino di fede:in Gesù condannato a mortericonosceremo il Giudice universale;in Lui carico della Croce, il Salvatore del mondo;in Lui crocifisso, il Signore della storia,il Figlio stesso di Dio.
Con noi è anche Santa Maria.Ella fu sulla vetta del Golgota
quale Madre del Figlio morente,Discepola del Maestro di verità ,nuova Eva presso l'albero della vita,Donna del doloreassociata all'"Uomo dei dolori che ben conosce il patire ",Figlia di Adamo, Sorella nostra,
Regina della pace.
Madre di misericordia,ella è china sui suoi figli,
ancora esposti a pericoli e affanni,per vederne le sofferenze,udire il gemito che si leva dalla loro miseria,per recare conforto e ravvivare la speranza della pace.


Preghiamo

Guarda, Padre santo,il sangue che sgorga dal costato trafitto del Salvatore;guarda il sangue versato da tante vittimedell'odio, della guerra, del terrorismo,e concedi benigno che il corso degli eventi nel mondosi svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace,e la tua Chiesa si dedichi con serena fiduciaal tuo servizio e alla liberazione dell'uomo.Per Cristo nostro Signore. Amen.


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Prima stazione
GESÙ È CONDANNATO A MORTE


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Disse loro Pilato: "Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora urlarono: "Sia crocifisso!"
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt 27, 22-23. 26).


"Sia crocifisso!". Signore Gesù, questo grido di condanna, questo urlo disumano, continua a levarsi contro di Te da una folla concitata, irresponsabile, suggestionata e accecata dal male. Non Te, che ora sei l'Eterno Vivente, ma se stesso l'uomo condanna alla morte, quando non si cura che prevalga l'ingiustizia, quando sceglie violenza e corruzione, quando calpesta il piccolo e l'innocente e getta la propria dignità umana come un rifiuto nelle immondizie.


Ripetiamo insieme: Perdonaci Signore

· quando ci sentiamo migliori degli altri.
· quando per sentito dire accettiamo come vere le calunnie e le maldicenze.
· per le nostre mancanze di amore e pazienza


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Seconda stazione
Gesù è caricato della croce


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi, mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo (Mt 27, 27-31).


Gesù, nostro Signore, l'intera tua esistenza sulla terra fu un cammino di umiliazione e di croce.
A portare il legno del supplizio ti eri già addestrato a Nazareth, nella quotidiana fatica del lavoro, e poi andando per le città e i villaggi ad annunziare ai poveri il Regno dei cieli, il tuo Regno, che non è di questo mondo.
Il tuo carico, Signore, siamo noi, noi, duri di cuore e lenti a capire, noi, quando addossiamo agli altri il peso della nostra cattiva coscienza, quando davanti a ogni forma di povertà e a ogni grido di aiuto rimaniamo nella paralisi della nostra viltà e del nostro disimpegno.


Ripetiamo insieme : Insegnaci la pazienza, Signore.

· Quando la sofferenza non ci abbandona;
· Quando tutto intorno a noi è buio;
· Quando non capiamo il tuo disegno di amore per noi;
· Quando ci sentiamo tentati oltre le nostre forze;


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Terza Stazione
GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti (Is 53, 4-6).


Le tue cadute, Signore Gesù, sono un mistero di compassione verso di noi: è infatti nella nostra umana debolezza che Tu hai voluto patire.
"Lo spirito è pronto - hai detto - ma la carne è debole". Tu, Dio-il Forte, sei caduto sotto la croce perché ogni uomo sappia riconoscere la propria fragilità e non confidi in se stesso, ma trovi nella tua grazia la forza di rialzarsi e riprendere il cammino portando dietro a Te la sua croce.
Tu sei sempre là dove c'è un uomo che vien meno; ti poni, pietoso, sotto di lui perché non cada sui sassi della strada, ma sopra di Te, Roccia di salvezza.


Ripetiamo insieme: : Abbi pietà di noi.

· Perché la Chiesa sia fedele, paziente e coraggiosa, per non tradire il Cristo suo sposo.
· Perché le famiglie, condividendo affetti, beni e speranze, siano profezia di una vita riconciliata nella fraternità e nell’amore;
· Perché non ci stanchiamo di purificare continuamente il nostro cuore per ospitare con gioia la presenza di Cristo nostra Pasqua.


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Quarta Stazione
GESÙ INCONTRA LA SUA MADRE


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Simeone parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima" ... Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2, 34-35. 51).


Signore Gesù, lungo la via della croce, nell'ora della solitudine e dell'abbandono, non poteva mancare Lei, la tua Madre. Fin dalla tua infanzia portava nel cuore la profonda ferita di quella parola e la custodiva in silenzio perché vergine, in Lei, era anche il dolore.
Possa non mancare mai ad alcun uomo che soffre un cuore di madre vigile, pietosa, una presenza di tenerezza e di consolazione. Possa ogni figlio riconoscere la madre, e ogni madre accompagnare il figlio nell'arduo cammino della vita in una fedeltà che non si arresti nemmeno davanti all'estremo sacrificio.


Ripetiamo insieme: Santa Maria, prega per noi.

· Per fare della nostra vita un dono un continuo;
· Perché possiamo conservarci fedeli al tuo Cristo
· Perché la maternità sia vissuta come una missione;
· Per vivere con fede e con amore, come te;


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Quinta Stazione
GESÙ È AIUTATO DA SIMONE DI CIRENE


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prendere su la croce di lui (Mt 27, 32).
Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16, 24).


Signore Gesù, il tuo invito è molto esigente! Noi vorremmo seguirti sulla via della Vita, ma tu ci fai passare per la via della morte! È qui che noi ci scontriamo con le nostre viltà e le nostre paure. Per evitare di incontrarci con la realtà della croce, noi, induriti nel cuore, deviamo il cammino e chiudiamo gli occhi davanti alle tue sofferenze che continuano nei nostri fratelli. Abbiamo bisogno anche noi, come Simone di Cirene, che qualcuno ci sospinga intensamente a caricarci, con amore, pure della croce degli altri. Potremo così sperimentare la grande forza che scaturisce dal sostenere insieme, con fede invitta, le molteplici prove della vita.


Ripetiamo insieme: Noi lo crediamo, o Signore.

· Beati coloro che hanno il cuore povero, perché di essi è il regno dei cieli;
· Beati coloro che rifiutano la violenza, perché possederanno la terra;
· Beati coloro che soffrono persecuzioni, perché grande è la loro ricompensa nei cieli.


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Sesta Stazione
GESÙ È ASCIUGATO IN VOLTO DA VERONICA


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia... (Is 53, 2-3).
Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto! (Sal 27, 8-9).


Nessun volto è più bello del tuo, Signore Gesù, che sei venuto a mostrarci lo splendore della gloria del Padre.
Eppure sulla via della croce, sfigurato dalla bruttezza dei nostri peccati, nemmeno d'uomo avevi più l'aspetto. Fu lei, allora, a guardarti con lo sguardo del cuore; fu lei, la pia Veronica, ad asciugarti il volto insanguinato; e tu glielo donasti allora, impresso nel velo, pieno di fascino nel silente mistero. Quel gesto di virile coraggio e femminile gentilezza fu come lo svelamento della tua identità, o Cristo, Figlio di Dio! Nella nostra società in cui ogni puro e delicato sentimento è calpestato e fatto oggetto di volgarità e di disprezzo, la donna sia ancora e sempre, o Signore, un supplemento di grazia e di bontà, una sacra icona da cui irradia la tua divina, consolatrice bellezza.


Ripetiamo insieme: Signore, insegnaci ad amare.

· Per essere cristiani, cercando e risolvendo i problemi degli altri, senza aspettare nessuna ricompensa;
· Per non tirarci indietro di fronte ai problemi degli altri ma con cuore umile e semplice, vivere e testimoniare con coraggio la carità.
· Per riconoscere il tuo volto sfigurato nei poveri e negli oppressi.


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Settima Stazione
GESÙ CADE LA SECONDA VOLTA


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce... Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri... Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere (Lam 3, 1-2. 9. 16).
Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato (Eb 4, 15).


La prima caduta di un uomo può suscitare sentimenti di pena e comprensione, la ricaduta, invece, suscita spesso scandalo e indignazione. Chi potrà mai conoscere il mistero di umiltà nascosto nel tuo ripetuto venir meno lungo la via, Gesù, uomo dei dolori? Davvero tu hai voluto essere provato in ogni cosa come noi, eccetto il peccato. Proprio per l'amore che ti ha spinto a rivestirti delle nostre infermità sei diventato per noi fortezza e scudo di difesa contro gli assalti ricorrenti del male. Cadremo, sì, cadremo forse tante volte ancora sotto la sferza della tentazione, ma Tu ci sosterrai, Signore, e ci farai di nuovo camminare a testa alta, partecipi della tua regale dignità.


Ripetiamo insieme: Signore, vieni in nostro aiuto.

· Perché possiamo lottare e vincere nelle tentazioni
· Perché possiamo risorgere, quando abbiamo peccato
· Perché possiamo sostenere quelli che sono scoraggiati


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Ottava Stazione
GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?" (Lc 23, 27-29. 31).


Una donna aveva un giorno versato sui tuoi piedi, Gesù, lacrime di amore e pentimento. Ancora una donna - e si chiamava Maria - durante un'ultima cena aveva versato sul tuo capo profumo di nardo purissimo... Ora ti vengono incontro, piangenti, le "figlie di Gerusalemme", per fare su di Te l'accorato lamento. Sì, è ben giusto che Tu sia pianto come un figlio primogenito, il più caro, votato alla morte. Ma Tu le inviti a piangere sulla loro sorte di madri desolate, di madri spogliate, come alberi da frutto investiti dalla bufera. Sono una moltitudine, queste donne, sopra la terra... Piangono, sì, piangono, le madri su quest'ora tragica della nostra storia, ma in seno a Te e in seno alla tua Madre versino il fiume delle loro lacrime, perché ogni dolore abbia la sua compassione, la grazia dell'amore che redime.


Ripetiamo insieme: Insegnaci a servire i nostri fratelli.

· Signore Gesù, che hai gradito la compassione delle donne alla tua sofferenza
· Signore Gesù, che ritieni fatto a te ogni gesto di amore fatto al prossimo
· Signore Gesù, che ci esorti a piangere su di noi e sui nostri peccati


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.


Nona Stazione
GESÙ CADE LA TERZA VOLTA


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


È bene per l'uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto; cacci nella polvere la bocca, forse c'è ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni. Poiché il Signore non rigetta mai... Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia (Lam 3, 27-32).
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore (Mt 11, 28-29).


Signore Gesù, nello schianto della terza caduta riconosciamo il crollo delle nostre presunzioni. Tu ci vuoi insegnare ad attendere la salvezza unicamente da Dio nostro Padre. Il tuo silenzio di umiltà e il tuo mite patire ci fanno intuire il segreto della forza interiore che spinge avanti il tuo cammino di filiale obbedienza. Possa questa tua forza d'amore comunicarsi al cuore di ogni uomo affranto sotto i colpi della prova, al cuore di ogni giovane ricaduto nel baratro dell'alienazione... Venga spezzato il giogo di ogni schiavitù e, risollevati dal tuo perdono, tutti gli uomini possano ristorarsi alla fonte viva del tuo eterno Amore.


Ripetiamo insieme: Perdona, Signore

· Le nostre ricadute nel peccato
· Le negligenze nei nostri doveri e le mancanze di carità
· Le nostre insofferenze di fronte alle difficoltà e alle croci della vita


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Decima Stazione
GESÙ È SPOGLIATO DELLE SUE VESTI


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Giunti a un luogo detto Golgota... gli diedero da bere vino mescolato con fiele... (Mt 27, 33-34).
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: "Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca". Così si adempiva la Scrittura: "Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte" (Gv 19, 23-24).


Sei entrato nel mondo spogliandoti della tua gloria di Figlio di Dio, per nascere figlio dell'uomo. In quest'ora decisiva di tutta la storia anche la tua umanità viene spogliata da mani profane... Il tuo corpo, quel vergine corpo che si era formato nel grembo immacolato della Vergine, è denudato e fatto oggetto di irriverenza e di volgarità. Eppure Tu sei Re; Tu sei l'unico Signore del mondo! Vedere Te è vedere la luce, toccare Te è toccare il fuoco. Come oseremo guardarti noi, che ti abbiamo buttato addosso il fango del nostro peccato? Portando su di Te la nostra vergogna, Tu ci rivesti della tua santità. La tua tunica inconsutile è la veste nuziale che doni alla tua dilettissima Chiesa.


Ripetiamo insieme: Rendici umili.

· Quando abbiamo sete di onnipotenza;
· Quando siamo attaccati ai beni materiali;
· Quando ci sentiamo indifferenti verso il dramma dei popoli;
· Quando non sappiamo comprendere le ragioni degli altri;
· Quando ci chiudiamo nelle nostre idee e opinioni.


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.


Undicesima Stazione
GESÙ È INCHIODATO SULLA CROCE


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Dopo averlo crocifisso... sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: "Questi è Gesù, il Re dei Giudei". Insieme a lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: "Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!". Anche i sommi sacerdoti, con gli scribi e gli anziani lo schernivano: "Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo" (Mt 27, 35-42).


Come una vite rigogliosa che la bufera ha spogliato dei suoi verdi germogli, così Tu, appeso al legno della croce, sei divenuto spettacolo al cielo e alla terra. Il tuo corpo esteso in dimensione cosmica è tutto dono e tutto accoglienza. E l'antico nemico è ancora lì, puntualmente, per tentare l'ultimo disperato attacco. "Scendi... ! Salva te stesso!". Signore Gesù, se Tu fossi sceso dalla croce noi tutti saremmo perduti; se Tu avessi mostrato la tua divina potenza, non sarebbe sgorgato sul mondo il fiume di grazia che rigenera i credenti a vita nuova. Benedetto quel legno per mezzo del quale Tu stesso ti sei inchiodato al volere del Padre a salvezza di tutti noi!


Ripetiamo insieme: Abbi pietà di noi

· Signore, Dio di misericordia
· Signore, luce senza tramonto
· Signore, compimento di tutte le cose


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.


Dodicesima Stazione
GESÙ MUORE SULLA CROCE


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!" (Gv 19, 25-27).
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: "Elì, Elì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"... E Gesù, emesso un alto grido, spirò (Mt 27, 45-46. 50).


Il potere delle tenebre sembra prevalere: Tu, Uomo-Dio, tragicamente solo, sospeso tra la terra e il cielo, sei l'arbitro della storia. Questa è l'ora "zero". Il tuo grido di morente lacera lo spessore grigio del tempo e dischiude per noi le soglie radiose dell'eterno regno dei viventi. Il gemito del tuo morire affidandoti alle mani del Padre, diventa grido di gioia nel cuore della Madre Chiesa per la nascita dell'uomo nuovo. Grande è questo mistero! E Maria, tua-nostra madre, in consapevole silenzio, presso la tua croce, sta.


· Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi di noi pietà!
· Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi di noi pietà!
· Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace!


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.


Tredicesima Stazione
GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


C'erano là anche molte donne che stavano ad osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo... Venuta la sera, giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato (Mt 27, 55. 57-58).


Sotto la croce, pronta a raccoglierti come il grappolo maturo staccato dalla vite, sta la tua Madre: calice traboccante di amore e di dolore. Ma anche altre donne - le più fedeli - rimangono a guardarti, il cuore in piena per l'empatia con la tua morte e il tacito dolore di Maria. Ti sono presenti, in esse, tutte le madri, tutte le figlie, le spose, le sorelle, tutte le donne, ministre di carità e di consolazione. Di loro Tu hai sempre bisogno nella persona di chi soffre, di chi muore. Suscita ancora, Signore Gesù, donne della stirpe di Maria, icone viventi della tua tenera pietà, perché, dalla culla alla tomba e anche oltre, ogni umana creatura possa sentirsi amata e custodita, nel tuo santo Nome, in seno alla santa madre Chiesa.

Ripetiamo le acclamazioni:

· Acqua del costato di Cristo, lavami.
· Sangue di Cristo, donami forza.
· Nell'ora della mia morte, chiamami a te.

Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Quattordicesima Stazione
GESÙ È SEPOLTO


Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo


Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Magdala e l'altra Maria (Mt 27, 59-61).


Sul monte Calvario è sceso, con la sera, un grande silenzio. Il dolore non ha più lacrime, non ha più parole mentre, avvolto nel bianco lenzuolo, il corpo del più bello tra i figli dell'uomo viene deposto nella roccia scavata a sepolcro. Giuseppe di Arimatea, discepolo buono, compie per il suo dolce Maestro gli ultimi gesti dell'umana pietà e della religiosa devozione. Ora il re dorme, vigilato da guardie, ma non è sepolta con Lui l'intrepida speranza. Sì, perché dopo il suo intimo tormento egli vedrà la luce, dopo essersi offerto in espiazione, gli darà una lunga discendenza (cf Is 53, 10-11). Nel cuore della notte il seme si prepara a germinare; già l'aria si va profumando di nuova primavera: ne hanno un presagio, indugiando là, nel giardino, l'ardente Maria di Magdala e l'altra Maria...


Ripetiamo insieme: Redentore dell’uomo, salvaci.

· Perché accogliamo con speranza e coraggio l’ora della croce;
· Perché la certezza della resurrezione ci doni gioia e pace;
· Perché non ci scoraggiamo se il male sembra vincere.


Santa Madre, deh voi fate,
che le piaghe del Signore,
siano impresse nel mio cuore.

Preghiera Finale


Gesù, tu ti sei fatto il più piccolo fra gli uomini,
ti sei lasciato cadere nella terra come un chicco di grano.
Ora, da questo chicco è germogliato
l'albero della Vita, che abbraccia l'universo.

Signore fa' che,
come le pie donne si recarono di buon mattino alla tua tomba
con balsamo ed unguenti,
anche noi veniamo incontro a te
con gli aromi e i profumi del nostro povero amore.

Gesù, nelle nostre chiese tu sei in attesa:
aspetti trepido qualcuno
che sappia farsi piccolo e umile come te nell'Eucaristia,
adorarti e testimoniare il tuo amore davanti agli uomini,
riconoscerti nel povero e nel sofferente.

Fa' che ognuno di noi diventi
tuo adoratore e tuo testimone
nel mistero del tabernacolo eucaristico
e nel sacramento dell'uomo affamato, assetato, infermo.

A te, Gesù,
dal volto sereno nella rigida solennità della morte,
il nostro amore e la nostra adorazione,
in quest'ora serale e nel giorno che non conosce tramonto.
Amen.


Pater, Ave, Gloria


Benedizione Finale

sabato 7 marzo 2009

FAMIGLIA PARROCCHIALE del 08-03-2009

DOMENICA 8 MARZO 2009
Domenica II° del Tempo di Quaresima - II° settimana del Salterio
Letture: Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8,31b-34; Mc 9,2-10

Un Padre che sacrifica il Figlio

«Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!»: sono le parole — accompagnate dai segni di una manifestazione gloriosa (il cambiamento d'aspetto, lo splendore delle vesti, la nube della Presenza divina) — con cui il Padre conferma in Gesù la rivelazione fatta al battesimo (cf Mc 1,11). Lo splendore della trasfigurazione lascia trasparire, dietro le umili sembianze della condizione umana, l'identità più profonda di Gesù e quello che egli sarà in modo definitivo quando il Padre lo assumerà nella gloria. Tuttavia dietro l'appellativo «prediletto» si nasconde il misterioso dramma del sacrificio e della croce. Il Figlio unico, la realtà più cara del Padre, l'unico oggetto del suo amore, non è garantito contro la sofferenza; deve anzi accoglierla perché si manifesti la sua risposta filiale e si realizzi il progetto di salvezza per tutti gli uomini.
La gloria finale, dunque, ha questa inquietante premessa; l'amore del Padre comporta questo terribile risvolto. Incomprensibile per gli apostoli che rifiutano la prospettiva dello scacco e del fallimento (sarebbe il naufragio delle loro speranze ed attese orientate al rinnovamento della situazione religioso-politica); come ugualmente incomprensibile appare per Abramo la richiesta divina di offrire in sacrificio il figlio unico, Isacco, il figlio della promessa (prima lettura). Abramo ha dovuto separarsi da tutto il suo passato (cf Gn 12,1), ma ora si tratta di rinunciare totalmente all'avvenire! È dunque questo il volto di Dio? È questo il senso della sua paternità?
Molte volte la vita ci ha impietosamente messi di fronte a interrogativi angosciosi. La morte di persone care, il sacrificio di tanti innocenti, vittime di imprevedibili catastrofi naturali o di violenza fratricida, la soppressione di chi parla in difesa della giustizia e della verità... strappano al cuore umano l'inquietante domanda Perché? Dio, dove sei? Il non credente risponde ricorrendo alla «fatalità» o al «tragico destino» nei casi in cui non sia in gioco la malvagità o la prepotenza omicida dell'uomo. Il credente di fronte al mistero del dolore e del male prova un comprensibile smarrimento perché molte delle sue domande non trovano risposte o spiegazioni razionali. In certi casi sembra che tutto crolli, che Dio sia lontano e assente dalle vicende umane, che ciò che viene domandato sia sproporzionato alla capacità di sopportazione umana.
Nella liturgia di oggi, il Signore ci offre la sua risposta, senza togliere nulla alla problematicità dell'esistenza umana. La sapienza popolare afferma genericamente che « nel buio della vita c'è un momento di luce per tutti ».
A questa speranza però, la fede aggiunge qualcosa di più profondo. Il credente sa che un Amore misterioso dirige la storia, anche quando gli eventi sembrano parlare in senso contrario. I nostri occhi miopi purtroppo, non hanno la lucidità necessaria per vedere il disegno divino nella sua interezza. Esso ci supera e solo la fede sa intravederlo. Nella luce sfolgorante della trasfigurazione Dio da una risposta rassicurante a Cristo e ai suoi discepoli: la croce è solo una fase del progetto che sfocia nella gloria. Lo stesso Abramo, pur lacerato da una sofferenza disumana, alla fine ritrova il Dio della Vita e della promessa che stringe con lui un'alleanza nuova e lo apre a un futuro di benedizione. Per questo egli non è solo modello dei credenti, ma anche loro padre: nella prova ha fermamente creduto che Dio si interessa alla sorte dei suoi fedeli e che la loro vita gli è estremamente cara.
Cristo, come vero Servo del Signore, adempie in piena consapevolezza l'atteggiamento obbediente di Abramo e la figura sacrificale di Isacco. E in lui il Padre ha rivelato il suo volto, la dimensione di quella che Paolo definisce la «follia» di Dio (cf 1 Cor 1,18-22). Per noi egli non ha risparmiato il Figlio unico, il Prediletto, ma lo ha consegnato alla morte (seconda lettura) come segno di amore supremo. Questo evento diventa per noi fonte di ogni dono.
Perciò i cristiani sono autorizzati a eclissare ogni timore e a fondare saldamente la loro speranza perché nessun nemico è abbastanza potente da prevalere contro l'amore di Dio per loro. Né morte, né dolore, né angoscia, né tenebra possono avere la parola definitiva, tanto che Paolo può esclamare con giustificata fierezza: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (seconda lettura). Misteriosamente, ma con ragione, «noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Rm 8,28).
Nell'immagine del Cristo trasfigurato la Chiesa intravede la direzione del proprio cammino e riceve la sua «confermazione» per affrontare con fiducia il difficile impatto con la croce.

AVVISI PARROCCHIALI
settimana dal 8 marzo al 15 marzo 2009


domenica 8 marzo
· Giornata per il Seminario. Oggi la Chiesa di Trieste invita tutta al comunità cristiana a sostenere, innanzi tutto con la preghiera, le vocazioni sacerdotali e a collaborare al loro sostentamento nella preparazione ministeriale e negli studi. Chi lo desidera, può lasciare un contributo usando le buste apposite che si trovano sul tavolo della stampa. Grazie.

martedì 10 marzo
· Ore 16.30, catechismo parrocchiale.

mercoledì 11 marzo
· Dopo la S. Messa delle ore 18.00, catechesi tenuta dal parroco dal tema: In cammino con S. Paolo: la sia vita e i suoi scritti.

giovedì 12 marzo
· Al termine della S. Messa delle ore 18.00, esposizione e adorazione del Ss.mo Sacramento; si prega per le vocazioni.

venerdì 13 marzo
· Ore 18.00, celebrazione della Via Crucis.
· Ore 20.30, presso la sala parrocchiale con entrata da P.le Rosmini, ultimo incontro per fidanzati in preparazione al matrimonio.

Quaresima 2009

Lo slogan di questa quaresima, “Sobrietà di Vita, ricchezza di spirito”, ci invita a tre atteggiamenti concreti da vivere e mettere in pratica, secondo l’invito stesso del Vangelo che ci è stato proposto il Mercoledì delle Ceneri:

Digiuno: possiamo rinunciare a qualcosa per aiutare chi ha veramente fame lasciando degli alimenti che poi la S. Vincenzo Parrocchiale ridistribuirà ai poveri;

Elemosina: possiamo fare delle scelte etiche e solidali; possiamo donare ai poveri; possiamo contribuire alle necessità della nostra chiesa e parrocchia circa le attività pastorali o i continui lavori di manutenzione;

Preghiera: possiamo più intensamente partecipare alla vita di preghiera della parrocchia donando tempo, impegno e sacrificio; trovando spazi e tempi di preghiera durante il giorno; pregando insieme a tutta la comunità e condividendo le suppliche e le preghiere.

fra Andrea, parroco

INTENZIONI SS. MESSE
settimana dal 8 marzo al 15 marzo 2009


domenica 8 marzo
ore 8.30 - def.ta Giovanna Valentini
ore 10.00 - Per l’assemblea / def.to Alighieri Bonetti
ore 11.30 - def.ti Maria, Ignazio e Mauro Narsilio
ore 18.00 - def.ti Fabio e Gabriella Albanese

lunedì 9 marzo
ore 7.00 - def.to Bruno Paoletti
ore 9.00 - def.ta Alma Savron
ore 18.00 - def.ti Maria e Vincenzo Antonini

martedì 10 marzo
ore 7.00 - def.ti Giustina, Mario e Gino
- Secondo l’intenzione dell’offerente
ore 9.00 - def.ti Maria, Angelo e Tea Simoni
ore 18.00 - def.ti Furio e Francesco Oliva

mercoledì 11 marzo
ore 7.00 - def.ti Riccardo e Adalgisa Doglio
- def.ti Luca e Attilio Kirchmayer
ore 9.00 - def.to Enzo Petrone
ore 18.00 -

giovedì 12 marzo
ore 7.00 - def.ti Eugenio, Elisabetta e Silvana
- def.ti Vinicio e Giovanna Haker
ore 9.00 - def.ti Carmela, Giuseppe e Guido Zorzet
ore 18.00 - def.to Mauro Savron

venerdì 13 marzo
ore 7.00 - def.to Rolando Scaglia
ore 9.00 - def.te Fernanda e Sabina Bastiani
ore 18.00 - Via Crucis

sabato 14 marzo
ore 7.00 - def.to Giulio Tomasi
ore 9.00 - def.to Paolo Rizzi
ore 18.00 - def.to Paolo Perosa

domenica 15 marzo
ore 8.30 - def.ta Maria Scaglia
ore 10.00 - Per l’assemblea
- def.ti Augusto e Rosalba Maggiolino
ore 11.30 - def.ti Adelaide e Angelo
ore 18.00 - def.to Guido Franz

Via Crucis con la meditazione di testi di Sant’Agostino

Pubblichiamo qui il testo della Via Crucis del 06 marzo 2009.
Può essere il modo per soffermarsi, durante tutto l'arco della settimana, sui testi e sulle meditazioni proposte .




Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

Fratelli e sorelle, seguendo Gesù sulla via della croce, riconosciamo nella sua passione il segno del suo amore per noi e apriamo il nostro cuore alla fiducia e alla speranza.


Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.


Meditazione

Qual è la via sulla quale noi dobbiamo muoverci? È Cristo! Egli disse: Io sono la via. Qual è la patria verso la quale camminiamo? È Cristo! Egli disse: Io sono la verità e la vita. La tua strada è Lui, la tua meta è Lui, il tuo riposo è Lui. Noi andavamo errando fuori della via, anzi non potevamo neppure muoverci. Cristo venne come medico, per noi ammalati, come Via spianata, per noi pellegrini.


Preghiamo

Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della Croce, pronti ad essere più impegnati nella nostra vita per manifestare al mondo la speranza del tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Prima stazione
Gesù è condannato a morte


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Venuto il, mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato. Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Meditazione

Sei morto in Adamo, risorgi in Cristo: la morte temporale del tuo Signore ha ucciso la tua morte eterna. La morte per noi consiste nel non essere più ciò che si era. La Scrittura ci insegna che esiste una morte per la distruzione, ed esiste una morte per la ricostruzione. Gli uomini possono ricevere la sapienza e la vita se si accostano alla luce e al calore di Dio e possono perdere tutto, se per cattiva volontà si allontanano da Lui. Noi siamo come uno che vede da lontano la patria e c'è di mezzo il mare: egli vede dove andare, ma non ha come arrivarvi. Scorgiamo la meta da raggiungere, ma c'è di mezzo il mare di questo secolo, e molti non riescono nemmeno a vedere dove debbono andare. Dio, che ha voluto essere la nostra patria, ci è venuto incontro. E che ha fatto? Ci ha procurato il legno della Croce con cui attraversare il mare. Nessuno può attraversare il mare di questo secolo, se non è portato dalla Croce di Cristo. Come vorrei, o miei fratelli, incidervi nel cuore questa verità! Se volete vivere un cristianesimo autentico, aderite profondamente a Cristo, in ciò che egli è diventato per noi. Così potremo arrivare a Lui, in ciò che è, e che è sempre stato: la sua divinità è la patria dove andiamo, la sua umanità è la via che dobbiamo percorrere.

Preghiamo

O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio, messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché, nella gioia che proviene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Seconda stazione
Gesù è caricato della Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

I soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

Meditazione

Nella Croce sono raffigurate le dimensioni dell'amore di Cristo, che sorpassa ogni conoscenza, come dice l'Apostolo: l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità. La Croce è ampia nella trave su cui si allargano le mani del Crocifisso: è il segno delle opere buone, nella larghezza dell'amore gratuito. È lunga la Croce nella trave che discende fino a terra: lì sono fissati il dorso e i piedi come segno della perseveranza nell'estensione del tempo, sino alla fine. La Croce è alta nella sommità che si eleva sopra la trave come segno della finalità superiore a cui sono ordinate tutte le opere: tutto quanto si compie in larghezza e in lunghezza, cioè con amore e perseveranza, è compiuto per l'altezza dei doni divini. È profonda la Croce in quella parte della trave che è conficcata in terra: lì è nascosta e non si può vedere, ma da lì sorge la sua parte visibile e gloriosa, proprio come ogni nostro bene scaturisce dalla profondità della grazia di Dio che sfugge alla nostra comprensione e al nostro giudizio.
Questa è la Croce di Cristo, questo è il segno di Cristo che tutti conoscono, il segno che si pone sulla fronte dei credenti, sull'acqua del battesimo con la quale rinascono, sull'olio della cresima con cui sono consacrati, sul sacrificio con il quale sono alimentati. Nella celebrazione dei sacramenti ogni bene viene a noi attraverso la Croce di Cristo.

Preghiamo

O Dio, principio e fine di tutte le cose, che raduni tutta l'umanità nel tempio vivo del tuo Figlio, fa' che attraverso le vicende, liete e tristi, di questo mondo, teniamo fissa la speranza del tuo Regno, certi che nella nostra pazienza avremo la vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.



Terza stazione
Gesù cade la prima volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Meditazione

Dio Creatore di ogni cosa, il tuo amore gratuito vale più della vita e, anche se la mia vita è sovraccarica di problemi, so che la forza della tua destra mi sostiene, per mezzo del mio Signore, Figlio dell’uomo, mediatore tra te che sei l’Unico e noi, molti, immersi nelle difficoltà. È per mezzo di Cristo Gesù che voglio imparare ad amare, perché anch’io sono stato conquistato da lui e fin dai tempi antichi sono chiamato al seguito dell’Unico, sono dimentico del passato e proteso verso il futuro, non però verso un futuro che svanisce, ma verso la meta per arrivare al premio. Si consuma nel dolore la mia via, i miei anni passano nel gemito, ma, anche se io sono frammentato in questo tempo, di cui non conosco la trama, tu sei il mio conforto, Signore, Padre mio Eterno. Arriverà il giorno in cui confluirò in te, limpido e purificato dal fuoco del tuo Amore. Tu sostieni quelli che vacillano e rialzi chiunque è caduto e non cadono quanti hanno in te l’eccelsa dignità.

Preghiamo

Padre santo, che mantieni nei secoli le tue promesse, rialza il capo dell’umanità oppressa da tanti mali e apri i nostri cuori alla speranza, perché sappiamo attendere senza turbamento il ritorno glorioso del Cristo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Quarta stazione
Gesù incontra sua madre

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Gesù, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Meditazione

È proprio questa l'ora della quale Gesù, nello sposalizio a Cana di Galilea, nel momento di mutare l'acqua in vino, aveva parlato alla Madre, dicendo: Che ho da fare con te, o donna? non è ancora giunta la mia ora. Egli aveva annunciato quest'ora che non era ancora giunta, e nella quale, morendo, avrebbe mostrato a tutti colei dalla quale aveva ricevuto questa vita mortale. Allora, a Cana, quando stava per compiere un'opera divina, sembrava allontanare da sé, come una sconosciuta, la madre non della divinità, ma della nostra debolezza. Adesso, invece, sulla Croce, mentre stava sopportando le sofferenze proprie della condizione umana, raccomandava con tutto il cuore di un uomo colei dalla quale aveva voluto farsi uomo. Allora, colui che aveva creato Maria, si manifestava nella sua potenza. Adesso, colui che Maria aveva partorito, pendeva dalla Croce. Il Signore affronta deciso e sereno la morte, dà il suo sangue per l'umanità che sarà sua dopo la risurrezione, per l'umanità che aveva già unito a sé nel grembo della Vergine. Il Verbo è lo Sposo, e l'umanità è la sposa. Gesù è Figlio di Dio e Figlio dell'uomo.
Il grembo della Vergine Maria è il talamo dove egli è diventato Capo della Chiesa.

Preghiamo

Padre santo, che nel cammino della Chiesa, pellegrina sulla terra, hai posto quale segno luminoso la beata Vergine Maria, per sua intercessione sostieni la nostra fede, ravviva la nostra speranza e aumenta la nostra carità, perché nessun ostacolo ci faccia allontanare da Gesù, la Via che porta alla salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Quinta stazione
Gesù aiutato da Simone di Cirene

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Mentre conducevano via Gesù, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.

Meditazione

Carissimi, siamo cristiani. Credo che non occorra convincere di ciò la vostra Carità. E se siamo cristiani - il nome stesso lo dice - apparteniamo a Cristo. Portiamo sulla fronte il suo segno e non ce ne vergogniamo, perché lo portiamo anche nel cuore. Il segno di Cristo è la sua umiltà. Esamini il battezzato se possiede la Carità e allora dica: Sono nato da Dio. Dio nessuno l'ha mai visto. Dio è invisibile; non bisogna cercarlo con gli occhi, ma con il cuore. Ascolta il Vangelo: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Nessuno si faccia un'idea di Dio seguendo il giudizio degli occhi. Se vuoi vedere Dio, hai a disposizione l'idea giusta: Dio è Amore. Quale volto ha l'Amore? Quale forma, quale dimensione, quali piedi, quali mani? Nessuno lo può dire. Tuttavia ha i piedi: sono quelli che conducono alla Chiesa. Ha le mani: sono quelle che soccorrono il povero. Ha gli occhi, che capiscono chi è nella miseria, poiché sta scritto: Beato l'uomo che ha cura del debole.

Preghiamo

O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nelle prove, perché sull’esempio di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Sesta stazione
La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore. E Dio, che disse: «Rifulga la luce nelle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.

Meditazione

Signore, tu conosci il mio volto, e verrà un tempo in cui conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Tu sei la forza della mia anima: entra in essa e rendila conforme a te, per averla senza macchia né ruga ed esserne il padrone. Questa è la mia speranza, sono lieto di questa speranza, è una gioia vera. In realtà io non riesco a comprendere tutto ciò che io sono! Vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, i possenti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, la vastità dell'Oceano e le orbite degli astri, ma trascurano se stessi e non si guardano. Tardi ti ho amato, bellezza così antica e sempre nuova, tardi ti ho amato! Eppure tu eri dentro di me e io ti cercavo fuori, in tutte queste belle creature che tu hai fatto esistere: io mi precipitavo su di loro in modo indegno. Tu eri con me e io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che non esisterebbero se non esistessero in te. Mi hai chiamato e la tua voce ha rotto la mia sordità. Hai fatto brillare il tuo splendore e hai fatto svanire la mia cecità. Hai diffuso il tuo profumo, ho respirato e corro verso di te. Ho gustato quanto sei buono, ho fame e sete, mi hai toccato e sono infiammato del desiderio della tua pace.

Preghiamo

O Dio, consolatore degli afflitti, tu illumini il mistero del dolore e della morte con la speranza che splende sul volto del Cristo; fa’ che nelle prove del nostro cammino restiamo intimamente uniti alla passione del tuo Figlio, perché si riveli in noi la potenza della sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Settima stazione
Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: il quale svuotò se stesso e, diventando simile agli uomini, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Meditazione

Anche tu stai attento se non vuoi cadere. I più piccoli non trovino piacere nella caduta dei grandi, ma la caduta dei grandi sia causa di sgomento per i piccoli. Per questo è proposto l'esempio di Davide, per questo il Salmo 50 è stato scritto, ed è sovente letto e cantato nella Chiesa. Lo ascoltino coloro che stanno ritti, affinché non cadano, lo ascoltino coloro che sono caduti, affinché risorgano. Questo Salmo rende prudenti quelli che sono ancora in piedi, ma non vuole la disperazione di quelli che sono caduti. La terra è piena della grazia di Dio. Sulla terra abbonda la miseria dell'uomo, e sovrabbonda la misericordia di Dio. Sì, la terra è piena delle miserie dell'uomo, ma è maggiormente piena del dono gratuito del Signore. Tutte le cose hanno bisogno del Signore, sia le miserabili che le prospere. Senza il Signore il misero non può rialzarsi, e chi è nella prosperità senza il Signore non può stare in piedi. A tutti coloro che sono in piedi o che sono caduti, e cercano un sostegno, dico: Ovunque tu guardi e ti giri, là c'è Cristo! Se cerchi Cristo, Egli è dovunque!

Preghiamo

O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Ottava stazione
Gesù incontra le pie donne

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli».

Meditazione

Ama, e farai solo bene. Ci sono casi in cui l'odio inganna con l'adulazione, e l'amore sgrida e riprende. Non badare alle parole di chi blandisce e all'apparente severità di chi rimprovera. Cerca la sorgente, la radice, da cui proviene il richiamo. C'è chi blandisce per ingannare e c'è chi sgrida per correggere. Non è necessario, fratelli, che sia io ad allargarvi il cuore. Chiedete a Dio di amarvi a vicenda. Amate tutti gli uomini, anche i vostri nemici, non perché sono fratelli, ma perché lo diventino. Siate accesi di amore fraterno, amando sia il fratello, già acquisito, che il nemico, perché diventi fratello. Se ami qualcuno che ancora non crede in Cristo, con il tuo amore stai rimproverando il vuoto della sua vita. Sì, tutto il nostro amore è diretto verso i cristiani, verso tutte le membra di Cristo. La regola della carità, però, fratelli miei, non conosce limiti: la forza, i fiori, i frutti, la bellezza così attraente, il luogo dove si alimenta e si disseta, gli abbracci della carità sono universali. Se la carità ci riempie di gioia mentre siamo ancora pellegrini, quale sarà la nostra gioia in Patria? Corriamo dunque, fratelli miei, corriamo ed amiamo il Cristo. Quale Cristo? Estendi la tua carità su tutto il mondo, se vuoi amare Cristo: perché le membra di Cristo sono presenti in tutto il mondo.

Preghiamo

Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché l’unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Nona stazione
Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Gesù, pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Meditazione

Il Signore distolga la sua faccia dai tuoi peccati, ma non distolga da te il suo volto. Signore, mia luce e mia salvezza, sei tu il mio aiuto, non lasciarmi. Ecco, vedi, io sono in cammino. Ti ho chiesto una sola cosa: abitare nella tua casa per tutti i giorni della mia vita, contemplare la tua dolcezza, essere protetto nel tuo tempio. Questa sola cosa ho chiesto, ma per giungervi, ora sono in cammino. Forse tu mi dirai: Sforzati, cammina; ti ho dato il libero arbitrio, dipende dalla tua volontà, prosegui sulla via, cerca la pace e perséguila, non deviare dalla strada, non fermarti, non voltarti indietro, persevera nel cammino, perché chi persevererà sino alla fine sarà salvato. Forse, tu, ricevuta la libertà, quasi presumi delle forze che ti fanno camminare. Ebbene non presumere troppo di te. Se il Signore ti abbandonasse, verresti meno nel cammino, cadresti, andresti fuori strada, ti fermeresti. Devi dire dunque a lui: Senza dubbio mi hai donato la libera volontà, ma senza di te a niente riesce il mio sforzo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. Sì, tu aiuti chi hai plasmato, tu non abbandoni chi hai creato.

Preghiamo

O Dio, Padre buono, che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito, ma lo hai dato per noi peccatori; rafforzaci nell’obbedienza della fede, perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Decima stazione
Gesù è spogliato delle vesti

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

I soldati, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato - e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca».

Meditazione

Dice il Salmo: Essi mi guardano, mi osservano. Mi hanno osservato e non hanno capito, mi hanno guardato e non hanno visto. Hanno avuto gli occhi per vedere la carne, non il cuore capace di penetrare il Verbo di Dio. Si dividono le mie vesti. Le vesti del Signore sono i suoi sacramenti. State attenti, fratelli. Le sue vesti, ossia i suoi sacramenti, poterono essere divise per le eresie. Ma vi era una tunica che nessuno ha diviso: Sul mio vestito gettano la sorte. Dice l'Evangelista: C'era una tunica, senza cucitura, tessuta tutta d'un pezzo dall'alto in basso. Dall'alto proveniva, quindi dal cielo, dal Padre, dallo Spirito Santo. Che cos'è questa tunica, se non la Carità che nessuno può dividere? Che cos'è questa tunica, se non l'unità? Su di essa si gettano le sorti, nessuno la divide. Gli eretici hanno potuto dividere tra loro i sacramenti, ma non hanno diviso la Carità. Se ne sono andati, ma la Carità non hanno potuto dividerla ed essa resta integra. Qualcuno l'ha ricevuta in sorte. Chi possiede la Carità è sicuro, nessuno lo può smuovere dalla Chiesa universale e se anche ne fosse fuori, ma comincia ad avere la Carità, viene introdotto, proprio come un tempo il ramoscello di ulivo fu introdotto dalla colomba.

Preghiamo

O Padre, che nella Pasqua del tuo Figlio hai ristabilito l’uomo nella dignità perduta e gli hai dato la speranza della risurrezione, fa’ che accogliamo e viviamo nell’amore il mistero celebrato ogni anno nella fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Undicesima stazione
Gesù è inchiodato alla croce


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi». L’altro invece disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico: oggi sarai con me nel paradiso».

Meditazione

Gesù si avviò verso il luogo dove sarebbe stato crocifisso, portando egli stesso la Croce. Che grande avvenimento! Una grande vergogna agli occhi degli empi, ma un grande mistero agli occhi dei buoni. Se si guarda con gli occhi dell'empietà è uno spettacolo terribile e umiliante, ma chi sa guardare con sentimenti di bontà trova qui un grande sostegno per la sua fede. Chi assiste a questo spettacolo con animo empio, irride al re che, invece dello scettro, porta il legno del suo supplizio. La pietà invece contempla il re che porta la Croce alla quale sarà lui stesso inchiodato, ma che dovrà essere collocata anche sulla fronte dei re. La Croce sarà disprezzata agli occhi degli empi, ma in essa si glorieranno i cuori dei santi. E Paolo potrà scrivere: Per me non ci sia altro vanto che nella Croce del Signore nostro Gesù Cristo. Cristo esaltava la Croce portandola sulle sue spalle, e la reggeva come una luce che deve brillare e si deve mettere sul lucerniere e non sotto il moggio. O forza ineffabile dell'azione divina, anche nel cuore di quelli che non se ne rendono conto! Non è azzardato dire che una voce segreta, in un silenzio assordante, risuonava nell'animo di Pilato, che ha voluto scrivere il cartello «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Ma Cristo è il re soltanto dei Giudei o anche di tutte le genti? È certamente il re di tutte le genti!

Preghiamo

Ci sostenga sempre, o Padre, la forza e la pazienza del tuo amore; fruttifichi in noi la tua parola, seme e lievito della Chiesa, perché si ravvivi la speranza di vedere crescere l’umanità nuova, che il Signore al suo ritorno farà splendere come sole nel tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Dodicesima stazione
Gesù muore in croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

Meditazione

I superbi diventarono ammalati, e la malattia dei superbi si trasformò in confessione degli umili. Quando i malati riconoscono di essere malati, venga il medico a guarirli. Chi è il medico? Il Signore nostro Gesù Cristo. Chi è nostro Signore Gesù Cristo? Colui che fu preso, schiaffeggiato, flagellato, coperto di sputi, incoronato di spine, appeso alla croce, fatto morire, trafitto con la lancia, deposto dalla Croce, messo nel sepolcro. È questo il Signore nostro Gesù Cristo, ed è lui il medico di tutte le nostre ferite, quel Crocifisso che fu insultato e di cui, quando pendeva dalla Croce, i persecutori scuotendo il capo dicevano: Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla Croce. Sì, è lui il nostro vero medico. Ma perché allora non fece vedere, a chi lo insultava, che egli era Figlio di Dio? Non volle! E perché? Forse perché non poteva? Certo che poteva! È più difficile scendere dalla Croce o risorgere dal sepolcro? Egli preferì sopportare quelli che lo insultavano, perché scelse la Croce non come una prova di potenza, ma come un esempio di pazienza. Guarì le tue piaghe su quella Croce, dove a lungo sopportò le sue. Ti liberò dalla morte eterna su quella stessa Croce, dove si è degnato di morire nel tempo. E morì. O piuttosto si deve dire che in lui morì la morte? Che morte è mai questa che uccide la morte?

Preghiamo

O Dio, che nell’ora della Croce hai chiamato l’umanità a unirsi in Cristo, sposo e Signore, fa’ che la santa Chiesa sperimenti la forza trasformante del suo amore, e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Tredicesima stazione
Gesù è deposto dalla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

I soldati, venuti da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Meditazione

Uno dei soldati gli aprì il costato con la lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua. L'Evangelista ha usato un verbo significativo. Più che dire ha colpito oppure ha ferito il suo fianco, ha voluto dire aprì, per indicare che nel costato di Cristo fu come aperta la porta della Vita, da dove fluirono i sacramenti della Chiesa, senza dei quali non si entra in quella Vita, che è la vera Vita. Quel sangue è stato versato per la remissione dei peccati. Quell'acqua tempera il calice della salvezza, ed è un dono per purificare e dissetare. Questo mistero era stato preannunciato da quella porta che Noè ebbe ordine di aprire nel fianco dell'Arca, perché entrassero gli esseri viventi che non dovevano perire nel diluvio. Con quelli era prefigurata la Chiesa. Ancora, per preannunciare questo mistero, la prima donna fu formata dal fianco dell'uomo che dormiva, e fu chiamata vita e madre di tutti i viventi. Indubbiamente era l'annuncio di un grande bene, ancora prima del grande male della prevaricazione. Adesso, il secondo Adamo, chinato il capo, si addormentò sulla Croce, perché così, con il sangue e l'acqua che sgorgarono dal suo fianco, fosse formata la sua sposa, che è la Chiesa. Questa è la morte per cui i morti riprendono vita!Cosa c'è di più puro di questo sangue? Cosa c'è di più salutare di questa ferita?

Preghiamo

Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che continui a seminare nei solchi dell'umanità, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata speranza del tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.

Quattordicesima stazione
Gesù è deposto nel sepolcro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia: rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

Meditazione

Bisognava dunque far conoscere all'uomo la grandezza dell'amore di Dio per noi, e lo stato in cui eravamo, quando Dio ci ha amato: la sua grandezza, per non essere vittime della disperazione, e la nostra condizione, per non essere superbi. Pur essendo nemici, ora, che siamo riconciliati, saremo salvi nella sua vita. Dio, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Ciò che viene comunicato a noi come un fatto compiuto, era presentato ai giusti dell'antichità come un avvenimento futuro, affinché essi pure, per mezzo della medesima fede, come noi, umiliati, fossero convinti di debolezza e nella debolezza ricevessero la forza. La vita del Verbo di Dio era la luce degli uomini e non posta lontano da ciascuno di noi, perché in essa viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Dovevamo dunque essere purificati, e la sola purificazione dei peccatori e dei superbi è il sangue del Giusto e l'umiltà di Dio. Il Verbo di Dio, fattosi uomo giusto, si è fatto anche mediatore con Dio a favore dell'uomo peccatore. Si è fatto partecipe della nostra mortalità e ci ha reso partecipi della sua divinità.

Preghiamo

O Dio, Padre della vita e autore della risurrezione, davanti a te anche i morti vivono; fa’ che la parola del tuo Figlio, seminata nei nostri cuori, germogli e fruttifichi in ogni opera buona, perché in vita e in morte siamo confermati nella speranza della gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.


Benedizione finale

Preghiamo

Le tue mani mi hanno fatto, Signore, mi hanno plasmato;
quelle mani trapassate dai chiodi per me!
Non disprezzare, Signore,
l’opera delle tue mani:
ricorda la tua alleanza e salvami,
tu che sei medico,
tu che sei Luce,
tu che sei Vita;
Gesù Nazareno, abbi pietà di me !
Luce che passi,
ascolta chi è cieco,
tendigli la mano affinché venga a te
e nella tua luce, veda la Luce. Amen.

Pater, Ave e Gloria

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

Per i meriti della passione e morte
di nostro Signore Gesù Cristo,
vi benedica Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.